Concetti Chiave
- Lorenzo de' Medici, noto come uomo politico, si distinse anche come poeta, esplorando diversi stili e temi nella sua scrittura.
- Le sue opere poetiche sono influenzate da autori come Petrarca e scrittori dell'antichità, esprimendo sentimenti di amore, bellezza e natura.
- Nel sonetto "Ove madonna volge gli occhi belli", la bellezza della donna è paragonata a Flora, evocando immagini vivaci di natura che rifiorisce.
- Il canto della donna amata è descritto come capace di risvegliare la natura, creando un legame profondo tra bellezza e rinascita primaverile.
- Critici hanno sollevato dubbi sul tono raziocinante dell'ultima parte del sonetto, ritenendo che non riesca a trasmettere pienamente la grazia evocata nei versi precedenti.
Indice
Lorenzo de' Medici: Poeta e Politico
Oltre che uomo politico che gli valse l’appellativo di “ago della bilancia”, Lorenzo de’ Medici fu anche un poeta e scrittore. Egli si cimentò in vari ambiti: lauda religiosa, lirica, componimenti ambigui, ironici e licenziosi, poemetti classici.
Influenze Letterarie e Temi
Le sue poesie trovano un modello nel dolce Stilnovo e nei sonetti del Petrarca, ma anche negli scrittori dell’antichità greco-latina come Ovidio, Tacito, Virgilio, Platone e Aristotele. Come Dante aveva fatto con la Vita Nova, egli correda le sue rime con un commento. Nell’insieme, egli non può essere definito un letterato, al pari di coloro che frequentavano il suo palazzo, ma piuttosto una persona con diversi interessi, un appassionato cultore della poesia. I temi che tratta sono: la gioia dell’amore, la bellezza della donna, la tristezza perché la donna è lontana, la gelosia e la speranza è infine la natura che rinasce e rifiorisce in presenza della donna amata, come nel sonetto “Ove madonna volge gli occhi belli”.
Ove madonna volge gli occhi belli,
senz’altro sol questa novella Flora
fa germinar la terra e mandar fòra
mille vari color di fior novelli.
Amorosa armonia rendon gli uccelli,
sentendo il cantar suo che l’innamora;
veston le selve i secchi rami allora,
che senton quanto dolce ella favelli.
Delle timide ninfe a’ petti casti
qualche molle pensiero Amore infonde,
se trae riso o sospir la bella bocca.
Or qui lingua o pensier non par che basti
a intender ben quanta e qual grazia abbonde,
là dove quella candida man tocca.
Si tratta di un sonetto avente la struttura seguente: ABBA, ABBA, CDE, CDE.
Analisi del Sonetto
“Non è necessaria la presenza del sole per far crescere e sbocciare i fiori: gli occhi della donna di Lorenzo [con tutta probabilità Lucrezia Donati, immortalata in un’opera del Botticelli] fanno, per la loro virtù intrinseca, nascere i più bei fiori; pertanto essa è assimilata ad una nuova Flora [divinità mitologica, protettrice dei cereali e delle piante in genere utili all’alimentazione, che presiedeva alla fioritura]. Il concetto non è nuovo, tuttavia l’immagine della natura descritta nella prima quartina del sonetto è ricca di colori che trasmettono gioia e felicità.
Effetti della Bellezza e del Canto
Nella seconda quartina, l’argomento ruota tutto intorno al canto della madonna. Il soave canto della donna amata ha la straordinaria potenza di far rinascere, in primavera, tutta la natura e il suo sorriso di luce fa sì che tutto riprenda vita: gli uccelli si mettono a cantare delle note piene di sentimento amoroso, al dolce suono della sua voce e nelle selve i rami secchi si rivestono di foglie.
Anche le caste ninfe accolgono nel loro petto soavi pensieri amorosi quando la bella bocca di madonna sorride o emette dei sospiri. (prima terzina)
Conclusione e Critica
A questo punto, nella seconda terzina, la parola e il pensiero non sono sufficienti per esprimere gli effetti di grazia e di gioia, prodotti dalla candida mano di Madonna. [Lorenzo de’ Medici integrò le sue rime con un Commento: in esso la lode della mano è costantemente presente]”.Da notare che, nell’ultima parte, il sonetto assume un tono più raziocinante, anticipato dall’ultimo verso della terzina precedente: questo è un aspetto che alcuni critici non hanno considerato positivamente.
Il tema dominante è di stampo stilnovistico: la natura si trasfigura in presenza della bellezza armonioso e del canto melodioso della donna amata.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali temi trattati nelle poesie di Lorenzo de' Medici?
- Quali influenze letterarie hanno plasmato la poesia di Lorenzo de' Medici?
- Come si caratterizza la struttura del sonetto “Ove madonna volge gli occhi belli”?
- Qual è il significato della figura di Flora nel sonetto di Lorenzo?
- Qual è la critica principale rivolta al sonetto di Lorenzo de' Medici?
Lorenzo de' Medici affronta temi come la gioia dell'amore, la bellezza della donna, la tristezza per la lontananza, la gelosia e la rinascita della natura in presenza della donna amata, come evidenziato nel suo sonetto “Ove madonna volge gli occhi belli”.
Le poesie di Lorenzo si ispirano al dolce Stilnovo e ai sonetti di Petrarca, oltre a scrittori dell'antichità greco-latina come Ovidio, Tacito, Virgilio, Platone e Aristotele, dimostrando una vasta gamma di influenze.
Il sonetto presenta una struttura di rime ABBA, ABBA, CDE, CDE, e si distingue per la sua ricca descrizione della natura e della bellezza femminile.
Flora, divinità mitologica, simboleggia la rinascita della natura, e nel sonetto, gli occhi della donna amata sono paragonati a lei, suggerendo che la loro bellezza è sufficiente a far fiorire la terra.
Alcuni critici hanno notato che l'ultima parte del sonetto assume un tono più raziocinante, il che non è stato sempre accolto positivamente, in quanto potrebbe distogliere dall'emozione espressa nei versi precedenti.