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Concetti Chiave

  • La luminosità di una stella è misurata in magnitudine, distinguendo tra magnitudine apparente e magnitudine assoluta, quest'ultima rappresenta la luminosità intrinseca senza considerare la distanza.
  • Le stelle variabili presentano fluttuazioni di luminosità e possono essere classificate in regolari, come le stelle doppie, e irregolari, influenzate da fenomeni astronomici.
  • Il colore delle stelle è correlato alla loro temperatura superficiale, con una classificazione che va da O (più calde) a N (più fredde), suddivisa in 10 sottoclassi numerate.
  • La composizione chimica delle stelle è principalmente costituita dall'80% di idrogeno e dal 19% di elio, con il restante 1% composto da altri elementi.
  • La materia interstellare si presenta in forma di nebulose, che possono essere oscure, a riflessione o ad emissione, a seconda delle loro caratteristiche di illuminazione.

Indice

  1. Concetti di luminosità stellare
  2. Stelle variabili e spettroscopia
  3. Colore e classificazione delle stelle
  4. Composizione chimica e movimento stellare
  5. Nebulose e materia interstellare

Concetti di luminosità stellare

La luminosità di una stella è la quantità di energia emessa da una stella e la sua misura è la magnitudine. La magnitudine apparente è la quantità di energia emessa da una stella tenendo conto della distanza dalla terra. Per conoscere la luminosità intrinseca di una stella (o luminosità assoluta, cioè la quantità di energia emessa da una stella in una unità di tempo) si ricorre alla magnitudine assoluta, ovvero la misura della luminosità intrinseca di un oggetto senza tenere conto delle condizioni in cui si trova l’osservatore.

Stelle variabili e spettroscopia

Alcune stelle non hanno una luminosità regolare e pertanto sono dette stelle variabili che possono essere regolari o irregolari. Le stelle regolari sono le stelle doppie (due astri che ruotano intorno ad un baricentro comune) o multiple (con tre o più stelle associate). La luminosità delle stelle variabili irregolari è stata variata da cause astronomiche (esplosioni ecc.)

Lo studio di corpi luminosi lontani avviane tramite l’utilizzo di spettroscopi.

Qualunque raggio luminoso dà origine ad uno spettro, cioè ad una striscia formata da bande con tutti i colori dell’iride alternate da linee di assorbimento.

Colore e classificazione delle stelle

Il colore delle stelle dipende dalla loro temperatura superficiale. All’aumentare della temperatura di un corpo, diminuisce la lunghezza d’onda delle radiazioni luminose che esso emette in prevalenza: si passa cioè dal rosso al blu

Gli spettri delle stelle permettono di classificarle in classi spettrali. Ogni classe è divisa in 10 sottoclassi (O, B, A, F, G, K, M, S, R, N in successione dalle più calde alle più fredde) numerate da 0 a 9. Più il numero è basso, maggiore è la temperatura della stella. Il Sole è G2.

Composizione chimica e movimento stellare

Grazie agli spettri si può ricavare la composizione chimica di una stella, prevalentemente caratterizzata dall’80% da idrogeno, il 19% da elio e per l’1% da tutti gli altri elementi chimici.

Le stelle si muovono con velocità diverse. Lo studio dell’effetto Doppler sugli spettri delle stelle permette di valutare se si avvicinano o si allontanano rispetto alla Terra.

Nebulose e materia interstellare

Tra una stella e l’altra è presente della materia interstellare concentrata in ammassi di materia fine chiamata nebulosa che può essere di vari tipi:

    Nebulose oscure, cioè ammassi scuri privi di luce

    Nebulose a riflessione, cioè debolmente luminose perché attraversate dalla luce delle stelle molto brillanti o molto vicine

    Nebulose ad emissione, cioè che emettono luce per un fenomeno di fluorescenza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra magnitudine apparente e magnitudine assoluta di una stella?
  2. La magnitudine apparente misura l'energia emessa da una stella in base alla sua distanza dalla Terra, mentre la magnitudine assoluta rappresenta la luminosità intrinseca della stella, indipendentemente dalla posizione dell'osservatore.

  3. Cosa sono le stelle variabili e come si classificano?
  4. Le stelle variabili sono quelle che non mostrano una luminosità costante e possono essere regolari, come le stelle doppie o multiple, o irregolari, la cui luminosità varia per cause astronomiche come esplosioni.

  5. Come viene determinata la temperatura superficiale di una stella?
  6. La temperatura superficiale di una stella è determinata dal suo colore; all'aumentare della temperatura, la lunghezza d'onda della luce emessa diminuisce, passando dal rosso al blu.

  7. Qual è la composizione chimica tipica di una stella?
  8. La composizione chimica di una stella è prevalentemente costituita dall'80% di idrogeno, 19% di elio e 1% di altri elementi chimici, come rivelato dagli spettri stellari.

Domande e risposte

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