Concetti Chiave
- Le cellule dendritiche intestinali catturano antigeni e, in un microambiente non infiammatorio, inducono tolleranza presentando l'antigene nella lamina propria.
- L'atrofia dei villi nella malattia celiaca è causata dall'apoptosi degli enterociti e da un'insufficiente enteropoiesi, non da un'atrofia della mucosa.
- La malattia celiaca refrattaria può portare a un danno persistente dell'epitelio e aumentare il rischio di sviluppare linfoma intestinale con alta mortalità.
- La biopsia del duodeno è fondamentale per la diagnosi della malattia celiaca, rivelando cripte iperplastiche e assenza di villi intestinali.
- La linfocitosi intraepiteliale può apparire in diverse condizioni e non è esclusiva della malattia celiaca, richiedendo valutazione clinica per un'interpretazione corretta.
Funzione delle cellule dendritiche
La cellula dendritica intestinale in condizioni fisiologiche cattura gli antigeni presenti nel lume e se la cellula è in un microambiente non infiammatorio, presenta l’antigene nella lamina propria innescando una tolleranza verso tale antigene. Nel caso invece di alterazioni della barriera intestinali e della flora batterica, l’antigene entra in quantità eccessive nella lamina propria, e la cellula dendritica che si trova in un microambiente infiammato presenta l’antigene ai linfociti T stimolandone la proliferazione e l’attivazione, con perdita della tolleranza.
Atrofia dei villi e enteropoiesi
L’atrofia dei villi però non è data solo dall’apoptosi degli enterociti, ma anche dall’insufficiente meccanismo di compenso da parte delle cellule staminali alla base delle cripte (enteropoiesi insufficiente). Nella malattia celiaca non si deve parlare di atrofia della mucosa, ma di atrofia dei villi , in quanto la mucosa è molto alta. Le cripte intestinali, infatti, sono iperplastiche e ciò è dovuto all’iperproliferazione cellulare adibita al tentativo di compensare l’apoptosi.
(Il turnover completo della mucosa gastrica (1m) è di 24-48 h, mentre degli enterociti (400 m2) è 4-5 giorni)
Infiammazione e malattia refrattaria
Si può avere inoltre una magnificazione dell’infiammazione, dovuta all’aumento dell’apoptosi delle cellule epiteliali e alla diminuzione di quella dei linfociti intraepiteliali. Questo fenomeno è importante per le complicanze, in quanto alcuni di questi linfociti possono rimanere persistentemente attivati e dare origine ad un clone, che determinerà un danno all’epitelio persistente anche se il paziente ha tolto il glutine dalla dieta. Si avrà quindi una perenne enteropatia da glutine definita malattia refrattaria. Questa situazione può portare poi anche alla formazione del linfoma intestinale, patologia con mortalità del 50% a 2 anni.
Diagnosi e caratteristiche della celiachia
L’organo target della malattia celiaca è l’intestino tenue, ma l’estensione della lesione è variabile sia tra individui diversi, sia nello stesso soggetto a seconda della fase della malattia. Tuttavia, quello che viene sempre lesionato è il duodeno, motivo per cui la biopsia si effettua a livello della mucosa duodenale tramite EGDS (Esofago-Gastro-DuodenoScopia). Esaminando al microscopio la biopsia di un paziente con malattia celiaca, si osserva:
- una mucosa caratterizzata dalla presenza degli sbocchi delle cripte, che sono iperplastiche, in totale assenza di villi intestinali. Questo quadro viene definito “a mosaico”
- Una linfocitosi intraepiteliale (IEL = IntraEpithelial Lymphocytes). Questa condizione non è patognomonica della malattia celiaca, perché può essere riscontrata anche in altre condizioni, come nell’infezione da H. pylori, nell’infestazione da Giardia lamblia, in caso di danno farmacologico del tenue, o in altre situazioni. Deve essere il clinico a dare un significato preciso alla linfocitosi intraepiteliale.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle cellule dendritiche intestinali nella tolleranza agli antigeni?
- Cosa causa l'atrofia dei villi nell'intestino e come si differenzia dalla mucosa?
- Qual è la relazione tra infiammazione e malattia refrattaria nella celiachia?
- Quali sono le caratteristiche microscopiche della biopsia in un paziente con malattia celiaca?
Le cellule dendritiche intestinali catturano gli antigeni nel lume e, in un microambiente non infiammatorio, presentano l'antigene nella lamina propria, innescando una tolleranza verso di esso.
L'atrofia dei villi è causata non solo dall'apoptosi degli enterociti, ma anche da un'insufficiente enteropoiesi. Nella malattia celiaca, si parla di atrofia dei villi, poiché la mucosa rimane alta e le cripte sono iperplastiche.
L'infiammazione può aumentare a causa dell'apoptosi delle cellule epiteliali e della diminuzione dei linfociti intraepiteliali, portando a una malattia refrattaria che può causare danni persistenti all'epitelio anche dopo l'eliminazione del glutine dalla dieta.
La biopsia mostra una mucosa con cripte iperplastiche e assenza di villi intestinali, creando un quadro "a mosaico", insieme a una linfocitosi intraepiteliale, che non è esclusiva della celiachia e richiede interpretazione clinica.