Concetti Chiave

  • Alla fine dell'Ottocento, il positivismo entra in crisi a causa di scoperte scientifiche che evidenziano i limiti della visione meccanicistica e la complessità della realtà.
  • Il termine "Decadentismo" deriva dal sonetto "Langueur" di Paul Verlaine, esprimendo un'atmosfera di stanchezza e interpretando la fine di una civiltà come l'inizio di una nuova.
  • Il Decadentismo rifiuta il positivismo e la fiducia nella scienza, cercando la conoscenza attraverso l'irrazionale e l'inconscio.
  • L'arte è considerata un mezzo privilegiato per la conoscenza, con l'artista visto come un veggente che utilizza la poesia per rivelare misteri tramite simbolismo e analogia.
  • Le figure ricorrenti nella letteratura decadente, come l'artista maledetto e l'esteta, condividono un irrazionalismo e una ribellione contro le convenzioni sociali e la mediocrità borghese.

Indice

  1. Crisi del positivismo
  2. Origine del termine decadentismo
  3. Rifiuto del positivismo
  4. Arte e conoscenza
  5. Linguaggio e temi decadenti
  6. Figure ricorrenti nella letteratura

Crisi del positivismo

Alla fine dell'Ottocento, il positivismo entra in crisi. Alcune scoperte rivelano i limiti della visione meccanicistica e quanto sia complessa la conoscenza della realtà: la teoria della relatività di Einstein, la psicanalisi di Freud la filosofia di Nietzsche.
Inoltre, in questo periodo, emerge la figura dell'intellettuale che vuole essere protagonista del suo tempo, assieme a quella del poeta che da questo tempo si tira fuori, in quanto non ne condivide i valori. L'artista ha perso la sua “aureola” (Baudelaire), il suo privilegio spirituale e ruolo di guida, e vive una condizione di declassamento. La logica di mercato riduce l'opera d'arte a merce di scambio e costringe l'artista stesso a rivolgersi a lavori impiegatizi.

Origine del termine decadentismo

L'origine del termine "Decadentismo" si trova nel sonetto Langueur ("Languore") di Paul Verlaine, pubblicato sul periodico parigino Le Chat Noir nel 1883. Il poeta afferma di identificarsi con l'atmosfera di stanchezza e di estenuazione spirituale dell'Impero romano alla fine della decadenza, incapace di forti emozioni e caratterizzato dalla noia. Egli al termine "Decadentismo" aveva dato una connotazione quasi positiva, perché il suo intento era quello di interpretare il senso della fine di una civiltà e l'inizio di una nuova.

Rifiuto del positivismo

Il Decadentismo rifiuta il positivismo e la sua fiducia nella scienza come capace di conoscere oggettivamente la realtà. I decadenti credono nell'irrazionale. Per loro, l'essenza della realtà è misteriosa, al di là delle cose. Essi sentono una forte identità tra l'io e il mondo e arrivano alla conoscenza, cogliere le analogie e le corrispondenze, tramite degli strumenti irrazionali.
La scoperta dell'inconscio è il dato fondamentale del Decadentismo. Freud ne dà una sistemazione scientifica nel 1899 con L'interpretazione dei sogni. Invece, i decadenti rifiutano di sottoporre l'inconscio alla ragione, convinti che esso possa essere lo strumento per conoscere la realtà. Dunque, vengono formulati nuovi strumenti conoscitivi della realtà. Fra questi, vi sono tutti gli stati irrazionali dell'uomo: la malattia, la follia, la nevrosi, il panismo e l'epifania.

Arte e conoscenza

L'arte è lo strumento privilegiato per approcciarsi alla conoscenza. L'artista è come un veggente, capace di arrivare a vedere ciò che l'uomo comune non vede. La poesia è lo strumento di rivelazione del mistero, dunque la parola poetica deve rinunciare a essere uno strumento comunicativo immediato. Assume un valore evocativo, rivolta a quei pochi in grado di comprenderla. Comunicano tramite l'analogia il simbolismo. Ne consegue che l'arte decadente ha un carattere elitario: non si rivolge a un pubblico borghese, ma raffinato. Infatti, l'artista decadente rifiuta la cultura di massa, fatta in serie: ciò causa una frattura, un conflitto tra intellettuale e società, tra artista e pubblico. Gli scrittori decadenti manifestano un atteggiamento anti-borghese, di ribellione.

