Concetti Chiave
- Odisseo, protagonista dell'Odissea, è descritto come un eroe ingegnoso che trova soluzioni brillanti, come nel caso della fuga dal gigante Polifemo.
- La sete di conoscenza di Ulisse lo porta a esplorare mondi sconosciuti, come dimostrato nel suo incontro con le sirene, da cui sfugge con cera nelle orecchie.
- Dante Alighieri presenta Ulisse come un consigliere fraudolento, condannato per aver oltrepassato i limiti di conoscenza imposti da Dio.
- La visione di Ulisse cambia da Omero a Dante: l'eroe dell'Odissea desidera tornare a Itaca, mentre per Dante la sua ambizione di sapere lo conduce alla rovina.
- Nella letteratura moderna, Ulisse è reinterpretato come un antieroe, come Leopold Bloom di Joyce, rappresentando un individuo comune in balia delle situazioni quotidiane.
Indice
L'astuzia di Odisseo
Odisseo è il protagonista del poema omerico che porta il suo nome: l’Odissea. L’autore lo descrive come l’eroe “dal multiforme ingegno” perché riesce a trovare sempre la soluzione giusta al momento giusto. Un esempio significativo è quando, prigioniero con i suoi uomini del gigante Polifemo, riesce ad uscire dall’antro buio del mostro grazie all’arguta idea di legarsi sotto la pancia delle pecore del gregge che il mostro faceva uscire tutti i giorni al pascolo. Oggi diremmo che Odisseo, meglio conosciuto col nome romano di Ulisse, è dotato di grande abilità di problem solving!
Qual è la sete di conoscenza di Ulisse?
Un altro episodio narrato da Omero è quello di come Ulisse sfugga dal canto delle sirene colando la cera fusa nelle sue e nelle orecchie della sua ciurma per non ascoltare il suono ammaliatore che li avrebbe resi schiavi degli abissi. Ma la virtù più grande di Ulisse è la sete di conoscenza che lo spinge nel suo lungo viaggio e che lo porta a confrontarsi con popolazioni sconosciute e mondi fantastici.
Ulisse secondo Dante
È Dante Alighieri a sottolineare questa caratteristica di Ulisse nel XXVI canto dell’Inferno, più precisamente nell’ottava Bolgia dell'ottavo cerchio. Però, secondo Dante, Ulisse esagera nel suo desiderio di sapere perché si spinge oltre la conoscenza concessa da Dio agli uomini e vuole andare a vedere cosa c’è oltre le Colonne d’Ercole, il confine conosciuto del mondo. Così, per Dante, Ulisse è un consigliere fraudolento: ha dato il consiglio sbagliato ai suoi compagni e, convincendoli a seguirlo nel folle volo oltre i limiti, li ha ingannati condannando se stesso e le anime dei suoi amici alla dannazione eterna.
Ulisse tra Omero e Dante
Mentre per Omero, Ulisse è l’eroe che peregrina per dieci anni nel Mediterraneo ma che, alla fine, è vinto dal desiderio di tornare a Itaca dalla moglie Penelope, dal figlio Telemaco e dal padre Anchise, per Dante, l'amore per la sua casa e la sua famiglia è inferiore rispetto all'amore per la conoscenza. Per questo, la sua barca sarà travolta dalla tempesta scagliata da Dio e si inabisserà tra le onde. Dante è molto commosso dall’incontro con Ulisse e lo ammira, ma da cristiano lo deve condannare.
Ulisse nella letteratura moderna
Nei primi dell’Ottocento, anche Foscolo nella sua poesia "A Zacinto", dedicata alla sua terra natale, Zante (isola greca), ci parla di Ulisse e dice “Ulisse baciò la sua petrosa Itaca”. Foscolo riprende la versione di Omero perché immagina l’eroe finalmente ricongiunto alla sua patria e alla sua famiglia e riversa in questo personaggio la sua ricerca di pace e il ritorno alla patria che l’ha deluso.
Nel Novecento sarà lo scrittore irlandese James Joyce a riprendere la figura di Ulisse e su questa plasmerà quella del suo antieroe Leopold Bloom. Il racconto di una giornata qualsiasi, di un uomo qualsiasi, diventa metafora del viaggio dell’umanità che, insieme agli eroi del passato, veleggia verso un ignoto futuro cercando di dare un senso alle banalità della vita quotidiana. Però Leopold, non riuscendo a governare la sua vita, è spesso in balia delle situazioni, non si oppone agli strali della sorte come Ulisse e rimane in preda alle sue paure e ai suoi tormenti. Il suo ingegno è come obnubilato dalla pigrizia, da una certa ignavia, come direbbe Dante, che lo fa accettare tutto quello che arriva nella sua vita.
Insomma, sembra che con il passare del tempo, la figura di Ulisse abbia abbandonato i connotati dell’eroe e sia diventato più umano.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale abilità di Odisseo secondo l'Odissea?
- Qual è la virtù più grande di Ulisse?
- Come viene rappresentato Ulisse da Dante Alighieri?
- Qual è la differenza tra la visione di Ulisse di Omero e quella di Dante?
- Come viene reinterpretata la figura di Ulisse nella letteratura moderna?
Odisseo è descritto come l'eroe “dal multiforme ingegno”, capace di trovare sempre la soluzione giusta al momento giusto, come dimostra la sua astuzia nel fuggire dal gigante Polifemo legandosi sotto le pecore (testo).
La virtù più grande di Ulisse è la sua sete di conoscenza, che lo spinge a intraprendere un lungo viaggio e a confrontarsi con popolazioni sconosciute e mondi fantastici (testo).
Dante rappresenta Ulisse come un consigliere fraudolento, che esagera nel suo desiderio di sapere, spingendosi oltre i limiti concessi da Dio e condannando se stesso e i suoi compagni (testo).
Per Omero, Ulisse è un eroe che desidera tornare a Itaca, mentre per Dante, il suo amore per la conoscenza supera quello per la famiglia, portandolo alla dannazione (testo).
Nella letteratura moderna, Ulisse perde i connotati dell'eroe e diventa più umano, come dimostra Leopold Bloom di James Joyce, che rappresenta un antieroe in balia delle situazioni quotidiane (testo).