Nel 1929 lo scienziato Hubble osservando lo spettro delle galassie capì che esse si allontanano alla velocità di migliaia di km/s e che maggiore è la loro lontananza maggiore è la loro velocità. Questa è la legge di Hubble definita anche con la formula: v/d=H0 (dove v é la velocità d'allontanamento espressa in km/s, d è la distanza espressa in Megaparsec e H0 è la costante di Hubble). E questo portò a pensare che ogni oggetto si allontana per riempire tutto lo spazio disponibile teorizzando così l'espansione dell'Universo. Ma nel XX secolo fu sviluppata la teoria del Big Bang che vedeva l'Universo concentrato in una palla grande quanto un atomo con densità infinita e temperatura elevatissima. In un determinato momento questa palla scoppiò (Big Bang) e ciò provocò lo spazio; dopo ci fu l'espansione e l'Universo aumentò notevolmente di volume e diminuì di temperatura (il fenomeno dell'inflazione). In seguito si espanse lentamente fino a quando-dopo 300.000 anni-si formarono atomi di idrogeno con il conseguente viaggio della luce nello spazio. Nel 1965 due scienziati scoprirono una radiazione base pari a -270°C vista come l'eco del Big Bang; questa scoperta ne favorì un'altra: le variazioni minime della radiazione base scoperte grazie al satellite COBE lanciato in orbita nel 1989 e che non sono altro che all'origine delle galassie.

Hai bisogno di aiuto in Geografia astronomica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email