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Concetti Chiave

  • Il termine "ermetismo" è stato formalmente definito nel 1936 da Francesco Flora, sebbene le sue osservazioni fossero inizialmente generiche.
  • Carlo Bo ha fornito nel suo saggio "Letteratura come vita" i fondamenti della poesia ermetica, evidenziando un'esigenza comune tra i "lirici nuovi".
  • L'Ermetismo identifica la poesia con la vita interiore dell'individuo, cercando di esplorare la realtà più profonda e autentica dell'essere umano.
  • La letteratura, secondo l'Ermetismo, deve mirare alla ricerca della verità ontologica, distaccandosi da aspetti superficiali della realtà quotidiana.
  • L'Ermetismo rifiuta la storia e aspira a una condizione metafisica, ponendo la poesia come espressione dell'inesprimibile e forma di conoscenza superiore.

Quali sono le origini e la definizione dell'Ermetismo?

La definizione del termine "ermetismo" si può considerare riconosciuta già nel 1936, quando Francesco Flora (un critico accademico aperto alle esperienze della letteratura contemporanea, attento in particolare alla musicalità dell'espressione poetica) pubblica il libro La poesia ermetica, che si ferma tuttavia ad un ambito di considerazioni ancora generiche e superficiali.

Carlo Bo e la poesia ermetica

Un'importanza ben più decisiva riveste il saggio di Carlo Bo Letteratura come vita, apparso in quel medesimo anno sul "Frontespizio". Il testo contiene i fondamenti teorico-metodologici della poesia ermetica, non in quanto li postula come un programma, ma in quanto chiarisce le implicazioni di una esigenza diffusa, che caratterizza ormai - nelle sue linee essenziali - la poesia più recente, quella dei "lirici nuovi" (Lirici nuovi è il titolo di un'antologia curata da Luciano Anceschi nel 1943, come sintesi e primo bilancio di questa esperienza, quando ormai stavano mutando i presupposti che l'avevano giustificata).

L'Ermetismo e la vita interiore

Seguendo le linee interpretative offerte da Bo, che utilizza un difficile linguaggio di origine filosofico-esistenziale, l'Ermetismo fa coincidere la poesia con la "vita", intesa come la realtà più intima e raccolta dell'uomo, al di fuori di ogni superficiale confusione con atteggiamenti o pose esteriori (si pensi, per contrasto, a come si era configurato il rapporto arte-vita in D'Annunzio). La letteratura non va quindi intesa come un'abitudine o un semplice mestiere, ma rappresenta "forse la strada più completa per la conoscenza di noi stessi, per la vita della nostra coscienza ".

La letteratura come conoscenza di sé

Rifiutando ogni allettamento o lusinga esteriore, la letteratura si in dentifrici completamente con l'io profondo del soggetto, con la sua dimensione spirituale più autentica, risalendo alle "origini centrali dell'uomo ". In questo senso cerca di raggiungere le radici dell'essere, in quanto mira ad una purezza di valori che si propone come scopo esclusivo la ricerca della "verità ", ma si tratta appunto di una verità ontologica (relativa all'essere eterno ed immutabile ) e non fenomenica (riferita cioè agli aspetti superficiali e contingenti dei fenomeni). La poesia, in altri termini, vive nel rapporto esclusivo dell'individuo con se stesso , al di fuori di ogni altro legame con la collettività e con le vicissitudini dell'esistenza quotidiana.

Rifiuto della storia e ricerca metafisica

La "letteratura come vita" significa così il rifiuto della storia, risolvendosi in una "letteratura difesa dal movimento" (quello che contraddistingue la vita comune ), in quanto aspira a collocarsi fuori del tempo, nell'immobilità di una condizione metafisica. Il "testo" vale allora come una domanda irripetibile rivolta all'infinito, in un'eternità di soluzione divisa tra la parola e l'inespresso, tra il discorso è il silenzio; una parola, in altri termini, che cerca di esprimere l'inesprimibile. L'essenza del soggetto corrisponde quindi all'essenza della poesia, che diventa uno stato di grazia, una forma di conoscenza superiore, insieme interiore e metafisica, assumendo un valore iniziatico e religioso (si ricorda che l'Ermetismo affonda in parte le sue radici nella cultura cattolica, anche se non può essere identificato con essa).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di "ermetismo" e quando è stata riconosciuta?
  2. Il termine "ermetismo" è stato definito nel 1936 da Francesco Flora nel suo libro "La poesia ermetica", sebbene le sue considerazioni fossero ancora generiche e superficiali.

  3. Qual è il contributo di Carlo Bo alla comprensione della poesia ermetica?
  4. Carlo Bo, nel suo saggio "Letteratura come vita", fornisce i fondamenti teorico-metodologici della poesia ermetica, chiarendo le implicazioni di un'esigenza diffusa tra i "lirici nuovi", che caratterizza la poesia più recente.

  5. Come si collega l'Ermetismo alla vita interiore dell'individuo?
  6. L'Ermetismo identifica la poesia con la "vita" intima dell'uomo, rifiutando le pose esteriori e proponendo la letteratura come un mezzo per la conoscenza di sé e della propria coscienza.

  7. In che modo la letteratura ermetica si distingue dalla letteratura tradizionale?
  8. La letteratura ermetica si concentra sull'io profondo e sulla ricerca della verità ontologica, distaccandosi dalle superficialità e dalle vicissitudini quotidiane, per raggiungere una purezza di valori.

  9. Qual è il significato del rifiuto della storia nell'Ermetismo?
  10. Il rifiuto della storia nell'Ermetismo implica una "letteratura difesa dal movimento", che aspira a collocarsi al di fuori del tempo, cercando di esprimere l'inesprimibile in un contesto metafisico e iniziatico.

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