Linguaggio e temi decadenti

Il linguaggio è oscuro, suggestivo ed evocativo. Predilige: musicalità del verso, ambiguità sintattica, linguaggio analogico e sinestesie (fusione di sensazioni relative a sensi diversi - Correspondences).

Gli artisti decadenti hanno un vero e proprio culto per le epoche di decadenza (bellezza non evidente a tutti), per i temi della malattia, della nevrosi e della morte. Queste condizioni sono la metafora della condizione storica in cui vivono, un momento di profonda crisi delle certezze (scoperte scientifiche mettono in crisi la conoscenza, creando disorientamento). Al fascino di morte e malattia si contrappongono vitalismo e superomismo.

Figure ricorrenti nella letteratura

Le figure ricorrenti nella letteratura decadente sono:

  • l'artista maledetto, che viola ogni convezione sociale e conduce una vita sregolata.

  • l'esteta (Wilde, Andrea Sperelli di D'Annunzio): l'uomo che vuole trasformare la propria vita in un'opera d'arte, sostituendo alle leggi morali le leggi del bello, che disdegna la vita comune e la mediocrità borghese, circondandosi solo dalla bellezza e dall'arte.

  • l'inetto a vivere: si sente escluso dalla vita che pulsa intorno e a cui egli non sa partecipare per mancanza di energie vitali, per una malattia dell'anima che corrode la sua volontà, l'inettitudine, che lo conduce a vivere nelle sue fantasie e a vedersi vivere piuttosto che vivere.

  • Il fanciullino: rifiuto della condizione adulta e della vita di relazione al di fuori del "nido" familiare diventano la base di un nuovo rapporto col mondo e di un nuovo linguaggio poetico.

  • Il superuomo: che esalta la pienezza vitale senza limiti e senza freni, al di là di ogni limite imposto dalla morale, secondo l'idea del dominio dei più forti sui deboli (base di nazionalismo). Il concetto risale al pensiero del filosofo Nietzsche (al di là del bene e del male).

  • Un elemento accomuna questi eroi decadenti, cioè l'irrazionalismo.

    Domande da interrogazione

    1. Quali sono le cause della crisi del positivismo alla fine dell'Ottocento?
    2. La crisi del positivismo è causata da scoperte come la teoria della relatività di Einstein e la psicanalisi di Freud, che rivelano i limiti della visione meccanicistica della realtà, portando a una nuova figura dell'intellettuale e a un declassamento dell'artista (come descritto nel testo).

    3. Da dove deriva il termine "Decadentismo" e quale significato ha?
    4. Il termine "Decadentismo" deriva dal sonetto "Langueur" di Paul Verlaine, pubblicato nel 1883, in cui il poeta associa il concetto a un'atmosfera di stanchezza e estenuazione, interpretando la fine di una civiltà come l'inizio di una nuova (come indicato nel testo).

    5. In che modo il Decadentismo si oppone al positivismo?
    6. Il Decadentismo rifiuta la fiducia del positivismo nella scienza, credendo invece nell'irrazionale e nell'inconscio come strumenti per conoscere la realtà, ritenendo che l'essenza della realtà sia misteriosa e al di là delle cose (secondo quanto riportato nel testo).

    7. Qual è il ruolo dell'arte nella conoscenza secondo i decadenti?
    8. L'arte è vista come lo strumento privilegiato per accedere alla conoscenza, con l'artista che funge da veggente in grado di rivelare il mistero, utilizzando una poesia evocativa e simbolica, rivolta a un pubblico elitario (come descritto nel testo).

    9. Quali sono alcune figure ricorrenti nella letteratura decadente?
    10. Tra le figure ricorrenti ci sono l'artista maledetto, l'esteta, l'inetto a vivere, il fanciullino e il superuomo, tutte accomunate dall'irrazionalismo e da una ribellione contro le convenzioni sociali (come evidenziato nel testo).

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