Concetti Chiave

  • Rosvita, monaca sassone del IX secolo, scrisse sei drammi religiosi in latino, ispirandosi a Terenzio e affrontando il tema della castità.
  • Il teatro medievale si sviluppò a partire dalla liturgia romana, con la Messa che fungeva da rappresentazione simbolica della vita di Gesù.
  • I drammi religiosi medievali erano recitati da religiosi in chiesa, con testi che rappresentavano episodi del Vangelo e una scenografia semplice e multipla.
  • Il dramma liturgico si trasformò in dramma sacro con un aumento di personaggi e l'introduzione di effetti speciali, con rappresentazioni anche sul sagrato della chiesa.
  • Il filone laico e giocoso del teatro medievale trattava temi quotidiani e improvvisazione, ma era osteggiato dalla Chiesa, che reagiva con scomuniche e proibizioni.

Indice

  1. Rosvita e i drammi religiosi
  2. Evoluzione del teatro medioevale
  3. Drammi religiosi e scenografia
  4. Dramma sacro e confraternite
  5. Teatro laico e giullari

Rosvita e i drammi religiosi

Verso la metà del IX secolo, una monaca sassone, Rosvita, scrive, in latino, sei brevi drammi, di argomento religioso, dichiarando di essersi ispirata al commediografo Terenzio. I drammi sono tutti incentrati sul tema della castità; attingendo alle leggende dei martiri e dei santi, l’autrice dichiara di averli scritti con lo scopo di servire da storie edificanti, riservate alle altre suore e ai fedeli. L’opera di Rosvita è significativa perché dimostra una certa continuità con l’eredità classica, pur non avendo nessuna incidenza sul teatro del Medioevo.

Evoluzione del teatro medioevale

Nel Medioevo, la produzione teatrale non risente delle suggestioni del teatro classico e nemmeno si rifà ad autori esemplari: il teatro medioevale nasce dal rito religioso, secondo il processo seguente:

1) Con l’affermarsi della Chiesa di Roma, la liturgia romana si impone in tutto il mondo cattolico.

Infatti, Carlo Magno, su indicazione di papa Adriano, ordinò che tutte le chiese dell’impero adottassero la liturgia romana, mentre sacerdoti e cantori venivano inviati ovunque per insegnare i nuovi riti e le nuove cerimonie.

2) L’atto centrale della nuova liturgia è la Messa, che può essere vista come una rappresentazione simbolica della vita di Gesù.

Nella Messa possiamo anche individuare un pur marginale dialogo fra i fedeli e il celebrante.

Drammi religiosi e scenografia

3) Nella Messa cantata della Settimana Santa, la lettura del testo riguardante la Passione è affidata a tre officianti: uno che legge le parti descrittive, o voce narrante, un secondo che pronuncia le parole di Gesù Cristo e al terzo sono affidate le frasi pronunciate dagli altri personaggi.

Si tratta di una forma di drammatizzazione molto rudimentale, ma che corrisponde alle esigenze dei fedeli che non solo vogliono ascoltare, ma anche vedere

Alcuni brevi testi in latino provenienti da abbazie come Montecassino, da Sutri o da Parma, insieme al dialogo, forniscono anche indicazione sui movimenti e sulle posture che gli attori devono tenere. Sono testi teatrali che portano in scena episodi del Vangelo, la vita dei martiri e dei santi. Sono associati alle varie solennità liturgiche come Natale, Pasqua. Gli attori sono religiosi e tutto si svolge all’interno di una chiesa. I critici li definiscono “Drammi religiosi”.

A questo si aggiungono, col tempo, altri due elementi: la musica e la scenografia

Per quanto riguarda la scenografia, il tetro classico era legato all’unità di luogo per cui esso aveva una scena fissa. Invece, il dramma liturgico ha una scena multipla, cioè gli attori si spostano via via in vari luoghi, posti sulla scena, uno accanto all’altro. Per esempio, avremo la casa di Marta e Maria, la capanna di Betlemme, il deserto di Egitto, il Golgota. Questi luoghi sono indicati con dei particolari molto sommari e stilizzati: una palma per indicare il deserto, due colonne per rappresentare il palazzo di Pilato.

Dramma sacro e confraternite

Col tempo la drammatizzazione si fa più complessa: il numero dei personaggi aumenta e per mancanza di spazio, la recita ha luogo sul sagrato davanti alla chiesa. Inoltre, anche se la tematica è sempre religiosa, cominciano a sorgere delle confraternite, ossia dei gruppi regali da interessi lavorativi che si svincolano dalle strutture ecclesiastiche e sui dedicano alla drammatizzazione liturgica. La produzione cambia nome e da “Dramma liturgico” diventa “Dramma sacro”: in esso, i personaggi sono più numerosi, si ricorre ad effetti speciali.

