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Concetti Chiave

  • Giovanni Giolitti guidò l'Italia verso il XX secolo, promuovendo riforme per il potenziamento democratico e l'industria, ma il malcontento sociale rimaneva elevato.
  • Il panorama culturale vide l'emergere di giovani letterati, come crepuscolari e futuristi, che reinterpretarono il tema della solitudine e dell'alienazione.
  • I poeti crepuscolari esprimevano una malinconia esistenziale, rifugiandosi nella banalità della vita quotidiana, con figure chiave come Gozzano e Corazzini.
  • Il Futurismo, fondato da Filippo Tommaso Marinetti, promuoveva una visione di progresso, velocità e avventura, sostenendo anche la guerra come selezione naturale.
  • Marinetti incoraggiò una letteratura innovativa e provocatoria, rompendo con le tradizioni grammaticali e utilizzando riviste per diffondere le idee futuriste.

Qual è l'Italia di Giolitti e le tensioni sociali?

L’Italia si addentrò nel XX secolo sotto la guida di Giovanni Giolitti, che potenziò lo spirito democratico delle istituzioni, promosse l’industria e promulgò leggi in favore dei lavoratori. Il Paese rimaneva comunque ben lontano dai livelli di industrializzazione di Francia, Germania o Inghilterra, e maturava un pericoloso malcontento sociale. L’idea che il patrimonio nazionale fosse cresciuto accese gli interessi della classe operaia verso una consistente porzione di quella ricchezza; d’altra parte gli imprenditori erano costantemente alle prese con la spietata concorrenza straniera, tecnologicamente più forte e meno costosa. Col passare degli anni andò poi concretizzandosi lo spettro della Prima Guerra Mondiale, che in breve scisse l’opinione pubblica su due fronti opposti, l’uno neutralista, l’altro a favore del conflitto.

Rinnovamento culturale e letterario

In questo periodo di pace precaria la scena culturale era ancora dominata dai grandi autori decadentisti, all’ombra dei quali si stavano però affermando giovani letterati con decise idee di rinnovamento. Crepuscolari, futuristi, poeti puri ed ermetici reinterpretarono il tormento angoscioso della solitudine e dell’alienazione dalla realtà. In seguito i neorealisti s’impegnarono in una presa di coscienza più attiva dei problemi sociali, mentre i gruppi della neo-avanguardia formularono proposte nuove di rinnovamento letterario.

Il crepuscolarismo e la malinconia

Nel primo Novecento i poeti crepuscolari - così definiti dal critico Giuseppe Antonio Borgese - interpretarono la sensibilità decadentista come un crepuscolo nell’imminenza del tramonto. Privi di fede e speranza gli autori di questo movimento compiansero la propria esistenza avvolgendo cose e persone in una grigia nube di malinconia. Si rifugiarono negli aspetti più banali e comuni della vita, quasi col pudore di chi vuole nascondere agli altri la propria inconsolabile infelicità. Tra i crepuscolari autorevoli furono le voci di Guido Gozzano, Sergio Corazzini, Corrado Govoni e Marino Moretti.

Il Futurismo e la sua ideologia

L’ideologia dei futuristi, contrapposta alla poetica crepuscolare, si configurò, nel primo Novecento, in una vera e propria scuola di pensiero. Il principio fondamentale del movimento fu una fiducia fermissima nel futuro e in tutto ciò che potesse condurre a una qualche forma di progresso. Affascinati dai ritmi spediti della nuova industria, i futuristi esaltarono la velocità, il rischio, l’avventura, l’ignoto da scoprire. Furono sostenitori convinti della guerra perché “sola igiene del mondo”, il meccanismo in grado di selezionare un’umanità più forte e priva di deboli o inetti.

Marinetti e la rivoluzione futurista

Fondatore del Futurismo fu il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti, che nel 1909 ne pubblicò il primo manifesto tecnico. Nel suo scritto Marinetti esortò i nuovi autori ad una letteratura aggressiva e prepotente, che si liberasse delle regole di grammatica, ortografia e punteggiatura per una poetica tutta movimento e libertà. I futuristi organizzarono una ben nutrita campagna pubblicitaria delle loro idee, e si avvalsero di riviste (Lacerba) e dibattiti spesso assai provocatori.

Tra gli esponenti di maggior spicco del movimento si ricordano lo stesso Marinetti, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi (poi padre della neo-avanguardia) e l’ex-crepuscolare Corrado Govoni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme promosse da Giovanni Giolitti in Italia?
  2. Giovanni Giolitti potenziò lo spirito democratico delle istituzioni, promosse l’industria e promulgò leggi in favore dei lavoratori, sebbene l'Italia fosse ancora lontana dai livelli di industrializzazione di altri paesi europei.

  3. Come si manifestò il rinnovamento culturale e letterario nel primo Novecento?
  4. Il rinnovamento culturale si espresse attraverso giovani letterati che, oltre ai decadentisti, emersero con movimenti come il crepuscolarismo e il futurismo, reinterpretando temi di solitudine e alienazione.

  5. Qual è il significato del crepuscolarismo nella letteratura del primo Novecento?
  6. Il crepuscolarismo, definito da Giuseppe Antonio Borgese, rappresenta una sensibilità malinconica e priva di speranza, con poeti come Gozzano e Corazzini che si rifugiarono in aspetti banali della vita per esprimere la loro infelicità.

  7. Quali erano i principi fondamentali del Futurismo?
  8. Il Futurismo si basava su una fiducia nel futuro e nel progresso, esaltando velocità, rischio e avventura, e sostenendo la guerra come "sola igiene del mondo" per selezionare un'umanità più forte.

  9. Chi fu Filippo Tommaso Marinetti e quale fu il suo contributo al Futurismo?
  10. Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo, pubblicò nel 1909 il primo manifesto tecnico, esortando a una letteratura aggressiva e libera da regole tradizionali, promuovendo le idee futuriste attraverso campagne pubblicitarie e dibattiti provocatori.

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