Concetti Chiave
- La lirica di Saba si divide in due momenti distinti: uno oggettivo, caratterizzato da un tono semplice, e uno speculativo, che riflette sul dramma esistenziale dell'uomo contemporaneo.
- Il "verismo lirico" di Saba emerge dall'alternanza tra questi momenti, creando un equilibrio che ricorda gli idilli leopardiani con un linguaggio conciso e ponderato.
- In "Quasi una moralità", il momento oggettivo è rappresentato dalla descrizione dei passeri, mentre il momento speculativo offre riflessioni universali sull'amicizia e la grazia.
- La lirica di Saba presenta un significato emblematico, evidenziando il suo stile caratterizzato da un linguaggio semplice e dalla distinzione tra momenti oggettivi e speculativi.
- Il tema della solidarietà è centrale nella sua opera, sottolineando l'importanza dell'amicizia nel contesto della sofferenza e della gioia umana.
Momenti distinti nella lirica di Saba
Analizzando la lirica di Saba nel suo insieme, è possibile distinguere due momenti: quello oggettivo, caratterizzato da un tono semplice e dimesso; il momento speculativo e razionale, dedicato alla riflessione filosofica sul dramma esistenziale che colpisce l’uomo contemporaneo.
Verismo lirico e suggestioni leopardiane
A causa dell’alternarsi tra questi due momenti, sempre in equilibrio tra loro, si è parlato di “verismo lirico” o di “suggestioni leopardiane”: i componimenti di Saba sembrano straordinariamente simili agli idilli leopardiani, “avventure storiche del mio animo”, in quanto anch’essi partono da una notazione realistico-narrativa e giungono a considerazioni di carattere universale, espresse con termini lapidari, concisi e ponderati.
Esempio di "Quasi una moralità"
La demarcazione tra momento oggettivo e momento speculativo è particolarmente evidente in alcuni testi di Saba, come ad esempio in “Quasi una moralità”. In questa lirica il momento oggettivo è rappresentato dai versi che recitano “Più non mi temono i passeri. Vanno vengono alla finestra indifferenti al mio tranquillo muovermi nella stanza. Trovano il miglio e la scagliuola: dono spanto da un prodigo affine, accresciuto dalla mia mano. Ed io li guardo muto (per tema non si pentano) e mi pare (vero o illusione non importa) leggere nei neri occhietti, se coi miei s'incontrano, quasi una gratitudine. «…”. In questi versi si ha il momento oggettivo poiché il poeta si limita a descrivere la contentezza degli uccellini che ricevono il cibo. Le righe successive costituiscono invece il momento speculativo: “Fanciullo, od altro sii tu che mi ascolti, in pena viva o in letizia (e più se in pena) apprendi da chi ha molto sofferto, molto errato, che ancora esiste la Grazia, e che il mondo tutto il mondo - ha bisogno d'amicizia.
Significato emblematico della lirica
Il poeta, infatti, dopo aver descritto una situazione generica giunge a considerazioni universali sul mondo e sulla necessità della solidarietà. La lirica ha un significato emblematico perché presenta gli aspetti caratteristici dello stile di Saba: il linguaggio semplice e dimesso; la distinzione tra momento oggettivo e momento speculativo e il tema della solidarietà.
Domande da interrogazione
- Quali sono i due momenti distintivi nella lirica di Saba?
- In che modo i componimenti di Saba si collegano alle suggestioni leopardiane?
- Qual è il significato emblematico della lirica di Saba, come illustrato in "Quasi una moralità"?
Nella lirica di Saba si possono distinguere un momento oggettivo, caratterizzato da un tono semplice e dimesso, e un momento speculativo e razionale, dedicato alla riflessione filosofica sul dramma esistenziale dell'uomo contemporaneo.
I componimenti di Saba, definiti "verismo lirico", presentano somiglianze con gli idilli leopardiani, poiché partono da una notazione realistico-narrativa per giungere a considerazioni universali, espresse con termini concisi e ponderati.
La lirica di Saba, come in "Quasi una moralità", presenta un significato emblematico attraverso la descrizione di situazioni generiche che portano a considerazioni universali sulla necessità di amicizia e solidarietà, evidenziando il suo stile caratterizzato da un linguaggio semplice e la distinzione tra momento oggettivo e speculativo.