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Giove

Giove è il più grande pianeta di tutto il sistema planetario e il quinto  del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, da cui dista, in media, circa 775 milioni di km e intorno al quale ruota con un periodo di circa 12 anni; la sua massa corrisponde a 2,468 volte la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme. È classificato, al pari di Saturno, Urano e Nettuno, come gigante gassoso.
È conosciuto fin dai tempi più antichi, giacché, nei periodi di maggior luminosità, è secondo solo a Venere; il suo simbolo è . Osservato al telescopio mostra un forte appiattimento (il diametro polare è di circa 1/15 inferiore a quello equatoriale) dovuto alla grande forza centrifuga sviluppata nella rapida rotazione; il periodo medio di rotazione è infatti il più breve del sistema solare, in media 9h 52m. Poiché l'inclinazione dell'equatore sul piano dell'orbita è appena di 3º, vi sono solo piccole differenze tra la durata del giorno e della notte e la differenziazione tra le stagioni è minima. A causa della sua grande massa (che è due volte e mezzo quella di tutti gli altri pianeti messi insieme) ha una temperatura interna che si aggira sui 500.000 ºC (interno della Terra, circa 5.000 ºC). L'aspetto del pianeta è caratterizzato da fasce colorate parallele all'equatore di colore alternativamente chiaro (zone) e scuro (bande);

Giove ha una composizione simile a quella del Sole: infatti è costituito principalmente da idrogeno ed elio con piccole quantità di altri composti, quali ammoniaca, metano ed acqua.  Si ritiene che il pianeta possegga una struttura pluristratificata, con un nucleo solido, presumibilmente di natura rocciosa e costituito da carbonio e silicati di ferro, sopra il quale gravano un mantello di idrogeno metallico ed una vasta copertura atmosferica che esercitano su di esso delle altissime pressioni.  La rapida rotazione del pianeta gli conferisce l'aspetto di uno sferoide oblato e genera un intenso campo magnetico che dà origine ad un'estesa magnetosfera; inoltre, a causa del meccanismo di Kelvin-Helmholtz, Giove (come tutti gli altri giganti gassosi) emette una quantità di energia superiore a quella che riceve dal Sole.
A causa delle sue dimensioni e della composizione simile a quella solare, Giove è stato considerato per lungo tempo una "stella fallita": in realtà solamente se avesse avuto l'opportunità di accrescere la propria massa sino a 75-80 volte quella attuale il suo nucleo avrebbe ospitato le condizioni di temperatura e pressione favorevoli all'innesco delle reazioni difusione dell'idrogeno in elio, il che avrebbe reso il sistema solare un sistema stellare binario.
L'intenso campo gravitazionale di Giove influenza il sistema solare nella sua struttura perturbando le orbite degli altri pianeti e lo "ripulisce" da detriti che altrimenti rischierebbero di colpire i pianeti più interni. 
La superficie osservabile dell'atmosfera presenta sia bande di nubi in rapido movimento sia regioni di maggiore stabilità. Sono stati messi in evidenza immensi vortici turbolenti, strati di convezione, instabilità di vario tipo, intensità e dimensioni (anche maggiori di 100 km); tutti fenomeni molto più complessi di quelli previsti. I modelli proposti per la struttura del pianeta sono ancora incerti, ma si pensa che sotto il livello delle nubi la pressione raggiunga un valore critico per cui non vi è più distinzione fra strato liquido e gassoso; a una certa profondità sotto questo livello anche l'idrogeno solidifica e solo in un piccolo nucleo centrale sarebbero presenti gli elementi più pesanti (Wildt, 1934). Poiché la densità media del pianeta è solo 1,33, si deve pensare che l'interno sia assai ricco di idrogeno sottoposto a fortissime pressioni; secondo un modello proposto da W. C. De Marcus l'interno sarebbe costituito principalmente da idrogeno solido ed elio alla pressione (al centro) di 104dine/cm². Le osservazioni radioastronomiche hanno dimostrato che Giove ruota come un corpo solido e che la differenza di rotazione tra zone e bande osservata otticamente è da imputarsi ai moti atmosferici delle nubi superficiali. Giove è infatti un'intensa sorgente di onde radio e le emissioni radio coprono un largo campo di lunghezze d'onda, dai cm alle decine di m; alle lunghezze d'onda minori l'emissione è praticamente costante, mentre nella regione delle onde decametriche le emissioni avvengono in maniera irregolare sia come durata sia come frequenza. La scoperta dell'emissione decametrica di Giove risale al 1955, ma per vari anni la sua origine rimase sconosciuta. La spiegazione che oggi si tende a dare a tale fenomeno h quella dell'esistenza intorno al pianeta di particelle cariche (elettroni e protoni) che si muovono lungo le linee di forza del campo magnetico di Giove, analoghe alle fasce di Van Allen presenti nell'alta atmosfera terrestre. Lo studio di queste radioemissioni ha permesso di calcolare la densità delle particelle presenti in queste fasce e l'intensità del campo magnetico del pianeta, che è di circa 50 gauss alla superficie, cioè circa 100 volte più forte di quello della Terra.

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