Concetti Chiave
- La crisi del Positivismo segna un rinnovamento culturale, in cui la lirica diventa il mezzo privilegiato per esprimere la soggettività e riflettere sulla condizione esistenziale dell'uomo.
- I poeti crepuscolari abbandonano i contenuti sublimi, preferendo temi di malinconia e opacità dell'esistenza borghese, con un focus sulla solitudine e l'inutilità della poesia.
- Sergio Corazzini e Guido Gozzano rappresentano la poesia crepuscolare, esplorando la sofferenza legata alla malattia e la frustrazione di una vita priva di significato.
- I vociani, attraverso la rivista "La Voce", cercano di affrontare le inquietudini esistenziali, utilizzando il verso libero e la poetica del frammento per esprimere un linguaggio crudo.
- Clemente Rebora, tra i poeti vociani, denuncia l'orrore della guerra e l'egoismo della società moderna, evidenziando un rapporto tormentato con la realtà.
La lirica del primo Novecento in Italia
••• Poesia e prosa lirica
Crisi del Positivismo e rinnovamento culturale
•• Il Positivismo è in crisi e il rinnovamento culturale è alle porte. Alla narrazione gli scrittori preferiscono adesso la lirica, che permette una maggiore espressione della soggettività del poeta e una riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo. Poesia e prosa si influenzano tra loro: la poesia abbandona la metrica tradizionale, mentre la prosa si concentra nella forma del “frammento”, breve composizione che suggerisce impressioni come quelle della poesia.
••• I crepuscolari
Quali sono i temi della poesia crepuscolare?
•• I contenuti aulici e sublimi del passato sono sostituiti dai crepuscolari da atmosfere grigie e malinconiche della vita quotidiana. È una poesia che fa vedere l’opacità dell’esistenza borghese, senza proporre messaggi eccezionali e che ruota attorno alla sua inutilità. I temi principali di Sergio Corazzini (1886 - 1907) sono la solitudine, la sofferenza legata alla malattia e il desiderio di morte, il mondo delle piccole cose e degli affetti comuni, l’inutilità della poesia nella società moderna. Secondo Guido Gozzano (1883 - 1916) la poesia è una specie di sostituto artificiale della vita che la malattia e la negatività gli impediscono di vivere in pienezza. Essendo ormai ridotta a merce, la letteratura sopravvive solo come finzione. La poesia è ormai qualcosa di artificioso. Mario Moretti (1885 - 1979) usa invece atmosfere chiuse e grigie di una provincia popolata da figure tristi e rassegnate, sottolineando la noia e l’inutilità della vita.
••• I vociani
La poetica dei vociani
•• Si vuole dare vita a una letteratura che indaghi le inquietudini e i problemi esistenziali dell’uomo contemporaneo. I poeti della rivista “La Voce” usano il verso libero (una poesia in prosa) e la “poetica del frammento” (una prosa poetica). Tra questi, il cristiano Clemente Rebora (1885 - 1957). Il rapporto sofferto e tormentato con la realtà si esprime con un linguaggio crudo e antimusicale che denuncia l’orrore della guerra e l’egoismo della società moderna.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale cambiamento nella lirica italiana all'inizio del Novecento?
- Quali sono i temi principali della poesia crepuscolare?
- Che ruolo ha la rivista "La Voce" nella poetica dei vociani?
La lirica italiana inizia a distaccarsi dalla metrica tradizionale, privilegiando l'espressione della soggettività del poeta e riflettendo sulla condizione esistenziale dell'uomo, in un contesto di crisi del Positivismo e rinnovamento culturale.
I crepuscolari trattano temi come la solitudine, la sofferenza, il desiderio di morte e l'inutilità della poesia nella società moderna, evidenziando atmosfere malinconiche e la banalità della vita quotidiana, come descritto da poeti come Sergio Corazzini e Guido Gozzano.
La rivista "La Voce" promuove una letteratura che esplora le inquietudini esistenziali dell'uomo contemporaneo, utilizzando il verso libero e la poetica del frammento, come dimostrato dal lavoro di poeti come Clemente Rebora, che esprimono un linguaggio crudo e critico verso la società moderna.