Concetti Chiave

  • Le infezioni post-operatorie si manifestano tipicamente con febbre, il picco si verifica dopo una settimana dall'intervento, interessando infezioni superficiali e profonde.
  • La classificazione delle infezioni del sito chirurgico comprende tre categorie: superficiali, profonde e d'organo o spazio, ognuna con implicazioni cliniche specifiche.
  • Il paziente F presenta una storia complessa con episodi ricorrenti di febbre e complicazioni legate a un laparocele e a un orifizio fistoloso, senza segni attuali di recidiva di adenocarcinoma.
  • Le complicazioni post-operatorie hanno incluso una sovrainfezione protesica, che ha portato alla formazione di un ascesso e alla recidiva del laparocele a causa dell'ancoraggio inadeguato della protesi.
  • Durante l'esame fisico, si è osservata una tumefazione significativa e un orifizio fistoloso, con la presenza di liquido purulento misto a sangue, indicativi di infezione attiva.

Indice

  1. Infezioni post-operatorie
  2. Caso clinico del paziente F
  3. Complicazioni post-operatorie
  4. Esame fisico e osservazioni
  5. Risultati della Pet

Infezioni post-operatorie

Solamente dopo una settimana dall’intervento abbiamo il picco di febbri causate da infezioni del sito chirurgico, sia superficiali che profonde.ù

Nell’immagine sottostante è possibile vedere le diverse infezioni e cause di febbre come sono epidemiologicamente spalmate nei diversi giorni dopo l’intervento.
L’infezione del sito chirurgico (ssi) può essere classificata in tre categorie sulla base della profondità dell’infezione stessa:

    superficiale, comunemente definita infezione di ferita e coinvolge solamente il tessuto sottocutaneo;

    profonda, coinvolge anche la fascia e il muscolo;

    d’organo o spazio, ovvero gli ascessi profondi.

    Caso clinico del paziente F

    • Paziente F di 54 anni con laparocele mediano permagno e orifizio fistoloso al fianco destro da cui fuoriesce da circa 3 anni liquido purulento, non quantificabile. La paziente riferisce febbre serotina di basso grado (37,6 °c), e da tre anni almeno due episodi/anno di febbre intermittente (picco di 39°c) trattati con antibioticoterapia.

    • Non comorbidità di rilievo.

    • Nel 2014 storia di pregresso adenocarcinoma del colon destro sottoposto a emicolectomia destra laparotomica. Non segni attuali di recidiva.

    • Nel 2015 comparsa di laparocele mediano.

    • Nel 2016 episodio di occlusione intestinale con necrosi dell’ansa digiunale. Relapaotomia mediana e resezione dell’ansa necrotica e ripristino della continuità intestinale con anastomosi latero-laterale. Riparazione del laparocele con protesi “dual mesh” (prolene e Ptfe).

    • Dopo circa un mese drenaggio cutaneo di ampia raccolta fasciale con persistenza di orifizio fistoloso e recidiva di laparocele.

    Complicazioni post-operatorie

    • di fronte alla mancanza di tessuto, il chirurgo ha optato per l'utilizzo di una protesi, probabilmente a causa di una limitata fiducia nelle metodiche di separazione delle parti della parete addominale (component separation). Tuttavia, va evidenziato che la protesi, essendo un materiale privo di capacità difensive contro le infezioni, è stata successivamente colonizzata. La sovrainfezione protesica ha dato un ascesso della parete che si è fistolizzato sulla cute del fianco destro. A questo è seguita una recidiva di laparocele in quanto l’infezione non ha permesso alla protesi di rimanere ancorata ai tessuti dove è stata impiantata.

Successivamente, alla visita:

    Esame fisico e osservazioni

    • Presenza di cicatrice cutanea mediana ben consolidata xifo-pubica sotto cui è visualizzabile tumefazione mediana di circa 20x15cm, di forma irregolarmente ellittica, a limiti distinti, a superficie non liscia, di consistenza molle, mobile, riducibile solo parzialmente, non pulsante, non fluttuante, dolente e dolorabile.

    • In fianco destro presenza di orifizio fistoloso, a margini eritematosi e sollevati con tessuto di granulazione facilmente sanguinante, specillabile (si riesce ad entrare con un ferro e a percorrere la sua lunghezza) per buon tratto, da cui fuoriesce liquido purulento misto a sangue.

Risultati della Pet

Alla Pet (con F-fdg) è visibile una raccolta sottofasciale che si estrinseca superficialmente, i cui limiti sono apprezzabili. Le frecce nell’immagine sottostante indicano le posizioni dei muscoli originari. La protesi non è evidenziabile in quanto dislocata.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il picco di febbre associato alle infezioni post-operatorie?
  2. Il picco di febbre causato da infezioni del sito chirurgico si verifica generalmente dopo una settimana dall'intervento, con febbri sia superficiali che profonde.

  3. Come vengono classificate le infezioni del sito chirurgico?
  4. Le infezioni del sito chirurgico (SSI) sono classificate in tre categorie: superficiali, profonde e d'organo o spazio, a seconda della profondità dell'infezione.

  5. Quali complicazioni ha affrontato il paziente F dopo l'intervento?
  6. Il paziente F ha sviluppato una sovrainfezione protesica che ha portato a un ascesso della parete e a una recidiva di laparocele, poiché l'infezione ha impedito alla protesi di rimanere ancorata ai tessuti.

  7. Cosa è emerso dall'esame fisico del paziente F?
  8. L'esame fisico ha rivelato una tumefazione mediana di circa 20x15 cm e un orifizio fistoloso sul fianco destro, da cui fuoriesce liquido purulento misto a sangue, con segni di infiammazione e tessuto di granulazione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community