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Concetti Chiave

  • Le opere di Tasso e Ariosto presentano tematiche distinte: la guerra e la religione per Tasso, mentre Ariosto esplora guerra e amore, con l'Orlando furioso privo di fondamenti storici.
  • Tasso segue il canone aristotelico, ambientando la sua opera a Gerusalemme e concentrandosi su sei mesi di guerra, a differenza dell'azione dispersa di Ariosto su un vasto territorio.
  • La Controriforma influenza Tasso, che cerca di mantenere l'ortodossia religiosa, ma la sua emotività porta a un bifrontismo, rappresentando gli infedeli in modo più complesso rispetto ai cavalieri cristiani.
  • Nell'invocazione del proemio, Tasso si rivolge alla musa cristiana per rispettare l'ortodossia e utilizza ornamenti per rendere la verità storica più accettabile, seguendo un principio pedagogico.
  • La poesia di Tasso si distingue per la musicalità e il patetismo, caratterizzati da un ritmo regolare e una partecipazione emotiva, in contrasto con l'approccio meno intenso di Ariosto.

Tematiche e Differenze tra Tasso e Ariosto

Il primo verso del proemio è il calco del primo verso dell'Eneide: "Arma virumque cano", vale a dire canto le armi, le guerre e la vicenda umana. A partire dal primo verso dell'opera si evincono tematiche differenti rispetto a quelle dell'Orlando furioso: in quest'ultimo i temi sono la guerra e l'amore, nell'opera di Tasso la guerra e la religione, la fede. Gli eventi trattati da Ariosto non presentano alcun fondamento storico, al contrario la Gerusalemme liberata ha come base storica la prima crociata.

Canone Aristotelico e Struttura dell'Opera

Tasso ripropone il canone aristotelico: Aristotele sostiene che le tragedie presentino dei principi chiamati unità aristoteliche che sono luogo, tempo e azione. L'azione scenica si svolge in unico luogo, che al tempo del filosofo coincideva con il teatro greco. Il tempo è ristretto: nell'antica Grecia coincideva con una sola giornata e l'azione si concentrava sui medesimi personaggi che presentavano obiettivi comuni. Attitudine opposta a quella di Ariosto. Tasso riprende queste regole tanto che l'azione si svolge a Gerusalemme, anche se vi sono delle spinte centrifughe che tentano di allontanare i cavalieri dal loro ruolo. Tali spinte sono negative perchè il bene coincide con il centro dell'azione, con la città santa. Il tempo è ristretto: vengono raccontati solamente gli ultimi sei mesi delle operazioni militari incentrate a conquistare il santo sepolcro. Il protagonista Goffredo di Buglione è l'unico fra i personaggi a rimanere un caposaldo, un monolite. Rappresenta il senso e lo scopo dell'opera: sacrificarsi e combattere in nome della fede per sconfiggere il male.

Dimensioni e Visioni di Ariosto e Dante

L'Orlando furioso presenta un suolo vastissimo che si estende fra Africa, Asia ed Europa. Tale spazio è orizzontale e l'unica verticalità coincide con l'episodio di Astolfo sulla Luna. Dante concepisce un'unica dimensione verticale. La verticalità presente nelle opere di Dante è differente rispetto alla salita di Astolfo sulla Luna perchè la Terra è concepita dal fiorentino come il luogo del peccato, dell'uomo, creatura fragile e il cielo viene invece concepito come il luogo di Dio, creatura perfetta. Ariosto sostiene che non esista una una dimensione trascendente che va altre l'uomo. La dimensione che l'autore da all'opera rispecchia la visione che ha della realtà.

