Concetti Chiave

  • L'età dell'oro rappresenta un periodo mitico di libertà e armonia, privo di lavoro forzato, commercio e rivalità tra i popoli.
  • Il concetto di onore è descritto come una legge oppressiva che limita i piaceri naturali, trasformando l'amore in un'esperienza sofferta.
  • L'amore è visto come un sentimento spontaneo e libero, privo di strumenti per forzare l'innamoramento, a differenza delle convenzioni successive.
  • Il testo evidenzia un contrasto tra la spensieratezza dell'età dell'oro e le rigide regole sociali del Cinquecento, dominato dalla necessità di onore.
  • Il coro finale esprime una riflessione sulla precarietà della vita umana e una critica alla società contemporanea, evocando un senso di malinconia.

O bella età dell’oro,

[l’età dell’oro era un periodo alle origini della terra, in cui, sotto il governo di Saturno la vita era libera e non era necessario essere costretti a lavorare]

non tanto perché nei fiumi

scorreva il latte e dagli alberi trasudava il miele;

non perché le terre davano i loro frutti

senza essere arate e i serpenti strisciavano tranquilli e senza veleno;

non tanto perché le nuvole scure

non stendevano sulla terra la loro ombra,

ed era sempre primavera,

che ora passa dalla calura estiva al gelo invernale;

il cielo era luminoso e ridente

né una nave straniera

portava guerra o merce verso altri paesi;

[durante l’età dell’oro non esistevano né il commercio, né le rivalità fra i vari popoli]

Indice

  1. La legge dell'onore
  2. Amore e libertà
  3. Qual è il ruolo dell'onore?
  4. Riflessioni sull'età dell'oro
  5. Contrasto tra passato e presente
  6. Stile e influenze

La legge dell'onore

ma solo perché quella parola vuota

a cui non corrisponde una vera sostanza

quel valore adorato come una divinità, ma fonte di inganni,

quello che in seguito, dal popolo ignorante

fu chiamato onore

che lo rese tiranno della nostra natura,

non mescolava i suoi affanni

alle gioie della schiera degli innamorati,

né a quelle anime abituate alla libertà

fu nota la sua crudele legge, [si tratta della legge dell’onore]

ma legge dorata e felice

che la natura dette: tutto ciò che piace è lecito

[Nell’età dell’oro ciò che procurava piacere era sempre lecito e, pertanto, non esisteva alcun vincolo morale]

Amore e libertà

In quel tempo, tra fiori e limpidi corsi d’acqua

gli Amorini conducevano dolci danze

senza portare né archi, né fiaccole;

[Gli Amorini erano divinità minori al seguito di Venere e di Cupido. La freccia e le fiaccole erano gli strumenti per fare innamorare gli uomini, ma nell’età dell’oro non ce n’era bisogno perché, il sentimento amoroso nasceva spontaneamente e senza restrizione alcuna]

I pastori sedevano insieme alle ninfe

Unendo alle frasi che si scambiavano

atteggiamenti aggraziati e parole sussurrate

e ai sussurri alternavano i baci

che li univano saldamente;

le vergini nude

mostravano la freschezza del loro carnato,

che, invece, ora è nascosta da un velo,

come pure la rotondità dei loro seni, non ancora maturi

e spesso presso una fonte o presso un lago

si scorgeva un innamorato scherzare con l’amata.

Qual è il ruolo dell'onore?

Tu per primo, o Onore, insegnasti a coprire

la fonte dei piaceri [ le nudità],

impedendo così all’amorosa sete

di saziarsi della sua vista;

tu ai begli occhi insegnasti

a starsene abbassati per pudore

e agli tenere nascoste le loro bellezze;

tu raccoglieste in una reticella

i capelli altrimenti sparsi al vento;

tu rendesti improntati a pudore e a riservatezza

i dolci atti sensuali;

e alla franchezza del linguaggio insegnasti la moderazione e al camminare la modestia

O Onore, è soltanto colpa tua

se quello che era dono dell’Amore è diventato un furto.

E le nostre sofferenze e le nostre lacrime

sono tue imprese eccellenti.

Ma tu, padrone dell’Amore e della Natura,

tu che hai sottomesso i re, [dettando loro le tue leggi],

che fai in questi luoghi [ le salve dell’ambiente pastorale]

Vattene, disturba il sonno

dei personaggi illustri e potenti:

che non son sono in grado di capire la tua grandezza?

noi, in questo luogo, schiera abbandonata e umile

[= il coro formato dai pastori che può ancora avere la possibilità di vivere secondo i costumi di un tempo]

lasciaci vivere senza la tua presenza

secondo le usanze dell’età dell’oro.

