Concetti Chiave
- La scelta del punto di incisione cutanea è fondamentale per minimizzare l'impatto estetico e garantire un accesso efficace alla lesione mammaria.
- Le incisioni periareolari sono ideali per lesioni centrali, mentre le incisioni ascellari sono consigliate per le lesioni periferiche, riducendo la visibilità delle cicatrici.
- È importante preservare la vascolarizzazione durante l'incisione per evitare complicazioni come la necrosi del tessuto circostante.
- Il mammotome è lo strumento principale per la biopsia mammaria, consentendo un prelievo preciso e riducendo il rischio di disseminazione del tessuto.
- Se le tecniche di imaging non riescono a definire la lesione, è necessario ricorrere a una biopsia chirurgica, particolarmente se la lesione è palpabile.
Importanza dell'incisione cutanea
In considerazione del fatto che la biopsia della mammella o la chirurgia della mammella vanno ad alterare l’anatomia esterna della donna, è importante andare a decidere il punto dove procedere con l’incisione cutanea in modo che questo rispetti:
• Principio estetico: va presa in considerazione la posizione della lesione: ad esempio, lesioni dei comparti centrali, che si avvicinano ai quadranti centrali o che distano meno di 2-3 cm dall’areola, possono essere raggiunte con delle incisioni periareolari. In particolare, si incide nel punto in cui inizia la differenza cromatica tra l’areola e la cute mammaria e scollando la cute si arriva alla lesione. Nella fase di cicatrizzazione questo lascia un minor impatto dal punto di vista estetico. Le lesioni periferiche del quadrante superoesterno, invece, possono essere facilmemte accessibili mediante un’incisione ascellare sul versante laterale del muscolo grande pettorale e quindi essere nascoste poi a livello ascellare. È da considerare che un’incisione circolariforme che segue il profilo della ghiandola è esteticamente meno visibile, ma ha un maggior rischio dal punto di vista vascolare.
• Preservazione vascolare: va ridotto il rischio di necrosi. Soprattutto quando l’incisione non è singola ma
è a losanga, il tessuto circostante può andare incontro ad una sofferenza vascolare e quindi alla necrosi.
• Agevole accesso alla lesione.
• Radicalità oncologica, laddove la lesione sia fortemente sospetta per malignità oppure laddove ci sia una mastectomia, ovvero un’asportazione dell’intera ghiandola che con la stessa incisione permetta anche di procedere ad una ricostruzione dove questo possa essere necessario.
Strumenti per l'esame bioptico
Per l’esame bioptico lo strumento maggiormente utilizzato è il mammotome: è uno strumento che serve bioptico legato ad una macchina o a batteria, a seconda del fatto che venga utilizzato per via ecografica o per via stereotassica. Presenta un mandrino che viene inserito a livello del nodulo, un tagliente che taglia una porzione di ghiandola e una cannula che ricopre sia il mandrino che la biopsia mammaria per poi aspirarla all’interno di una camera di raccolta, per evitare che ci possa essere una disseminazione di tessuto a livello del resto della ghiandola nel momento in cui viene estratto.
L’immagine a sinistra mostra una biopsia per via ecografica in cui il corpo dell’ago, essendo metallico, risulterà visibile. L’immagine a destra mostra invece una biopsia stereotassica, che viene effettuata laddove la lesione non sia evidenziabile da un punto di vista ecografico, ma solo con la mammografia o con la Rmn. Si effettua quindi una biopsia guidata dalle immagini della risonanza e della mammografia, ottenendo un puntamento automatico e preciso sull’area della lesione.
Laddove l’ecografia, la mammografia e la biopsia non siano state in grado di determinare una definizione cito-istologica della lesione, è necessario procedere con una biopsia chirurgica. Se la lesione è palpabile, la biopsia chirurgica è facilmente eseguibile. Se invece la lesione non fosse palpabile o se ci fossero delle microcalcificazioni, ci sono due sistemi.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della scelta del punto di incisione cutanea nella biopsia della mammella?
- Quali sono le tecniche di incisione consigliate per le lesioni centrali e periferiche della mammella?
- Qual è lo strumento principale utilizzato per l'esame bioptico della mammella?
- Cosa si deve fare se l'ecografia e la mammografia non riescono a definire la lesione?
La scelta del punto di incisione è cruciale per rispettare il principio estetico, preservare la vascolarizzazione e garantire un accesso agevole alla lesione, oltre a considerare la radicalità oncologica in caso di sospetta malignità o mastectomia.
Le lesioni centrali possono essere raggiunte con incisioni periareolari, mentre le lesioni periferiche del quadrante superoesterno possono essere accessibili tramite incisioni ascellari, che risultano meno visibili esteticamente.
Il mammotome è lo strumento maggiormente utilizzato per l'esame bioptico, che può essere impiegato sia per via ecografica che stereotassica, permettendo di prelevare porzioni di ghiandola in modo controllato.
Se le tecniche di imaging non forniscono una definizione cito-istologica della lesione, è necessario procedere con una biopsia chirurgica, che può essere eseguita facilmente se la lesione è palpabile.