Concetti Chiave
- La fine del secolo segnò una reazione al Positivismo attraverso l'Estetismo e lo Spiritualismo, collegati al Decadentismo e al sentimento di decadenza dell'umanità.
- L'Estetismo, basato sul culto della bellezza, si opponeva alla cultura volgare, con esponenti come Oscar Wilde e Gabriele d'Annunzio che promuovevano un'arte autonoma.
- I dandy rappresentavano l'élite esteta, distinti per la cura delle apparenze e la ricerca dell'originalità, come evidenziato nel romanzo "Controcorrente" di Huysmans.
- Il poema "Édel" di Paul Bourget descrive l'eroe decadente, simbolo di un'umanità in crisi che cerca rifugio nei piaceri per sfuggire alla noia.
- L'attrazione per l'Eros perverso si manifestava nel culto della donna fatale, un'icona di seduzione e distruzione, come rappresentato da d'Annunzio con il termine "la Nemica".
Reazione al Positivismo
Il primato della scienza venne sormontato a fine secolo da alcune reazione opposte alla corrente positivista, sviluppate da due direttrici principali: Estetismo e Spiritualismo, spesso collegate al Decadentismo. L’umanità stava precipitando in barbarie, come se fossero entrate in una fase irreversibile di decadenza, quindi di essere vicini alla fine ed infatti l’espressione “fin de siècle” fa riferimento a questo sentimento di fine. Nel poema “Édel” di Paul Bourget, viene definito l’eroe decadente, di un uomo nato sul “finire di una razza” che prova ad affogare nei piacere la sensazione di noia struggente. Ma emblema decadente è “Languore” di Verlaine, in cui viene descritta l’atmosfera indolente che si respirava a fine secolo, inserendola nel clima della caduta dell’Impero Romano, scontrato contro le popolazioni barbare. A Parigi, particolarmente, nacquero le prime riviste decadenti come “Lutèce” o “Le Decadent” di Anatole Baju, il quale inquadrava l’uomo moderno sotto la specie del balsé, ossia del borghese annoiato che ha già sperimentato la vita e ora non ha più fede in nulla, ma al contempo rimane indifferente.
Estetismo e Decadentismo
L’Estetismo può essere considerato il culto idolatrico della bellezza, opponendosi alla cultura volgare ed ignorante del tempo, e vivevano seguendo il motto “art for art’s sake” e infatti diversi esteti erano collezionisti e si circondavano di opere d’arte. Questa élite era dominata dalle figure dello snob e del dandy, il primo si riferisce a chiunque cerchi l’originalità a tutti i costi e si senta disgustato di fronte alle cose dozzinali. Il francese Huysmans intitolò il suo romanzo “Controcorrente”, che propose l’estetismo come una stile di vita: dalli gusti, alle abitudini, dal modo di vestire, al modo di ragionare per distinguersi dal gregge come principio obbligatorio. Il dandy si contraddistingue per la sua cura delle apparenze e dell’artificio, figura per eccellenza è Oscar Wilde, ma anche il protagonista di “Controcorrente”, ossia il duca Des Esseintes, si presenta come un buon esempio: secondo lui una civiltà si contraddistingue se si allontana dalla natura e crea un mondo artificiale. Il principio di poter trasformare ogni cosa in arte viene descritto da Walter Pater in “Mario l’epicureo”, l’arte per lui deve sconfinare nella vita, in Italia il massimo esponente fu Gabriele d’Annunzio soprattutto in “Il piacere”. Si rovesciano quindi i presupposti romantico-risorgimentali, in cui l’arte era al servizio degli ideali patriotici, trasformandosi in autonoma.
Attrazione per l'Eros Perverso
Un’altra caratteristica del tempo era l’attrazione fatale per le forme più perverse e crudeli dell’eros, sfociata poi nel culto della donna fatale, come reincarnazione di Salomè dei Vangeli, capace di ammaliare con i suoi modi diabolici e lascivi l’uomo, risucchiando tutte le sue energie vitali. Viene infatti definita da d’Annunzio “la Nemica”.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali reazioni al positivismo emerse a fine secolo?
- Come viene descritto l'eroe decadente nel poema "Édel" di Paul Bourget?
- Qual è il motto che caratterizza l'Estetismo e quali figure emblematiche lo rappresentano?
- Qual è il significato del culto della donna fatale nel contesto del Decadentismo?
A fine secolo, il positivismo fu contrastato da due correnti principali: l'Estetismo e lo Spiritualismo, spesso legate al Decadentismo, che esprimevano un sentimento di decadenza e di fine, come evidenziato nell'espressione "fin de siècle".
Nell'opera "Édel", l'eroe decadente è rappresentato come un uomo nato sul "finire di una razza" che cerca di sfuggire alla noia attraverso il piacere, riflettendo un'atmosfera di indolenza e decadenza.
L'Estetismo è caratterizzato dal motto "art for art’s sake" e si esprime attraverso figure come il dandy e lo snob, con Oscar Wilde e il duca Des Esseintes di "Controcorrente" come esempi emblematici.
Il culto della donna fatale, incarnata da figure come Salomè, rappresenta un'attrazione per l'eros perverso e crudele, capace di ammaliare e risucchiare le energie vitali dell'uomo, come descritto da d'Annunzio.