Concetti Chiave

  • Il poeta-istrione si presenta come un personaggio teatrale, divertendo il pubblico con una pantomima grottesca e provocatoria, ma viene giudicato negativamente da un pubblico conformista.
  • La perdita di prestigio del poeta è una scelta ideologica deliberata, che riflette un atteggiamento di irriverenza e desiderio di evasione dalle costrizioni della civiltà moderna.
  • Nel manifesto "Il controdolore", Palazzeschi sostiene che la vita è gioia e critica il dolore romantico, promuovendo la risata come liberazione dalle angosce.
  • "E lasciatemi divertire!" è una delle poesie più celebri di Palazzeschi, che incarna il suo futurismo attraverso una carica irridente contro le concezioni tradizionali dell'arte.
  • La poesia di Palazzeschi riabilita la lingua trascurata dalla tradizione, utilizzando giochi fonetici e scomposizioni linguistiche, in linea con il futurismo e le "parole in libertà".

Indice

  1. Il Poeta-Istrione e il Pubblico
  2. La Scelta Ideologica del Poeta
  3. Il Manifesto del Controdolore
  4. La Poesia di Palazzeschi
  5. L'Espressività Futurista

Il Poeta-Istrione e il Pubblico

Come al centro di una scena teatrale, il poeta-istrione si lascia andare al divertimento più sfrenato, offrendo al lettore le provocatorie sequenze onomatopeiche di una grottesca pantomima, fatta di gesticolazioni e sberleffi da clown della parola.

Ad assistere alle sue intemperanze c’è un pubblico, che immaginiamo borghese e conformista, le cui reazioni sono dapprima paternalistiche (lasciatelo divertire / poveretto, vv. 9-10), poi sempre più risentite (quel fesso, v. 37; gli daranno del somaro, v. 78). Spiazzato da un mucchio di corbellerie (v. 11), indecenze (v. 16), licenze (v. 18), strofe bisbetiche (v. 17) prive d’un qualunque nesso (v. 34), esso non può che condannare il poeta alla marginalità, anzi all’inutilità.

La Scelta Ideologica del Poeta

Per il poeta, comunque, non è il caso di farne un dramma. Al contrario, la perdita di prestigio è funzionale a una scelta di campo ideologica precisa e polemica. Non è vero che [le sue parole] non voglion dire (v. 44); esse esprimono irriverenza, atteggiamento istintivo e incendiario dinanzi alla vita, desiderio ludico, ma non per questo disimpegnato, di evadere dalle gabbie psicologiche in cui la civiltà moderna reprime la libertà dell’individuo.

Il Manifesto del Controdolore

Nel rovesciamento dei valori e del senso comune – tipicamente avanguardistico – vi è un atteggiamento di eversivo e parodistico rifiuto della serietà imperante nella cultura “passatista”. Nel manifesto intitolato Il controdolore (1914) Palazzeschi sosterrà che la vita è gaudio e che l’uomo non è nato per soffrire: il dolore è la compiaciuta condizione dei poeti romantici, affetti da un cronico sentimentalismo, mentre la risata prorompente libera da angosce e sciocche elucubrazioni vittimistiche, senza per questo condannare l’individuo alla superficialità o al banale ottimismo. Al contrario, «maggior quantità di riso un uomo riuscirà a scoprire dentro il dolore, più egli sarà un uomo profondo».

La Poesia di Palazzeschi

E lasciatemi divertire! è probabilmente la poesia più celebre di Palazzeschi. Composta nel periodo della sua militanza futurista, fa parte della raccolta L’incendiario (non a caso dedicata a Marinetti). In effetti, la componente futurista del testo è evidente nella sua carica irridente, rivolta verso una concezione tradizionale e perbenista dell’arte.

L'Espressività Futurista

Mentre la poesia seria cancella gli “scarti” linguistici, Palazzeschi, raccogliendo la spazzatura / delle altre poesie (vv. 28-29), riabilita la lingua rimossa dalla tradizione ufficiale, dando dignità letteraria a tutte le forme della comunicazione.

Il futurismo di Palazzeschi è insomma rintracciabile anche sul piano espressivo: il gusto del gioco fonetico e della scomposizione della parola, per esempio, si avvicina alle parallele esperienze delle “parole in libertà” di Marinetti. Lo svuotamento del linguaggio arriva al balbettio pregrammaticale, all’ostentazione dei giochi di parole, all’assenza di significati precisi, con cui il poeta mette in burla il “sublime” ottocentesco.

Più cauto è invece lo scardinamento della sintassi, e non mancano assonanze e rime baciate o alternate.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del poeta-istrione nel rapporto con il pubblico?
  2. Il poeta-istrione si esibisce come un clown della parola, divertendo e provocando un pubblico borghese e conformista, che inizialmente reagisce in modo paternalistico, ma poi diventa sempre più critico nei suoi confronti (come evidenziato nei versi 9-10 e 37).

  3. Qual è la scelta ideologica del poeta secondo il testo?
  4. La perdita di prestigio del poeta è vista come una scelta ideologica polemica, esprimendo irriverenza e un desiderio di libertà dall'oppressione della civiltà moderna, come indicato nel testo (v. 44).

  5. Cosa sostiene il manifesto "Il controdolore" di Palazzeschi?
  6. Nel manifesto "Il controdolore", Palazzeschi afferma che la vita è gaudio e che il dolore è una condizione romantica superata; la risata libera l'individuo dalle angosce, suggerendo che una maggiore capacità di ridere porta a una maggiore profondità umana.

  7. In che modo la poesia di Palazzeschi riflette l'estetica futurista?
  8. La poesia di Palazzeschi, in particolare "E lasciatemi divertire!", mostra una carica irridente verso la tradizione artistica, riabilitando la lingua e utilizzando giochi fonetici e scomposizioni, in linea con le esperienze futuriste di Marinetti.

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