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Il modello geocentrico e il modello eliocentrico

Il maggiore contributo degli antichi greci all'astronomia fu l'adozione e il perfezionamento di un modello per descrivere il moto apparente dei corpi celesti, chiamato modello geocentrico. Questo modello poneva la Terra al centro dell'Universo, descrivendola come una sfera immobile. Ogni corpo celeste, eccetto sette, sembrava mantenere la stessa posizione rispetto agli altri. I sette "corpi erranti" comprendevano i cinque pianeti allora noti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) ma anche il Sole e la Luna, e si pensava che ognuno di essi orbitasse intorno alla Terra lungo una traiettoria circolare. Oltre i pianeti, e tutto intorno, si trovava una sfera cava trasparente (la sfera celeste) sulla quale ogni giorno le stelle sembravano ruotare intorno alla Terra.
Il primo a sostenere un modello dell'Universo centrato intorno al Sole, chiamato modello eliocentrico, fu Aristarco da Samo (312-230 a.C.). Utilizzando semplici relazioni geometriche, Aristarco capì che la distanza del Sole dalla Terra era molto più grande di quella della Luna e che le dimensioni del Sole erano molto superiori a quelle della Terra.

Questa conclusione lo indusse, probabilmente, a ipotizzare un Universo centrato intorno al Sole. Tuttavia, a causa della forte influenza del filosofo Aristotele (384-322 a.C.), che aveva sostenuto il modello geocentrico, l'ipotesi geocentrica continuò a dominare il pensiero occidentale per quasi 2000 anni.

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