Concetti Chiave
- La seconda metà dell'800 segna la crisi del Romanticismo e l'emergere del Realismo, con un focus sulla rappresentazione della realtà quotidiana in contesti politici e sociali.
- In Francia il Realismo è noto come Naturalismo, con autori come Balzac e Zola, che osservano e descrivono oggettivamente la realtà borghese.
- Il Verismo italiano, rappresentato da Giovanni Verga, si concentra sulle condizioni di miseria dei contadini e dei pescatori, con un carattere pessimista e attenzione per l'ambiente rurale.
- Giovanni Verga, nato a Vizzini nel 1840, ha dedicato la sua vita alla scrittura, con opere che esplorano la drammatica esistenza degli umili in Sicilia.
- Il romanzo "I Malavoglia" racconta le sfortunate vicende della famiglia Toscano, evidenziando le difficoltà economiche e i drammi personali che li colpiscono, culminando con la morte di Padron ‘Ntoni.
Indice
Crisi del Romanticismo e nascita del Realismo
Siamo nel periodo della seconda metà dell’800 in cui si assiste ad una forte crisi del Romanticismo in tutta Europa.
Si afferma invece un grande interesse della narrativa a rappresentare la realtà quotidiana sia in ambito politico che sociale: il “Realismo”.
Naturalismo e Verismo: differenze e similitudini
In Francia viene invece chiamato “Naturalismo”, dove si afferma un romanzo sociale che parla della realtà borghese. Gli autori più rappresentativi sono: Honoré de Balzac, Zola e Flaubert.
Gli obiettivi di questi scrittori naturalisti erano:
•Osservare in modo dettagliato la realtà e descriverla in modo oggettivo;
•Far parlare i personaggi così come realmente si esprimono;
•Adottare come genere letterario il romanzo o i cicli di romanzi.
In Italia, invece, viene chiamato “Verismo” ed ha altre particolari caratteristiche:
•Concentra l’attenzione sulle campagne e sulla situazione di miseria dei contadini e dei pescatori in un ambiente prevalentemente agricolo; questo dipende anche dal fatto che il Sud Italia non era ancora industrializzato ma fortemente arretrato;
•A differenza del Naturalismo francese, ha un carattere estremamente pessimistico. Infatti gli scrittori veristi presentano, con un atteggiamento di rassegnata accettazione, le condizioni della gente povera e non vi è possibile alcuna speranza di miglioramento;
•Non si esprime soltanto attraverso il romanzo ma si utilizza anche la forma più breve della novella;
Giovanni Verga e il Verismo italiano
Il Verismo italiano ebbe come suo maggiore rappresentante lo scrittore siciliano Giovanni Verga.
Egli nacque a Vizzini (CT) nel 1840. Abbandonò l’Università per dedicarsi alla scrittura. A Firenze pubblicò due romanzi: Una Peccatrice e Storia di una Capinera.
A Milano incontrò Luigi Capuana che gli fece scoprire il Verismo a cui aderì. La sua prima opera verista fu la novella Nedda.
Sempre a Milano furono pubblicati i suoi romanzi veristi: I Malavoglia, Mastro don Gesualdo e La duchessa di Leyra. Trasferitosi di nuovo a Catania, Verga negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla scrittura teatrale. Lì morì nel 1922.
L’opera di Verga è quasi totalmente ambientata in Sicilia ed ha come protagonisti persone umili, esaminate ed osservate nella loro drammatica miseria e nella loro tragica lotta per la sopravvivenza.
Gli umili sono da Verga raccontati come si presentavano nella realtà siciliana del suo tempo: pastori, pescatori, contadini.
Sono persone semplici, schiacciate da un eterno destino di dolore e di sofferenza.
Il progresso non li può risollevare dalla loro sorte perché essi sono destinati ad arrendersi.
Attraverso novelle e romanzi, Verga rappresenta i problemi sociali della Sicilia.
Inoltre, racconta con apparente distacco, il tentativo di risollevarsi dalle condizioni di miseria dei suoi personaggi le cui vicende hanno però, sempre, un esito estremamente drammatico perché per loro non c’è possibilità di riscatto.
