Concetti Chiave
- Il sonetto esprime un profondo sentimento di invidia verso la terra e il cielo, che custodiscono la bellezza di Laura, rendendo il poeta consapevole della sua assenza.
- La struttura del sonetto è caratterizzata dalla ripetizione del termine "invidia", creando un effetto malinconico e contemplativo sull'amore perduto.
- La morte è descritta come spietata, ma il poeta non la teme; desidera piuttosto ricongiungersi a Laura, evidenziando un atteggiamento di nostalgia.
- Il tono elegiaco e la contemplazione dominano il sonetto, con il poeta che rievoca la bellezza di Laura, mantenendola viva nella sua immaginazione.
- Il contrasto tra desiderio e realtà è palpabile, suggerendo una lotta interiore del poeta tra il desiderio di vivere e il desiderio di unirsi all'amata.
Invidia verso la Terra e il Cielo
Quanta invidia io ti porto, avara terra,
ch’abbracci quella cui veder m’è tolto,
e mi contendi l’aria del bel volto
dove pace trovai d’ogni mia guerra!
Quanta ne porto al ciel, che chiude e serra
e sí cupidamente ha in sé raccolto
lo spirto de le belle membra sciolto,
e per altrui sí rado si disserra!
Quanta invidia a quell’anime che ‘n sorte
ànno or sua santa e dolce compagnia
la quale io cercai sempre con tal brama!
Quant’à la dispietata e dura morte,
qu’avendo spento in lei la vita mia,
stassi ne’ suoi begli occhi, e me non chiama!
Quanta invidia provo nei tuoi confronti, o avida terra,
che abbracci colei che non posso più vedere,
e mi impedisci la vista del suo bel volto
che durante i miei affanni, seppe infondermi serenità e calma.
Gelosia e Desiderio di Ricongiungimento
Quanta invidia provo nei confronti del cielo, che abbraccia,
raccolto in sé così cupidamente
lo spirito delle sue belle membra
mentre si apre tanto di rado ad accogliere altre anime
Quanta invidia provo nei confronti di quelle anime beate
che hanno avuto la fortuna di godere della santa e dolce compagnia
che io, invece, ho sempre cercato con tanto desiderio
Quanto è spietata e dura la morte,
che dopo aver spento la mia vita nei suoi occhi sta nei suoi begli occhi
e non pensa a chiamarmi.
Struttura e Temi del Sonetto
Il sonetto si snoda seguendo un’architettura molto efficace che appoggia su di un inizio identico (Quanta…..) delle quartine e delle terzine e sull’alternarsi dello stesso termine “invidia”. La terra è oggetto di un invidia così malinconica che non crea sdegno, ma piuttosto una forma di gelosia. Non percepiamo che Laura sia morta, quanto piuttosto il fatto che Petrarca continua a vederla nella fantasia come una bella creatura terrestre. Infatti, nonostante la coscienza della morte della donna amata, il sonetto si snoda sulla rievocazione della sua bellezza per cui possiamo affermare che prevale l’aspetto contemplativo che incontriamo anche in altri sonetti. Nel verso 3, il verbo “contendi”, lascia sottintendere un contrasto, come se il desiderio del poeta lottasse inutilmente contro una volontà che è più forte della sua. Il verso 8, esprime nostalgia. Scrivendo “altrui”, il poeta pensa a se stesso e prova il desiderio di morire per poter, così, raggiungere Laura.
Nostalgia e Contemplazione
Nei versi 9-11. appare di nuovo il tema della gelosia nei confronti di quelle anime beate in mezzo alle quali è salita Laura. I due aggettivi “santa e dolce” riferiti alla donna amata costituiscono un’eco stilnovista, ma la “brama” del verso 11 è tutta terrena.
La seconda terzina inizia con una sorta di invettiva contro la morte, ma ricorrendo poi ad un tono elegiaco, termina con un atteggiamento contemplativo che costituisce il nucleo fondante del sonetto.
Da notare che la morte perde il suo carattere spettrale tipico della letteratura ascetica medievale: nel sonetto, dominano i begli occhi di Laura che, già vittoriosi nella fantasia del poeta, restano tali anche nella morte. Inoltre il poeta non prova il desiderio di morire quanto piuttosto il desiderio di ricongiungersi a lei.
Domande da interrogazione
- Qual è il sentimento principale espresso dal poeta nei confronti della terra e del cielo?
- Come viene rappresentata la figura di Laura nel sonetto?
- Qual è il ruolo della morte nel sonetto?
- Quali elementi stilistici caratterizzano la struttura del sonetto?
- In che modo il poeta esprime il suo desiderio di ricongiungimento?
Il poeta esprime una profonda invidia verso la terra e il cielo, che contengono la sua amata, evidenziando un desiderio di ricongiungimento e una nostalgia per la bellezza perduta (come indicato nei versi "Quanta invidia io ti porto, avara terra").
Laura è evocata come una bellezza eterna, la cui presenza continua a vivere nella fantasia del poeta, nonostante la sua morte. Il sonetto sottolinea la contemplazione della sua bellezza e il desiderio di ricongiungersi a lei (come si legge nel testo: "non percepiamo che Laura sia morta").
La morte è descritta come spietata e dura, ma non viene vista come una fine definitiva. Invece, il poeta desidera morire per poter riunirsi a Laura, suggerendo un atteggiamento contemplativo piuttosto che di rifiuto (come evidenziato nei versi "Quanto è spietata e dura la morte").
Il sonetto presenta una struttura efficace con l'uso ripetuto della parola "invidia" e un inizio identico nelle quartine, creando un ritmo malinconico che riflette il sentimento di gelosia e nostalgia del poeta (come descritto nella sezione "Struttura e Temi del Sonetto").
Il desiderio di ricongiungimento è espresso attraverso la nostalgia e la contemplazione della bellezza di Laura, con un tono elegiaco che culmina in un desiderio di superare la morte per ritrovarla (come si evince dai versi "e non pensa a chiamarmi").