Concetti Chiave
- La Gran Bretagna è celebrata per le gesta eroiche dei cavalieri del re Artù, che uniscono coraggio in battaglia e amore, creando un'epoca di gloria ancora ricordata.
- Il re Carlo Magno, pur essendo forte e accompagnato da valorosi guerrieri, non raggiunge la stessa fama del re Artù, poiché esclude l'amore dalle sue avventure.
- Il Boiardo, nel suo poema "Orlando innamorato", dimostra la superiorità del ciclo bretone, sottolineando l'importanza dell'amore nel conferire dignità al cavaliere.
- Il testo ribalta il giudizio tradizionale sulla "materia di Bretagna", affermando che l'inclusione dell'amore arricchisce le storie rispetto alla sola materia carolingia, focalizzata sulle battaglie.
- Nel contesto del Boiardo, "avventura" rappresenta esperienze eccezionali che i cavalieri cercano per dimostrare il loro coraggio, diventando parte integrante della loro vita quotidiana.
Indice
La Gloria della Gran Bretagna
Un tempo, la Gran Bretagna fu gloriosa
per le armi e per l’amore,
tanto che ancora oggi il suo nome è ricordato ovunque,
e porta onore al Re Artù,
quando i valorosi cavalieri, in quelle terre,
dimostrarono il loro coraggio in tante battaglie,
andando in cerca d’avventura con le loro dame;
e anche adesso dura fra noi la fama di quel periodo di armi e di amore.
Qual è il Confronto tra Cicli Cavallereschi?
In seguito, il re Carlo magno tenne in Francia una gran corte,
ma non fu paragonabile a quella precedente del re Artù,
per quanto [anche il re Carlo] fosse robusto e forte,
e avesse con sé Ranaldo e Orlando, signore di Anglante.
Poiché tenne le porte chiuse ad Amore
e si dedicò soltanto alle battaglie combattute in nome della fede,
non fu dello stesso valore e della stessa [buona] reputazione
dell’altra [corte] di cui vi parlavo prima;
perché Amore è ciò che dà vera gloria,
e che rende l’uomo degno e onorato,
Amore è quello che dona la vittoria
e dona il coraggio al cavaliere armato;
per questo mi piace continuare il racconto,
già cominciato, dell’Orlando innamorato,
riprendendolo dal punto in cui lo lasciai con Sacripante,
come vi ho detto nel canto precedente.
Il Manifesto dell'Orlando Innamorato
Queste tre ottave costituiscono una sorta di manifesto dell’Orlando innamorato. Con esso lo scrittore vuole dimostrare la superiorità del ciclo bretone rispetto al ciclo carolingio, o meglio della cavalleria del re Artù su quella di Carlo Magno. Si tratta di un prœmio che però avrebbe dovuto essere collocato in apertura dell’ Orlando innamorato, ma se lo scrittore non fa, significa che l’idea e l’impostazione del poema si chiariscono e si sviluppano nella mente del poeta a poco a poco, man mano che la stesura dell’opera avanza.
La Superiorità del Ciclo Bretone
La gloria del ciclo bretone fu così grande perché raccontava le avventure dei cavalieri del re Artù e delle loro dame. Dopo quello, venne il ciclo carolingio, che fu importante, ma non come il primo, proprio perché escluse dal suo canto la materia amoroso.
È amore che dona la vera gloria e che rende l’uomo degno d’onore. Per questo, scrive il Boiardo, la sua intenzione è di riprendere la storia di Orlando innamorato da dl punto in cui l’aveva lasciata nel canto precedente.
Questo passo è importante per due motivi:
1) dimostra che il Boiardo è consapevole del modo in cui egli interviene nella tradizione cavalleresca; il suo Orlando innamorato non è una pura e semplice trovata, per il desiderio di scrivere qualcosa di diverso, ma si basa su di una teoria nuova relativa al rapporto fra l’uso delle armi e il sentimento amoroso
2) questo prœmio non costituisce una semplice fusione fra due cicli. Si tratta di un rapporto di subordinazione fra due materie: la materia del ciclo carolingio fornisce i protagonisti, mentre la materia del ciclo del re Artù trasmette i valori e sui cui si innesta la trama.
In questo prœmio, Boiardo ribalta il giudizio che, tradizionalmente, si aveva fino ad allora sulla “materia di Bretagna” in sé e sul suo rapporto con la “materia di Francia”. Nel De vulgari eloquentia, Dante aveva definito bellissime le avventure dei cavalieri della corte del re Artù; successivamente, però nel canto V dell’Inferno aveva evidenziato l’ambiguità morale del romanzo cortese: riferendosi all’esempio di Lancelot, aveva sottolineato come questa letteratura avesse la capacità di influenzare i lettori ed indurli a comportamenti trasgressivi. Petrarca denuncia la vanità della letteratura che ruota intorno alle vicende del re Artù. Tale attacco è ripreso ripetutamente dagli umanisti e dai poeti di materia carolingia. Boiardo ribalta un simile giudizio. Pur ambientando il suo poema durante il regno di Carlo Magno, egli decreta la superiorità assoluta del ciclo del re Artù, individuata proprio in quell’aspetto che più era oggetto di rimprovero: viene dato ampio spazio all’amore fra le dame e i cavalieri, rendendo così meno monotoni i racconti di lancia e spada.
L'Ideologia del Boiardo
Il termine “avventura” o “ventura” è un termine chiave nell’ideologia del Boiardo. Esso non ha lo stesso significato che gli diamo oggi. Per noi, l’avventura è un’esperienza che interrompe la monotonia quotidiana in modo inaspettato. Anche la “ventura” del Boiardo è legata alla sorpresa e all’eccezionalità perché il cavaliere si imbatte in mostri, castelli fatati o in prove da superare. Tuttavia, queste esperienze non interrompono il vivere di tutti i giorni: essa è la normalità dell’esistenza del cavaliere. Si tratta di esperienze che il protagonista cerca di proposito per avere conferma e dimostrare il proprio coraggio e la propria bravura.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della gloria della Gran Bretagna nel contesto dei cavalieri?
- In che modo il re Carlo Magno si differenzia dal re Artù?
- Qual è l'intento del Boiardo nell'Orlando innamorato?
- Come viene ribaltato il giudizio tradizionale sulla materia di Bretagna?
- Qual è il significato del termine "avventura" nell'ideologia del Boiardo?
La gloria della Gran Bretagna è legata alle gesta eroiche dei cavalieri del re Artù, che cercavano avventure e onore, rendendo il loro nome ancora oggi ricordato con rispetto (testo).
Il re Carlo Magno, pur essendo forte e accompagnato da valorosi, non raggiunse la stessa reputazione del re Artù poiché si dedicò solo alle battaglie in nome della fede, escludendo l'amore, che è considerato fonte di vera gloria (testo).
Il Boiardo intende dimostrare la superiorità del ciclo bretone rispetto a quello carolingio, evidenziando come l'amore conferisca onore e valore al cavaliere, un aspetto che arricchisce la narrazione (testo).
Il Boiardo rovescia il giudizio negativo sulla materia di Bretagna, sottolineando che l'amore tra cavalieri e dame è fondamentale e arricchisce le storie, contrariamente alle critiche di Dante e Petrarca (testo).
Nel contesto del Boiardo, "avventura" si riferisce a esperienze eccezionali che il cavaliere cerca attivamente per dimostrare il proprio coraggio, rendendo tali esperienze parte integrante della vita quotidiana del cavaliere (testo).