Concetti Chiave
- Il protocollo di Kite e Lovell, introdotto nel 1932, è stato superato dal metodo di Ponseti e non risolveva efficacemente il piede torto, risultando spesso solo un preambolo al trattamento chirurgico.
- La tecnica di Ponseti, sviluppata nel 1995, ha rivoluzionato la prognosi del piede torto congenito grazie a un approccio incruento e alla sua accessibilità globale attraverso la pubblicazione online.
- Il metodo di Ponseti prevede un ciclo di gessi e, se necessario, una tenotomia percutanea del tendine d'Achille, seguiti dall'uso di un tutore di Denis-Brown per mantenere la correzione fino ai 4-5 anni.
- I risultati del metodo di Ponseti mostrano un'alta percentuale di successo nella correzione del piede torto (80-91%) e una riduzione significativa della necessità di interventi chirurgici, migliorando anche la funzionalità a lungo termine.
- I bambini trattati con il metodo di Ponseti presentano un migliore sviluppo osseo e una posizione anatomica del piede rispetto a quelli sottoposti a chirurgia, evidenziando l'efficacia del trattamento non invasivo.
Indice
Protocolli storici per il piede torto
Esistono due protocolli (trattamento incruento):
• Protocollo/tecnica di Kite e Lovell (1932) (non più usato): Si tratta di un intervento manipolativo/fisioterapico associato a trattamento ortopedico.
Non risolveva il problema del piede torto e spesso finiva per risultare come una preparazione (specienei piedi torti di 2° e 3° grado) al trattamento chirurgico (che avveniva alla nascita / tra il 3° - 7° mese).
• Protocollo/tecnica di Ponseti (1995): ad oggi la tecnica di Ponseti è quella che ha cambiato la prognosi del piede torto congenito. Ponseti era un ortopedico venezuelano che lavorando negli Stati Uniti si è posto il problema che non tutti hanno le strutture chirurgiche per poter operare i piedi torti, questo anche in relazione all’incidenza del piede torto che nei paesi in via di sviluppo è maggiore. Inoltre, pubblicò il suo protocollo/tecnica non scrivendo un manuale come si faceva (dato anche il costo che poteva non rendere tale scoperta accessibile a tutti), ma pubblicando il tutto su internet. Ponseti ha quindi posto l’attenzione sulla necessità di un intervento incruento che potesse funzionare in tutto il mondo.
Evoluzione del metodo Ponseti
Nonostante alla fine degli anni ’90 ci fosse molto scetticismo riguardo questa pratica, successivamente se n’è dovuta riconoscere l’efficacia. In particolare, aveva scoperto il movimento da indurre alla testa dell’astragalo per ridurla. Consiste in: Un ciclo che va dai 5 ai 6 gessi per 10 giorni, con il bambino che nel frattempo raggiunge i 6 mesi di età. Se c’è bisogno si fa, al 2° mese, la tenotomia percutanea del tendine d’Achille per vincere l’equinismo (il quale risulta più difficile da vincere col gesso in assenza di tenotomia). Una volta ridotto il piede/messo questo gesso si deve mettere per 2-4 anni il tutore di Denis- Brown. Questo tutore tiene i piedi torti in posizione corretta fino ai 4-5 anni (viene messo di notte).
Questo elemento nei paesi occidentali è stato il punto di più difficile accettazione da parte dei genitori ed è una delle cause di fallimento del metodo. Spesso i genitori preferiscono operare immediatamente i bambini in modo da risolvere il problema senza dover aspettare anni.
Risultati del metodo Ponseti
Per anni si sono confrontati i risultati tra questa metodica e l’intervento chirurgico. si è potuto osservare che, nel bambino che camminava, le ossa erano meglio sviluppate e piu in posizione anatomiche, con il piede plantigrado rispetto a chi veniva sottoposto all’intervento chirurgico.
Quindi i risultati del metodo Ponseti sono migliori rispetto alla chirurgia:
•
Correzione senza chirurgia dell’80-91% del piede torto congenito
• Miglior risultato su dolore e funzione a lungo termine
• Riduzione dei rapporti articolari
• Riduzione di indicazioni chirurgiche nel primo anno dell’80%
residua un’abduzione del piede si esegue una trasposizione del tibiale anteriore (verso i 3 anni) che si inserisce normalmente sul cuneo metatarsale: viene staccato dall’inserzione naturale e viene inserito lateralmente sulla base del III metatarsale
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra i protocolli di Kite e Lovell e quello di Ponseti per il trattamento del piede torto?
- Qual è l'importanza della pubblicazione del protocollo di Ponseti su internet?
- Quali sono i risultati del metodo Ponseti rispetto all'intervento chirurgico?
- Quali sono le sfide che i genitori affrontano nell'accettare il metodo Ponseti?
Il protocollo di Kite e Lovell, utilizzato fino agli anni '30, era un intervento manipolativo che spesso preparava il paziente a un intervento chirurgico, mentre il protocollo di Ponseti, sviluppato nel 1995, ha rivoluzionato il trattamento del piede torto congenito con un approccio incruento, accessibile a livello globale.
Ponseti ha scelto di pubblicare il suo protocollo su internet per garantire che fosse accessibile a tutti, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove le strutture chirurgiche sono limitate e l'incidenza del piede torto è maggiore.
I risultati del metodo Ponseti mostrano una correzione dell'80-91% del piede torto congenito senza chirurgia, con migliori sviluppi ossei e posizionamento anatomico rispetto ai bambini sottoposti a intervento chirurgico.
I genitori spesso trovano difficile accettare l'uso del tutore di Denis-Brown per 2-4 anni, preferendo interventi chirurgici immediati per risolvere il problema senza dover attendere, il che può portare a un fallimento del metodo.