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La rivoluzione dimenticata

Thomas Kunn, storico della scienza, nel suo saggio 'Struttura delle rivoluzioni scientifiche', afferma che "Talvolta un problema normale, cioè un problema che dovrebbe essere risolvibile per mezzo di regole e procedimenti noti, resiste al reiterato assalto dei più abili membri del gruppo entro la cui competenza viene a cadere".
A quel punto, ci avvisa lo storico, è necessario un 'cambio di paradigma', ovvero un mutamento delle basi concettuali sulle quali si opera. Secondo l'americano, quindi, la rivoluzione scientifica è avvenuta poiché avvertendo un'anomalia nella risoluzione di un problema con il paradigma vigente, si è deciso di modificare la prassi fino ad allora seguita e cambiare prospettiva del problema.
Ma siamo proprio sicuri che, per la rivoluzione del '600 si sia trattato davvero di un cambio di paradigma? Che gli scienziati abbiano iniziato a considerare il problema da un punto di vista mai affrontato prima?

Già in ambito pitagorico vi furono idee eliocentriche tramandate in forma di mito, anche se l'astronomia greca fece seri tentativi di uscire dal geocentrismo e dalle sfere omocentriche di Eudosso di Cnido con Eraclide Pontico, discepolo di Aristotele, che per spiegare il moto diurno dei cieli, pensò ad un moto della terra intorno al proprio asse da occidente ad oriente e probabilmente ipotizzò il movimento di Venere e di Mercurio intorno al Sole.
Successivamente, agli inizi del III secolo a.C., Aristarco di Samo teorizzò esplicitamente l'eliocentrismo nella sua forma attuale e, secondo la testimonianza di Plutarco, Seleuco di Seleucia ne dette anche una dimostrazione. Subito dopo però, con Tolomeo, le idee antiche vennero cancellate.
Egli, infatti, era certo della centralità ed immobilità della Terra nell'Universo. Così stabilì un modello dell'universo notevolmente semplificato rispetto a quello di Eudosso ed in linea con il principio filosofico aristotelico, ma tutt'altro che preciso. Nonostante ciò, il Cristianesimo avallò la cosmologia tolemaica, poiché compatibile con le Sacre Scritture.
Non è poi un pensiero così lontano dal nostro, quello di ostacolare una rivoluzione solo perché non risponde ai 'nostri canoni'.
Basti pensare alle dure lotte tra la chiesa e Galileo Galilei, rivisitatore della teoria eliocentrica di Copernico e quindi contrario all'ipse dixit.
"Anzi, essendo, come ho detto, che le Scritture, ben che dettate dallo Spirito Santo, per l'addotte cagioni ammetton in molti luoghi esposizioni lontane dal suono litterale, e, di più, non potendo noi con certezza asserire che tutti gl'interpreti parlino inspirati divinamente, crederei che fusse prudentemente fatto se non si permettesse ad alcuno l'impegnar i luoghi della Scrittura e obbligargli in certo modo a dover sostenere per vere alcune conclusioni naturali, delle quali una volta il senso e le ragioni dimostrative e necessarie ci potessero manifestare il contrario." In questo modo Galileo cerca un punto d'incontro con la chiesa, un modo per far diffondere le sue scoperte nel mondo e non essere messo all'Indice: niente da fare, anche i suoi libri vengono additati come proibiti e viene imposto al mondo di dimenticarlo.
Ma il mondo è oramai cambiato, la lontananza temporale con Aristotele mette a dura prova la veridicità delle sue tesi e scienziati di tutto l'occidente si interrogano sulla struttura dell'universo, pronti a scardinare una delle teorie più salde e durature della storia.
E' con Copernico e Galileo che l'eliocentrismo viene provato, dimostrato e diffuso nel mondo, tanto forte da non poter più essere ostacolato. Nascono così, nel XVII secolo, le accademie e le società scientifiche, che diventano il luogo privilegiato della produzione scientifica. L'obiettivo di queste sedi, scrive Franco Giudice, è 'quello di promuovere e divulgare le nuove concezioni filosofiche e scientifiche'. 'Esse si svilupparono in opposizione alle università che, tradizionalmente controllate dal potere ecclesiastico, quasi senza eccezione guardarono alle innovazioni con estremo sospetto.'
A quel punto la rivoluzione fu inarrestabile, la teoria eliocentrica prese piede in tutto il mondo, sempre più velocemente.
E a chi, come Kunn, afferma che essa sia derivata da un modo diverso di guardare le cose, con un punto di vista completamente nuovo, non possiamo che dare ragione.
Perché nonostante sia vero che la rivoluzione scientifica sia nata insieme, o anche prima della teoria geocentrica, molto tempo prima di Galileo e Copernico, è anche vero che essa è stata dimenticata col passare dei secoli e che l'eliocentrismo non sarebbe neanche ipotizzabile ai giorni nostri, se gli scienziati del 600 non avessero 'cambiato paradigma'.

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