I Malavoglia: trama e personaggi principali
Il romanzo del 1881, ambientato negli anni successivi alla proclamazione del Regno d’Italia, narra le vicende della famiglia Toscano, detta “I Malavoglia”, che abita da generazioni ad Aci Trezza, nei pressi di Catania, in Sicilia.
Il nucleo familiare era composto da Padron ‘Ntoni, il nonno; poi suo figlio Bastiano detto “Bastianazzo”, perché grande e grosso; poi veniva la moglie Maruzza, detta “la Longa”, una piccina che badava a tessere ed a far da magiare; infine i nipoti, in ordine di anzianità: ‘Ntoni, il maggiore, un bighellone di vent’anni, che si buscava ancora qualche scappellotto dal nonno; Luca, “che aveva più giudizio del grande” ripeteva il nonno; Mena (Filomena) soprannominata “Sant’Agata”, protettrice delle tessitrici, perché stava sempre al telaio; Alessi (Alessio) un moccioso tutto suo nonno e Lia (Rosalia).
Le disgrazie della famiglia Malavoglia
Le uniche ricchezze della famiglia sono la Casa del Nespolo, da loro abitata e la barca chiamata “Provvidenza”. Le disgrazie dei Malavoglia cominciano con la partenza del servizio militare di ‘Ntoni che fa mancare due robuste braccia per il lavoro con la Provvidenza. Per colmare le difficoltà economiche, Padron ‘Ntoni acquista a credito un carico di lupini che, mediante l’imbarcazione, deve trasportare a destinazione. Ma a causa di una violenta tempesta, la “Provvidenza” fa naufragio, il carico di lupini va perduto e Bastianazzo muore.
La famiglia Malavoglia è sconvolta dal dolore ma non si rassegna e per far fronte al debito dei lupini decide di lavorare per Padron Cipolla. Dopo il rientro di ‘Ntoni dal servizio militare, è Luca a partire, ma morirà. La famiglia è di nuovo in ginocchio ed a causa dei debiti perde la Casa del Nespolo ed è costretta a vendere la barca “Provvidenza”, appena riparata.
A far soffrire ancora di più il vecchio Padron ‘Ntoni è il nipote ‘Ntoni che cerca un riscatto dalla povertà della famiglia fuori dal solco della tradizione e dei valori familiari ma finisce in galera per contrabbando, mentre sua madre, Maruzza la Longa, muore di colera.
Lia viene travolta dallo scandalo e fugge di casa. Anche Mena è costretta a rinunciare al matrimonio con l’uomo da lei amato. Così il vecchio Padron ‘Ntoni muore solo in ospedale, mentre sarà Alessi a riscattare con il suo lavoro la Casa del Nespolo.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico della crisi del Romanticismo e l'emergere del Realismo?
- Quali sono le principali differenze tra Naturalismo e Verismo?
- Chi è Giovanni Verga e quale ruolo ha avuto nel Verismo italiano?
- Qual è la trama principale de "I Malavoglia"?
- Qual è il messaggio sociale presente nell'opera di Verga?
Nella seconda metà dell'800, si assiste a una crisi del Romanticismo in Europa, mentre si afferma un forte interesse per la narrativa che rappresenta la realtà quotidiana, dando vita al Realismo.
Il Naturalismo, tipico della Francia, si concentra sulla realtà borghese e adotta un approccio oggettivo, mentre il Verismo italiano si focalizza sulla miseria delle campagne e ha un carattere pessimista, senza speranza di miglioramento.
Giovanni Verga, scrittore siciliano nato nel 1840, è il maggiore rappresentante del Verismo italiano, le cui opere, come "I Malavoglia", esplorano la vita degli umili in Sicilia, evidenziando la loro drammatica miseria.
"I Malavoglia" narra le disavventure della famiglia Toscano, che vive ad Aci Trezza, e affronta una serie di tragedie, tra cui la perdita della barca "Provvidenza" e la morte di diversi membri della famiglia, culminando in un drammatico destino.
L'opera di Verga rappresenta i problemi sociali della Sicilia, mostrando come gli umili siano schiacciati da un destino di sofferenza e come le loro lotte per la sopravvivenza non portino a un reale riscatto.