Concetti Chiave
- "Il Giorno" di Parini è un poema incompiuto che si articola in quattro parti: Il Mattino, il Meriggio, il Vespro e la Notte.
- L'opera esplora la vita "alla moda" di un nobile "giovin signore", utilizzando l'ironia per descrivere le sue occupazioni quotidiane.
- Parini adotta un tono eroico e sublime, presentando la nobiltà con un sistema di rappresentazione indiretta e figurazioni mitologiche.
- Il Mattino descrive un risveglio monotono, mentre il Mezzogiorno amplia lo sguardo su un ambiente sociale più ampio e variegato.
- Nella Notte, lo stile si semplifica e si abbandona l'ironia per un ritratto critico e negativo della nobiltà, ridotta a un balletto di fantasmi inquietanti.
Il giorno
"Il Giorno" è l'opera più importante di Parini, che però fu lasciata incompiuta dall'autore. Durante la sua vita pubblicò soltanto, anonimi, i due poemetti "Il Mattino" e "Il Mezzogiorno". Inizialmente pensava di farli seguire da un terzo poemetto dal titolo "La Sera", ma poi progettò di comporre un unico poema in endecasillabi sciolti, intitolato "Il Giorno", e articolato in quattro parti: Il Mattino, il Meriggio, il Vespro e la Notte.Articolazione de Il Giorno
L'obiettivo di tutto "il Giorno" è costituita dalla vita "alla moda" di un nobile "giovin signore"; Parini però evita l'aggressione diretta e preferisce ricorrere all'ironia, fingendo di essere un "Precettor d'amabil Rito", che intende indicare al giovane aristocratico il modo migliore per organizzare la propria giornata.
Il finto insegnamento si risolve quindi in una descrizione particolareggiata dei momenti e delle occupazioni quotidiane dello stesso signore e della nobiltà contemporanea. Il suo intento ironico è rivelato dal tono quasi eroico e sublime: si tratta di un acutissimo sistema di rappresentazione indiretta, nel quale la realtà aristocratica viene avvolta in giri sintattici e sontuose figurazioni mitologiche.
Il Giorno appare così come un battagliero libello pieno di risentimento morale, contro la degenerazione della nobiltà contemporanea; ma nasconde anche un risentimento in quanto Parini si sente escluso, dietro tutto c'è una sorta di nostalgica partecipazione.
Il Mattino delinea le occupazioni che seguono il risveglio del nobile ozioso. Tutto si concentra in una monotona ripetizione; si ha la rappresentazione di un mattino impossibile, nel quale il protagonista non tira fuori nemmeno una parola, e appare come un'inerte marionetta.
Nel Mezzogiorno Parini tende a passare dalla posizione di precettore a quella di cantore, spostando l'attenzione ad un ambiente più vasto, popolato dalle diverse presenze che popolano la mensa del Giovin signore. Qui abbiamo anche la famosa digressione della "vergine cuccia".
Nella Notte lo stile di Parini si allontana sempre di più da quella complessità sintattica e da quella precisione troppo minuta e ricercata che caratterizzano il suo precedente lavoro. Tutto è descritto in modo meno artificioso. Il poeta segue il signore e la dama a un grande ricevimento, ma ormai ha del tutto abbandonato la sua funzione di precettore e si accontenta di fermarsi nelle anticamere, dove i servi lo informano a proposito delle nuove virtù di cui il signore dà prova nella notte. Alcuni tra i personaggi che popolano i saloni si mettono in luce per le loro sciocche manie: si presenta così una "galleria degli imbecilli" culminante in quello che ha l'hobby di disfare pazientemente sontuosi arazzi, riducendo in fili minutissimi i loro disegni. Nella Notte Parini sa dare un ritratto negativo del dissolversi del mondo nobiliare, ridotto ormai a un balletto di inquietanti fantasmi. Parini durante il suo poema inserisce digressioni, le favole, che sono brevi racconti di carattere mitologico, che servono a illustrare le origini di certi costumi sociali.
Domande da interrogazione
- Qual è l'opera principale di Parini e qual è la sua struttura?
- Qual è l'intento di Parini nel descrivere la vita aristocratica?
- Come si evolve lo stile di Parini nelle diverse parti de "Il Giorno"?
- Qual è il ruolo delle digressioni nel poema di Parini?
L'opera principale di Parini è "Il Giorno", che rimase incompiuta. Essa è articolata in quattro parti: Il Mattino, il Meriggio, il Vespro e la Notte, e si propone di descrivere la vita di un nobile "giovin signore" attraverso un poema in endecasillabi sciolti.
Parini utilizza l'ironia per criticare la vita "alla moda" della nobiltà, fingendo di essere un "Precettor d'amabil Rito" e descrivendo le occupazioni quotidiane del nobile, rivelando un risentimento morale verso la degenerazione della nobiltà contemporanea.
Nella Notte, lo stile di Parini diventa meno complesso e artificioso rispetto alle parti precedenti, abbandonando la sua funzione di precettore per osservare il dissolversi del mondo nobiliare, presentando una "galleria degli imbecilli" e un ritratto negativo della nobiltà.
Le digressioni, o favole, inserite da Parini servono a illustrare le origini di certi costumi sociali, arricchendo il poema con brevi racconti di carattere mitologico che offrono una riflessione sui costumi della nobiltà.