Concetti Chiave
- Le metacercarie possono resistere nel fieno per 5-6 mesi e vengono inattivate tramite insilamento, che crea un ambiente anaerobico letale per molte forme viventi.
- Una volta ingerite, le metacercarie si disincistano, migrano nella cavità addominale e raggiungono il fegato, dove si sviluppano in parassiti adulti.
- Le larve che migrano nel fegato causano danni ai tessuti epatici, portando a emorragie e ridotta funzionalità epatica, visibili attraverso diversi colori dei tragitti nel fegato.
- La mortalità degli animali varia in base al numero di metacercarie ingerite, con 1000 metacercarie letali per un agnello, ma necessitando di 10.000-20.000 per un vitello.
- I bovini mostrano una maggiore resistenza all'infestazione rispetto agli ovini, i quali possono rimanere infestati per tutta la vita, con conseguenze gravi sulla loro salute e produttività.
Resistenza delle metacercarie
Le metacercarie resistono 5-6 mesi nel fieno, inattivate con insilamento (cambia pH e tensione di ossigeno).
L'insilamento è drammatico per tutte le forme viventi, l'ambiente diventa anaerobio.
Le metacercarie, una volta ingerite con l’alimentazione dagli animali al pascolo si disincistano e migrano nella cavità addominale attraversando la parete intestinale. Migrano nel fegato.
Superata la capsula epatica penetrano nel parenchima come adolescarie.
L’adolescaria per 6-8 settimane si nutre del parenchima epatico (epatociti), fino a quando non raggiungono un dotto biliare, in cui entrano e da larve diventano parassiti adulti. Possono sopravvivere 10 anni, in genere i bovini sono abbastanza resistenti per cui dopo un anno si ha un'infiammazione marcata del dotto biliare e questo porta alla morte del parassita, gli ovini non hanno questa capacità per cui possono restare infestati per tutta la loro vita.
Danni causati dalle larve
Originano quindi dei danni dati da due forme del parassita
● Larve (adolescarie) che migrano nel parenchima del fegato e mangiano gli epatociti. La distruzione di questi ultimi porta ad una ridotta sintesi proteica e un tentativo da parte dell’organismo di sostituire il tessuto lesionato, tuttavia la distruzione del parenchima epatico è correlata anche a quella dei vasi sanguigni (e fuoriuscita di sangue, che coagula). Quindi la larva lascia dietro di sé una scia di sangue coagulato, che successivamente diventa bianca siccome sostituita con del connettivo (che comporta però una riduzione del volume di fegato funzionante). In base al colore dei tragitti si può capire da quanto tempo l’infestazione è in corso: tragitti emorragici rossi stanno a significare che l’infestazione è recente, tragitti verdastri, giallastri e bianchi sono sintomo di infestazione in corso già da tempo. Dopo alcuni mesi si possono rilevare solo tragitti bianchi e a questo punto il fegato viene descritto “white-spot”. Lo stesso fenomeno è riscontrabile in altre specie che parassitano il fegato (Eimeria stiedae)
Effetti delle metacercarie
● Le metacercarie possono portare alla morte. Questo varia in base al numero di metacercarie ingerite e alle dimensioni del fegato (molto più grande in un vitello piuttosto che in un agnello).
1000 metacercarie in un agnello possono portare alla morte, in un vitello no. Nello specifico, per causare la morte di un vitello sono necessarie 10.000-20.000 metacercarie
Nelle infestazioni croniche i parassiti adulti sono posti a livello dei dotti biliari. In questa sede i parassiti bucano i dotti e portano ad anemia direttamente risucchiando sangue dall’esterno e indirettamente rilasciando metaboliti epatici nel torrente sanguigno. Togliendo proteine e nutrimento dal sangue i parassiti determinano nell’ospite giovane un ritardo nell’accrescimento e nell’adulto una minore produzione di latte e lana. L’ipoproteinemia causata dall’anemia all’inizio viene compensata dall’organismo, ma se portata agli estremi determina una diminuzione della pressione colloido-osmotica e quindi la formazione di edemi, principalmente a livello del collo (non nella regione addominale in quanto non hanno la stazione verticale), che va ad assumere l’aspetto di “collo a bottiglia”.
Domande da interrogazione
- Qual è la durata di resistenza delle metacercarie nel fieno?
- Come avviene la migrazione delle metacercarie nel corpo degli animali?
- Quali danni possono causare le larve adolescarie nel fegato?
- Qual è la relazione tra il numero di metacercarie ingerite e la mortalità negli animali?
Le metacercarie possono resistere nel fieno per 5-6 mesi, ma vengono inattivate attraverso l'insilamento, che crea un ambiente anaerobio (testo).
Una volta ingerite, le metacercarie si disincistano e migrano nella cavità addominale, attraversando la parete intestinale e dirigendosi verso il fegato (testo).
Le larve adolescarie danneggiano il parenchima epatico nutrendosi degli epatociti, causando una ridotta sintesi proteica e la distruzione dei vasi sanguigni, con conseguente fuoriuscita di sangue coagulato (testo).
La mortalità varia in base al numero di metacercarie: 1000 metacercarie possono uccidere un agnello, mentre per un vitello ne servono 10.000-20.000 (testo).