Concetti Chiave
- "Giorno per Giorno" di Salvatore Quasimodo, pubblicato nel 1947, è un capolavoro di epica del dopoguerra che testimonia il dolore collettivo vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Il tema del dolore si fa concreto e collettivo, lontano dall'individualità, con date specifiche nei titoli che evidenziano il deterioramento quotidiano della vita durante il conflitto.
- Quasimodo non si limita a descrivere la sofferenza, ma propone un'utopia di "rifare l'uomo", mirando all'eliminazione della violenza tra gli esseri umani.
- Le parole di Quasimodo evocano un forte pathos, criticando l'incapacità dell'umanità di apprendere dagli errori passati senza attaccare direttamente i responsabili della violenza.
- L'opera si distingue per la sua voce corale, rappresentando una collettività che condivide il dolore e la speranza di un futuro migliore.
Il contesto storico e l'opera
“Giorno per Giorno” rappresenta uno dei capolavori della letteratura di Salvatore Quasimodo ed è oltretutto considerato anche uno dei migliori esempi di epica, genere sorto in Italia nel secondo dopoguerra con il valore di testimonianza per la tragedia vissuta, l’opera venne infatti pubblicata nel 1947 e scritta proprio durante il conflitto. L’autore in questo caso sembra abbandonare la propria individualità psicologica per ergersi invece a voce corale di un dolore comune vissuto da tutti come mai prima, non a caso nel primo componimento “Alle fronde dei salici” lui stesso afferma la necessità di esprimersi al plurale “come potevamo noi cantare”.
Temi di dolore e collettività
Il dolore e la morte sono sempre stati temi casi a Quasimodo, ma è bene ricordare che dalla seconda guerra mondiale in poi queste tematiche assumono una vera e propria concretezza nel dolore e nella morte causati proprio dal conflitto e quindi non rappresentano più l’espressione di un io psicologico singolo e soggettivo. Un segno distintivo del fatto che questa sofferenza sia per lui collettiva è incarnato dalle varie date che vengono indicate in diversi titoli di componimenti, ad esempio “Milano, agosto 1943” oppure “19 gennaio 1944”, senza contare il titolo del libro in generale: sembra sottolineare come giorno per giorno la situazione peggiorasse, come giorno per giorno la vita di chiunque fosse minacciata costantemente.
L'utopia di rifare l'uomo
Tuttavia, questa raccolta non si presenta solamente come un’opera epica che ha l’obiettivo di dimostrare una partecipazione emotiva allo strazio e ai traumi che armi, bombe, battaglie e deportazioni avevano causato tanto dolore. L’opera rappresenta infatti anche un altro fine molto nobile e utopico, ovvero quello di “rifare l’uomo” che significa eliminare per sempre la terribile legge della violenza tra uomini che secondo lui si era scatenata a partire dal fratricidio di Caino nei confronti del fratello Abele, lui stesso afferma infatti “dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri”, ai suoi occhi sembra infatti ridicolo che l’uomo non abbia imparato nulla dagli errori commessi dalle generazioni passate, e si continuano quindi a generare conflitti inutili e che non comportano altro se non la morte tra persone dello stesso sangue. In realtà però Quasimodo non arriva mai effettivamente al punto di scagliarsi contro quelli che lui considera “i mostri della terra”, va però a sprigionare con le sue parole un pathos generale.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del titolo "Giorno per Giorno" nell'opera di Quasimodo?
- In che modo Quasimodo esprime il tema della collettività nel suo lavoro?
- Qual è l'utopia che Quasimodo cerca di trasmettere attraverso "Giorno per Giorno"?
Il titolo "Giorno per Giorno" sottolinea come la situazione di dolore e sofferenza stesse peggiorando costantemente, riflettendo la realtà quotidiana di chi viveva il conflitto, come evidenziato dai titoli dei componimenti che riportano date specifiche legate alla guerra.
Quasimodo abbandona la sua individualità per diventare una voce corale del dolore comune, come dimostra l'uso del plurale nel primo componimento "Alle fronde dei salici", evidenziando una sofferenza condivisa da tutti durante il conflitto.
L'opera non si limita a descrivere il dolore della guerra, ma aspira a "rifare l'uomo", promuovendo l'idea di eliminare la violenza tra gli uomini e imparare dagli errori del passato, come indicato dalla sua critica alla continua generazione di conflitti.