Concetti Chiave
- La diagnosi precoce è fondamentale per identificare soggetti con malattia non diagnosticata, permettendo così interventi tempestivi.
- Lo screening deve essere effettuato su persone oltre i 45 anni e su individui più giovani con fattori di rischio specifici per il diabete.
- Fattori di rischio includono storia familiare di diabete, dislipidemia, malattie cardiovascolari precoci e appartenenza a etnie ad alto rischio.
- I criteri diagnostici per il diabete comprendono glicemia casuale, glicemia a digiuno, OGTT e HbA1c, ciascuno con valori di riferimento specifici.
- L'HbA1c è considerata un indicatore affidabile delle glicemie passate, fornendo dati utili per la diagnosi di diabete.
Importanza della diagnosi precoce
È utile per individuare i soggetti con malattia non diagnosticata o addirittura non rilevata per assenza di disturbi, in modo da fare diagnosi più precocemente possibile.
Va eseguito a:
• tutti i soggetti con più di 45 anni;
• soggetti di età fattori di rischio o con appartenenza ad un determinato gruppo etnico che ha una prevalenza più alta di soggetti diabetici (ad es. persone con origini magrebine o filippine);
• IFG, IGT, HbA1c 6.00-6.49% (prediabete);
• pregresso diabete gestazionale (GDM): se una donna ha avuto GDM, il diabete è comparso durante la gravidanza e poi si è risolto dopo il parto, la paziente è ad alto rischio di sviluppare DMT2 (in media, 1 donna con GDM su 3 svilupperà DMT2 nell’arco di 10 anni). In caso di GDM va eseguita una glicemia all’anno.
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Fattori di rischio specifici
• storia familiare di diabete (1°grado)
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• dislipidemia aterogena (basso HDL e/o ipertrigliceridemia)
• malattie cardiovascolari insorte precocemente
• diabete misconosciuto o pre-diabete
• parto di neonato macro microsomico
• appartenenza a etnie ad alto rischio di DMT2: sudamericani con discendenza indio-americana e soggetti di alcune zone di Asia/Oceania in seguito all’esposizione ad uno stile di vita diverso dalla
loro zona di origine (minor attività fisica e maggior quantità di cibo). Tali etnie hanno un diabete che compare più precocemente rispetto a ciò che accade tipicamente negli Europei.
Criteri diagnostici del diabete
I criteri diagnostici sono:
1. Glicemia casuale ≥ 200mg/dL (11.1 mmol/L), soprattutto se in presenza dei sintomi classici.
2. Glicemia a digiuno da 8-10 ore ≥ 126mg/dL (7 mmol/L). Tale misurazione va confermata in una seconda occasione, tuttavia in presenza di valori glicemici molto alti (per es. 300 mg/dL) è sufficiente una singola misurazione.
3.
Carico orale di glucosio 2h OGTT (75g). Dopo aver bevuto 75g di glucosio sciolti in acqua in 5 minuti circa, si fa diagnosi se il soggetto presenta un valore di glicemia ≥ 200 mg/dL alla seconda ora dall’assunzione. Anche questo dato andrebbe riconfermato in caso di valori al limite, ma spesso il paziente, non tollerando bene il test (nausea, vomito, etc,) si rifiuta di rifarlo. Quindi, spesso, ci si accontenta di una singola misurazione. Viene effettuata di solito una seconda misurazione perché c’è molta variabilità: si potrebbe prima trovare come valore 230 e alla seconda volta 180, rendendo la diagnosi difficoltosa. Proprio per questa variabilità alla diagnosi, si tende a non farlo e a sostituirlo
con l’Hb glicata.
4. Emoglobina Glicata (HbA1c), che è indicativa delle glicemie degli ultimi 2-3 mesi (vita eritrociti) e fornisce quindi un’informazione utile e affidabile. Qui il diabete è diagnosticato se il valore è ≥ 6.5%.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della diagnosi precoce del diabete?
- Chi dovrebbe sottoporsi a screening per il diabete?
- Quali sono i criteri diagnostici per il diabete?
- Quali fattori di rischio specifici aumentano la probabilità di sviluppare il diabete?
La diagnosi precoce è fondamentale per identificare soggetti con malattia non diagnosticata, specialmente in assenza di sintomi. È raccomandata per tutti gli individui sopra i 45 anni e per quelli sotto i 45 con fattori di rischio specifici, come la storia familiare di diabete o il diabete gestazionale.
Lo screening è consigliato per soggetti oltre i 45 anni, per quelli sotto i 45 con fattori di rischio, e per donne con una storia di diabete gestazionale, che hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
I criteri diagnostici includono glicemia casuale ≥ 200 mg/dL, glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dL, carico orale di glucosio con glicemia ≥ 200 mg/dL dopo 2 ore, e HbA1c ≥ 6.5%. Questi criteri aiutano a confermare la diagnosi in modo accurato.
I fattori di rischio includono storia familiare di diabete, dislipidemia aterogena, malattie cardiovascolari precoci, e appartenenza a etnie ad alto rischio, come sudamericani con discendenza indio-americana e alcune popolazioni asiatiche.