Concetti Chiave

  • Lorenzo il Magnifico esprime la sua afflizione per la lontananza da Lucrezia Donati, che gli invia viole per consolarlo, simbolo della loro connessione amorosa.
  • Il sonetto è caratterizzato da interrogazioni che riflettono un'estasi per la bellezza dei fiori, influenzato dalla tradizione petrarchesca e dalla letteratura cortese.
  • Le viole, descritte come "belle, fresche e purpuree", simboleggiano la bellezza e il legame tra la natura e la donna amata, che conferisce loro nobiltà.
  • La bellezza dei fiori nel sonetto è paragonata alla trasformazione del cuore del poeta, reso nobile dall'amore per Lucrezia, evidenziando il potere taumaturgico dell'amore.
  • La critica sottolinea che i pensieri di Lorenzo, pur rivelando una certa cultura, sono spesso ripetizioni di moduli letterari e non rappresentano una poesia autentica.

Indice

  1. Lorenzo e l'amore per Lucrezia
  2. Il sonetto e le sue influenze
  3. Bellezza e simbolismo delle viole
  4. Interpretazione e critica letteraria

Lorenzo e l'amore per Lucrezia

Nel Commento, Lorenzo il Magnifico scrive di essere stato molto afflitto in un periodo in cui non gli era stato possibile vedere la donna amata (Lucrezia Donati) e che essa, allora, poiché era solita tenere in casa alcuni vasi di certe piante di viole, si impietosì e gliene mandò alcune per mitigare la pena amorosa. Con l’espressione “purpuree viole” erano chiamati i garofani e questa interpretazione è confermata dall’aggettivo “purpuree”.

Il sonetto e le sue influenze

Il sonetto è caratterizzato da un susseguirsi di interrogazioni, frutto di un atteggiamento estatico di fronte alla bellezza dei fiori e questo crea un testo assai movimentato anche se, alla fine, tutto si risolve in un complemento raffinato e garbato. La fonte d’ispirazione petrarchesca è molto evidente, ma non mancano influenze della letteratura cortese e stilnovistica, un fatto che dimostra la pregevole cultura del poeta, da vero mecenate quale esso era.

Schema metrico: ABBA, ABBA, CDE, CDE.

Bellezza e simbolismo delle viole

Belle, fresche e purpuree viole,

che quella candidissima man colse,

qual pioggia o qual puro aer produr vòlse

tanto piú vaghi fior che far non suole?

Qual rugiada, qual terra o ver qual sole

tante vaghe bellezze in voi raccolse?

onde il suave odor Natura tolse,

o il ciel che a tanto ben degnar ne vuole?

Care mie violette, quella mano

che v’elesse infra l’altre, ov’eri, in sorte,

v’ha di tanta eccellenzia e pregio ornate.

Quella che ’l cor mi tolse e di villano

lo fe’ gentile, a cui siate consorte,

quell’adunque e non altri ringraziate.

Oh belle, fresche e viole color porpora

che furono colte da quella mano bianchissima

quale pioggia e quale aria pura volle far crescere

dei fiori tanto più belli di ogni altro fiore che la natura è solita produrre.

Quale rugiada, quale terreno, oppure quale sole

fece sì che in voi fossero riunite tante bellezze?

Per cui, il soave profumo fu tolto dalla Natura

o dal Cielo che mi vuole far degno e lieto di tanto caro dono

O care mie viole, fu quella mano (=la mano della mia donna)

che vi prescelse fra tante altre laddove eravate (= in quei vasi “bellissimi” come scrive Lorenzo il Magnifico nel

Commento”) a darvi tanta bellezza e a rendervi a me tanto pregevoli; (La bellezza dei fiori è derivata dalla bellezza della donna che li ha toccati)

quella stessa mano che mi ha preso il cuore, e da rozzo che era

lo ha reso nobile (Questo è un concetto ripreso dal dolce Stilnovo: come la mano ha reso belli i fiori toccandoli, così ha ingentilito l’animo del poeta, come se la donna avesse un potere taumaturgico), al quale cuore ora voi siete legate da un’identica sorte (= le viole, per virtù della donna amata sono diventate nobile come il poeta);

ringraziate questa donna e non altre.

Interpretazione e critica letteraria

(La critica è generalmente concorde nell’affermare che questi pensieri di Lorenzo il Magnifico sono soprattutto delle ripetizioni di moduli letterari che rivelano nello scrittore una certa cultura e una grande esperienza artistica e non la poesia vera e propri.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'invio delle viole da parte di Lucrezia a Lorenzo?
  2. Lucrezia Donati inviò delle viole a Lorenzo per alleviare la sua pena amorosa, dimostrando così il suo affetto e la sua premura nei suoi confronti.

  3. Quali influenze letterarie si possono riscontrare nel sonetto di Lorenzo?
  4. Il sonetto di Lorenzo mostra evidenti influenze della poesia petrarchesca, della letteratura cortese e dello stilnovismo, evidenziando la sua raffinata cultura.

  5. Qual è il simbolismo delle viole nel sonetto?
  6. Le viole simboleggiano la bellezza e l'eleganza, riflettendo la nobiltà dell'animo di Lorenzo, che è stato reso gentile dall'amore per Lucrezia.

  7. Come viene descritta la bellezza delle viole nel testo?
  8. Le viole sono descritte come "belle, fresche e purpuree", con un profumo soave, sottolineando la loro eccezionale bellezza e il legame con la donna che le ha colte.

  9. Qual è il parere della critica riguardo alla poesia di Lorenzo il Magnifico?
  10. La critica concorda nel ritenere che i pensieri di Lorenzo siano ripetizioni di moduli letterari, rivelando la sua cultura e esperienza artistica piuttosto che una poesia autentica.

Domande e risposte

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