Concetti Chiave

  • Il mantenimento negli animali rappresenta uno stato di equilibrio energetico in cui il fabbisogno è in pareggio, senza produzioni aggiuntive.
  • I fabbisogni energetici sono additivi e variano a seconda delle condizioni, come lattazione o gravidanza, richiedendo un apporto costante per il mantenimento.
  • La conversione dell'energia metabolizzabile per il mantenimento è cruciale per la sopravvivenza, con una domanda energetica che è circa il doppio del metabolismo basale.
  • Fattori come il peso metabolico e l'attività spontanea influenzano il fabbisogno di mantenimento, aumentando significativamente per gli animali al pascolo.
  • Il fabbisogno proteico di mantenimento è limitato ma necessario, poiché le perdite urinarie di urea riflettono il turnover delle proteine e l'efficienza delle proteine alimentari.

Indice

  1. Qual è l'equilibrio energetico negli animali?
  2. Fabbisogni additivi negli animali
  3. Conversione energetica e sopravvivenza
  4. Fattori che influenzano il mantenimento
  5. Fabbisogno proteico e perdite urinarie

Qual è l'equilibrio energetico negli animali?

Il mantenimento è la condizione in cui l’organismo animale si mantiene in equilibrio senza alterare le produzioni, ovvero il bilancio energetico è in pareggio. Questo pareggio del fabbisogno energetico, in condizioni di mantenimento, può anche dire che l’animale non stia producendo niente. Può così essere una convenzione reale oppure una convenzione convenzionale , ossia misura il fabbisogno di mantenimento dell’animale, ma solo perché questo fabbisogno di mantenimento, determinato in condizioni sperimentali, serve per sapere quale sia la quota di energia, di proteina o di minerali della razione utilizzata per le produzioni.

Fabbisogni additivi negli animali

Bisogna ricordare, come detto precedentemente, che i fabbisogni sono additivi. Ad esempio, una bovina lattifera, al settimo mese di lattazione, necessita di un fabbisogno di mantenimento e di un fabbisogno di lattazione. La stessa bovina, in asciutta, avrà lo stesso fabbisogno di mantenimento e, in più, il fabbisogno gravidico; poiché nell’ultimo terzo di gravidanza si rende evidente il fabbisogno gravidico. Il fabbisogno di mantenimento, quindi, va soddisfatto comunque.

Conversione energetica e sopravvivenza

La conversione dell’energia metabolizzabile e dell’energia netta per il mantenimento è molto efficace perché risponde alla logica di sopravvivenza individuale. È molto più efficace questa trasformazione per il mantenimento e per la lattazione rispetto all’ingrasso, che non fa né sopravvivere né riprodurre. La domanda di energia per il mantenimento è circa due volte il metabolismo basale.

Fattori che influenzano il mantenimento

Ci sono molti fattori che influenzano questa equazione, che sono:

    • il peso metabolico

    • l’attività spontanea, poiché gli animali in stabulazione libera allo stato brado hanno esigenze maggiori rispetto a quelli a stabulazione fissa. Infatti, al pascolo, il fabbisogno di mantenimento aumenta del 30% per i bovini e gli ovini e del 40% per i caprini.

    Fabbisogno proteico e perdite urinarie

    • la domanda di proteina che deve compensare le perdite connesse all’usura delle strutture cellulari e tissutali, allo stato dinamico delle proteine (turn-over) e alla produzione di enzimi ed ormoni. Quindi, anche in condizioni di mantenimento vi è un fabbisogno proteico e questo avvien perché alcune strutture proteiche continuano a rinnovarsi. Il fabbisogno proteico di mantenimento sarà bassissimo rispetto ad altri fabbisogni proteici (ad esempio, al fabbisogno proteico di lattazione). Questo si può calcolare attraverso le perdite urinarie, perché attraverso l’urina vengono eliminate le scorie azotate sottoforma di urea. Anche in condizioni di metabolismo basale le perdite di urea attraverso le urine non si azzerano, poiché vi è il turnover delle proteine. Di conseguenza, c’è una perdita di azoto urinario (azoto endogeno urinario) che è proporzionale alla spesa energetica, mentre l’azoto esogeno urinario dipende dal valore biologico delle proteine alimentari, perché più è basso il valore biologico delle proteine alimentari e più gli amminoacidi seguiranno un destino energetico venendo trasformati in chetoacidi o in glucosio e sarà più alta la quantità di urea eliminata attraverso l’urina.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di mantenimento negli animali?
  2. Il mantenimento è la condizione in cui l'organismo animale si mantiene in equilibrio energetico, senza alterare le produzioni, e il bilancio energetico è in pareggio, anche se ciò può significare che l'animale non stia producendo nulla.

  3. Come si differenziano i fabbisogni energetici negli animali?
  4. I fabbisogni energetici sono additivi; ad esempio, una bovina lattifera ha bisogno di soddisfare sia il fabbisogno di mantenimento che quello di lattazione, mentre in gravidanza si aggiunge anche il fabbisogno gravidico.

  5. Qual è l'importanza della conversione energetica per la sopravvivenza degli animali?
  6. La conversione dell'energia metabolizzabile per il mantenimento è molto efficace e fondamentale per la sopravvivenza individuale, essendo circa due volte il metabolismo basale, e risulta più efficiente per il mantenimento e la lattazione rispetto all'ingrasso.

  7. Quali fattori influenzano il fabbisogno di mantenimento negli animali?
  8. Fattori come il peso metabolico e l'attività spontanea influenzano il fabbisogno di mantenimento; ad esempio, gli animali al pascolo hanno un fabbisogno maggiore rispetto a quelli in stabulazione fissa, con aumenti del 30% per bovini e ovini e del 40% per caprini.

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