Amiamo perché la vita umana

trascorre col passar degli anni e poi scompare

[il riferimento allo stesso tema della fuga del tempo di Catullo è evidente]

Amiamo, fintanto che il Sole tramonta e rinasce:

a noi nasconde la sua luce

di breve durata, e il sonno si porta la notte [la morte]

Riflessioni sull'età dell'oro

Il coro è inserito alla fine di ogni atto con funzione di commento. Esso è composto da pastori e serve allo scrittore ritagliarsi uno spazio di riflessione sulle tematiche principali dell’atto. In questo caso, l’argomento è costituito dalla dolcezza dei costumi dell’età dell’oro, caratterizzata dalla libera espressione del piacere, senza alcun vincolo, legato all’onore. Il mito dell’età dell’oro esisteva già nell’antichità: si trattava di un tempo mitico in cui fra gli uomini e fra gli uomini e la natura esisteva una perfetta armonia. Per il Tasso, l’età dell’oro consisteva nella libera espressioni degli istinti naturali. Che il processo dell’incivilimento non aveva ancora intaccato. Il messaggio che ci viene trasmesso di una convivenza amorosa libera è lontano sia dalla realtà cortigiana del Cinquecento, sia dalla realtà vissuta dai protagonisti. Infatti, le regole di Diana, dea della castità, impongono a Silvia delle restrizioni quando si tratta di dedicarsi all’amore; il satiro che tenta di approfittare di Silvia proclama che anche nelle innocenti selve, perfino l’amore si compra e si vende.

Contrasto tra passato e presente

Il messaggio collocato nel contesto culturale e ideologico del tempo è piuttosto contestatario. Esso difende l’istinti erotico e svaluta l’onore: invece, il Cinquecento era dominato dal codice etico della Controriforma e alla corte il prestigio sociale era basato sull’onore. Tuttavia Aminta ebbe successo il rinvio al tempo dell’Arcadia voleva vide proporre un’ambientazione storica molto distante che, pertanto, non poteva costituire una critica e un’alternativa al nodo contemporaneo. In questo si può dire l’opera costituisce una sorta di gioco che, grazie alla lontananza dalla realtà, si può permettere dei momenti di distanza dal senso comune.

Durante il corso del coro, abbiamo il contrasto fra i pastori che, nella loro rusticità dei boschi, si oppongono ad un pubblico cortigiano, che per convenzione sociale ha bisogno dell’onore e quindi di regole rigide quando si tratta di comportanti legati all’amore. Invece la parte finale, che riprende i versi di Catullo, ha un registro diverso. Il pronome “noi” non indica più i pastori, ma tutti gli uomini che sono vittime di un destino comune che li priva della luce e li fa piombare nelle tenebre eterne. Per questo motivo, si un ripiegamento malinconico derivato da un senso di precarietà e di fragilità della vita umana.

Stile e influenze

Dal punto di vista stilistico, il testo è caratterizzato dall' influenza del modello petrarchesco (Soprattutto del sonetto Chiare, fresche e dolci acque) e da alcune figure retoriche che controbilanciano l’eccessiva leggerezza del componimento come l’enjambement, l’anafora l’invocazione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica dell'età dell'oro secondo il testo?
  2. L'età dell'oro è descritta come un periodo di libertà e piacere, in cui non esistevano vincoli morali e tutto ciò che procurava gioia era lecito, come evidenziato nel testo.

  3. Come viene rappresentato il concetto di onore nell'età dell'oro?
  4. L'onore è visto come una legge tirannica che ha rovinato la spontaneità dell'amore, imponendo pudore e riservatezza, mentre nell'età dell'oro regnava la libertà di espressione, come sottolineato nel testo.

  5. Qual è il ruolo degli Amorini nell'età dell'oro?
  6. Gli Amorini, divinità minori, danzano senza strumenti per fare innamorare, poiché l'amore nasceva spontaneamente e senza restrizioni, come descritto nel testo.

  7. In che modo il testo riflette un contrasto tra passato e presente?
  8. Il testo mette in evidenza un contrasto tra la libertà amorosa dell'età dell'oro e le rigide regole sociali del Cinquecento, suggerendo una critica alla società contemporanea, come indicato nel testo.

  9. Qual è il messaggio finale del coro riguardo alla vita umana?
  10. Il coro esprime un senso di precarietà e fragilità della vita, sottolineando che tutti gli uomini condividono un destino comune che li priva della luce, come evidenziato nella parte finale del testo.

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