Controriforma e Bifrontismo di Tasso

L'Orlando furioso è caratterizzato da spinte centrifughe, il centro dell'opera, vale a dire la guerra contro gli infedeli, è pretestuoso. Tasso vuole comporre un'opera che rispetti i canoni morali e religiosi della sua epoca, in adesione all'ortodossia della controriforma. L'opera ha quindi uno scopo pedagogico. Tuttavia le cose sfuggono di mano al poeta, che, spinto dalla forte emotività si allontana dal suo obiettivo. Ciò che scrive Tasso è diverso da quello che si impone di scrivere si può quindi parlare di bifrontismo: da un lato vi è il tentativo di essere fedele all'ortodossia della controriforma da parte del poeta, dall'altro vi è la vittoria della componente emotiva. A dimostrazione di ciò gli infedeli vengono delineati con una maggiore finezza psicologica rispetto ai cavalieri cristiani. Vi è una profonda simpatia per coloro che dovrebbero essere biasimati da un punto di vista religioso. Il suo atteggiamento letterario rispecchia la visione che ha del mondo e la sua emotività. All'interno del poema vi è sempre una sensualità sottesa, percepobile per esempio nel duello fra Clorinda e Tancredi. Le cifre stilistiche di Tasso sono la musicalità e il patetismo: è partecipe emotivamente, si prende sul serio a differenza di Ariosto che è partecipe solamente nel canto di Cloridano e Medoro perchè tratta di temi a lui cari. La musicalità è creata da un ritmo che torna uguale. Nella poesia di Tasso sono inoltre presenti molti rimandi alla poesia classica. Tasso è un manierista a causa del gusto per l'arzigogolo e per la contorsione sintattica.

Invocazione e Pedagogia nel Proemio

Nel proemio, viene specificato che l'invocazione viene rivolta alla musa cristiana e non a quella pagana a causa dello scrupoloso rispetto dell'ortodossia da parte di Tasso. Tasso chiede perdono per le digressioni rispetto alla verità storica, ma spiega, al fine di rendere gradevole l'opera, interseca la verità storica con degli ornamenti. Questo è un principio pedagogico fondamentale. A conclusione della terza ottava viene riproposta una similitudine di origine Lucrezia tratta dal De rerum natura inerente a questo principio: così come chi beve l'amara medicina che lo guarirà senza accorgersi dell'amarezza per mezzo l'ingannevole dolcezza cosparsa sull'orlo del bicchiere, così Tasso addolcirà la verità ostica da comprendere e sovente amara. L'inganno non è quindi fine a se stesso ma serve a inculcare i valori positivi della fede. L'atteggiamento di Tasso nei confronti del proprio signore è differente rispetto a quello di Ariosto nei confronti di Ippolito. Il signore viene concepito come un protettore e Tasso offre lui l'opera come fosse un voto, questo conferisce al poema l'idea della sacralità. Afferma che se dovesse esserci un nuovo attacco Turco, Alfonso, tanto è virtuoso, diventerebbe il capitano della crociata e Tasso gli dedicherebbe un'opera, ma, per adesso, deve limitarsi ad apprezzare la Gerusalemme liberata.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali differenze tematiche tra Tasso e Ariosto?
  2. Tasso si concentra su temi di guerra e religione, mentre Ariosto esplora la guerra e l'amore. Inoltre, Tasso basa la sua opera su eventi storici, come la prima crociata, a differenza di Ariosto, che non presenta fondamenti storici.

  3. Come Tasso applica il canone aristotelico nella sua opera?
  4. Tasso segue il canone aristotelico, mantenendo unità di luogo, tempo e azione, con l'azione che si svolge a Gerusalemme e si concentra sugli ultimi sei mesi della crociata, contrariamente alla struttura più dispersiva di Ariosto.

  5. In che modo la visione della realtà di Ariosto differisce da quella di Dante?
  6. Ariosto presenta una dimensione orizzontale e non trascendente, mentre Dante concepisce una verticalità che distingue tra il peccato sulla Terra e la perfezione divina nel cielo, riflettendo visioni opposte della realtà.

  7. Qual è il significato del bifrontismo di Tasso nella sua opera?
  8. Tasso cerca di aderire all'ortodossia della controriforma, ma la sua emotività lo porta a una rappresentazione più complessa e simpatica degli infedeli, evidenziando un conflitto tra intento pedagogico e espressione emotiva.

  9. Qual è il ruolo dell'invocazione nel proemio di Tasso?
  10. Tasso invoca la musa cristiana per rispettare l'ortodossia e giustifica le sue digressioni storiche come un modo per rendere l'opera più gradevole, utilizzando un principio pedagogico per trasmettere valori positivi della fede.

Domande e risposte

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