Concetti Chiave

  • Giorgio Caproni, poeta contemporaneo, esplora temi centrali come la città di Genova e il legame profondo con la madre, Anna Picchi, nella sua poesia.
  • La poesia "Per lei" è caratterizzata da una struttura semplice di 16 versi liberi, dedicata alla figura materna, riflettendo il suo affetto sincero.
  • Caproni utilizza un linguaggio accessibile e rime "facili" per avvicinare il lettore a una dimensione familiare, mantenendo al contempo una profondità letteraria.
  • I riferimenti culturali, come quelli a Guido Cavalcanti, arricchiscono le poesie di Caproni, evidenziando la connessione tra semplicità e complessità letteraria.
  • Il poeta critica la poesia contemporanea per la sua avversione verso le rime, sottolineando l'importanza di rime chiare e semplici per trasmettere sentimenti autentici.

Indice

  1. L'influenza di Genova e della madre
  2. La poesia "Per lei" e la madre
  3. Semplicità e profondità letteraria
  4. Rime e riferimenti culturali

L'influenza di Genova e della madre

Giorgio Caproni è un poeta contemporaneo, deceduto nel 1990. La sua formazione affonda le radici sia in Dante che nei poeti del XX secolo come Ungaretti, Montale e Saba. La sua poesia si caratterizza per la presenza di due temi: la città di Genova, in cui ha vissuto quasi 70 anni, e la madre. La dimensione in salite delle strade genovesi è il simbolo della difficoltà del percorso della vita mentre alla madre egli era legato da un affetto profondo e sincero. Altri temi trasversali della sua produzione poetica sono il viaggio, la fuga e la solitudine, presenti particolarmente nella seconda fase della sua attività poetica.

La poesia "Per lei" e la madre

La poesia “Per lei” comprende un’unica strofa, composta da 16 versi liberi con rime baciate e alternate. La figura, ossia il “lei” che compare fin dal primo verso si riferisce alla madre del poeta, Anna Picchi. Appare come una donna operosa, serena, priva di tante complicazioni. Quando il poeta scrive, la donna è ormai morta, ma egli la ricorda in modo affettuoso e le dedica una lirica volutamente semplice, come semplice era lei

Semplicità e profondità letteraria

Il testo presenta un linguaggio funzionale al tema trattato: l’amore per la madre. Per questo, il poeta vuole rime che termino in -are, come quelle delle desinenze dei verbi all’infinito del 1° gruppo; si tratta di rime istintive, facile da trovare come i ricami che la donna era solita realizzare quando era più giovane. Anche il linguaggio è semplice e scorrevole. L’uso frequente di termini vezzeggiativi o diminutivi (orecchini, coralline, collanine) si avvicina alla lingua parlata; la sintassi, che rifiuta ogni ricerca retorica, è molto vicina ad una prosa lineare. Ci possiamo chiedere perché il poeta abbia operato simili scelte. L’autore desidera la semplicità del verso con una rima che evidenzi il carattere quotidiano e discorsivo del contenuto, senza artifici retorici, come erano il carattere e il comportamento della donna. Attraverso la rima insistite, il poeta forse avvicinare il lettore ad una dimensione familiare e quotidiana.

Rime e riferimenti culturali

Il poeta esprime il proprio apprezzamento per le cosiddette rime “facili”. Occorre però sottolineare, a tal proposito che la facilità e la semplicità sono in qualche modo collegate ad una dimensione letteraria più profonda. A questo proposito, è importante citare uno stralcio di un’altra poesia di G. Caproni: “Freschi come i bicchieri/furono i suoi pensieri./Per lei torni in onore la rima in cuore e amore”. (anche in questo caso il “lei” si riferisce alla madre). Qui, all’affermazione che la semplicità e la freschezza della madre devono essere cantate con rime semplici e pure, si accompagna ad un preciso riferimento culturale e letterario: “onore”, “cuore” e “amore” sono tre delle rime che chiudono ciascuna stanza di una celebre ballata di Guido Cavalcanti “Perch’i’ non spero di tornar giammai”, un autore stilnovista di cui G. Caproni era un profondo conoscitore. In tale ballata d’amore, abbiamo i versi seguenti: “ti farà molto onore”, “quando uscirà dal core”, “che fu servo d’Amore”. In sintesi si può affermare che la semplicità e la genuinità reale espressa con rime “chiare”, “vietate” e “ventilate”, cantano la memoria della madre, nascondendo, però, dei riferimenti letterari ben articolati che arricchiscono il testo.

Rime chiare, usuali = immediate, semplici

Rime vietate = vietate dalla poesia contemporanea (Futurismo, Ermetismo, ecc.) che sembra prediligere poco le rime.

Rime aperte, ventilate = ariose, piene di vita

Suoni fini = eleganti, sottili, appena percettibili

Rime coralline = richiama la semplicità naturale del colore del corallo, collegamento all’eleganza della semplicità (probabilmente la donna era solita indossare una collana di corallo)

Rime non labili = non si dimenticano facilmente, durature nel tempo, come la presenza della madre

Rime orecchiabili = rime che per la loro melodia possono essere assimilate ad un testo musicale che si possono ripetere e imparare facilmente

Rima netta = pulita, senza tanti artifici retorici, senza assonanze interne o esterne o allitterazioni. Il concetto si ricollega ai termini dell’ultimo verso (= vedi, elementari, non crepuscolari)

Nell’insieme, le rime devono acquisire il carattere di un’eleganza povera: questa è una nota polemica contro un genere di poesia caratterizzato da toni dismessi e semplici, da temi troppo intimistici e da sentimenti umili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Giorgio Caproni e la sua città natale?
  2. Giorgio Caproni ha vissuto quasi 70 anni a Genova, che rappresenta un tema centrale nella sua poesia, simboleggiando le difficoltà del percorso della vita attraverso le sue strade in salita.

  3. Come viene rappresentata la figura della madre nella poesia "Per lei"?
  4. Nella poesia "Per lei", la madre di Caproni, Anna Picchi, è descritta come una donna operosa e serena, e il poeta la ricorda affettuosamente, dedicandole una lirica semplice che riflette la sua personalità.

  5. Qual è l'importanza della semplicità nel linguaggio poetico di Caproni?
  6. Caproni utilizza un linguaggio semplice e scorrevole per esprimere l'amore per la madre, evitando artifici retorici e cercando di avvicinare il lettore a una dimensione familiare e quotidiana.

  7. In che modo Caproni integra riferimenti culturali nelle sue rime?
  8. Caproni utilizza rime "facili" per esprimere la freschezza e la semplicità della madre, ma queste rime nascondono riferimenti letterari più profondi, come quelli a Guido Cavalcanti, arricchendo il testo poetico.

  9. Qual è la critica di Caproni verso la poesia contemporanea?
  10. Caproni critica la poesia contemporanea, come il Futurismo e l'Ermetismo, per la loro avversione alle rime, sostenendo che la semplicità e l'eleganza delle rime "chiare" e "ventilate" possono esprimere sentimenti genuini e duraturi.

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