Teatro laico e giullari

Nella produzione teatrale del Medioevo, c’è anche posto per una componente laica, giocosa e più mondana che si ricollega alle antiche forme di intrattenimento che i Romani avevano acquisito dalle altre civiltà italiche. I temi di questo filone sono: gli aspetti della vita di tutti i giorni, l’amore, la beffa, il sesso. Non mancano aspetti carnevaleschi e la presa in giro di coloro che hanno il potere. A differenza delle opere di ispirazione religiosa, i testi teatrali di questo filone sono scarsi.

Vediamone il motivo.

Nel mondo medioevale, l’attività teatrale religiosa era codificata: esisteva un testo (cfr. Donna de Paradiso di Jacopone da Todi), un accompagnamento musicale e soprattutto delle scene multiple. Non si può dire la stessa cosa dei testi appartenenti al filone giocoso. In esso non esistevano testi, ma una sorta di indicazioni generiche. Tutto si basava sulla bravura degli attori ad improvvisare, sui giochi, sulla pantomime, sulle battute che potevano anche cambiare da una recita all’altra. L’improvvisazione era realizzata dai saltatore o saltimbanchi, degli scurrae o dicitori di facezie, da bufones o comici. Il ruolo più importante era riservato al giullare che, essendo spesso in possesso di una certa cultura, non esitava a modificare o arricchire il testo, adattandolo al pubblico. Un esempio di questa produzione può essere il Contrasto di Cielo d’Alcamo o il confronto fra villani e cittadini di Matazone da Caligano.

Nei confronti del filone mondano-giocoso, la Chiesa non aveva un comportamento accondiscendente: essa reagiva con scomuniche, carcere e proibizioni. In pratica una guerra continua fra giullari, buffoni e attori da un lato e Chiesa, oggetto principale dei loro attacchi, dall’altro.

Da sottolineare, infine, che il filone gioco era un modo per reagire con un sano divertimento alla fatica del vivere di tutti i giorni e soprattutto per reagire alla paura del peccato.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Chi è Rosvita e quale è il suo contributo al teatro religioso?
  2. Rosvita è una monaca sassone che, nel IX secolo, scrisse sei drammi religiosi in latino, ispirandosi a Terenzio. I suoi drammi, incentrati sulla castità e basati su leggende di martiri e santi, erano destinati a servire da storie edificanti per le suore e i fedeli.

  3. Chi è Rosvita e quale è il suo contributo al teatro religioso?
  4. Rosvita è una monaca sassone del IX secolo che scrisse sei drammi religiosi in latino, ispirandosi a Terenzio. I suoi drammi, incentrati sulla castità e basati su leggende di martiri e santi, erano destinati a ispirare le suore e i fedeli, dimostrando una continuità con l'eredità classica.

  5. Qual è l'origine del teatro medioevale?
  6. Il teatro medioevale nasce dal rito religioso, con l'affermarsi della liturgia romana imposta da Carlo Magno, che trasformò la Messa in una rappresentazione simbolica della vita di Gesù, introducendo un dialogo fra i fedeli e il celebrante.

  7. Qual è l'origine del teatro medioevale?
  8. Il teatro medioevale nasce dal rito religioso, con l'affermazione della liturgia romana imposta da Carlo Magno, che trasformò la Messa in una rappresentazione simbolica della vita di Gesù, introducendo un dialogo tra i fedeli e il celebrante.

  9. Come si svolgevano i drammi religiosi durante la Messa?
  10. Nella Messa cantata della Settimana Santa, la Passione era drammatizzata da tre officianti che leggevano parti diverse, rispondendo alle esigenze dei fedeli di ascoltare e vedere, con testi che indicavano anche movimenti e posture.

  11. Come si svolgevano i drammi religiosi durante la Messa?
  12. Nella Messa cantata della Settimana Santa, la Passione era drammatizzata da tre officianti che leggevano parti diverse, rispondendo alle esigenze dei fedeli di ascoltare e vedere, con testi che indicavano anche movimenti e posture degli attori.

  13. Qual è la differenza tra dramma liturgico e dramma sacro?
  14. Il dramma liturgico, inizialmente semplice, si evolve in dramma sacro con un numero maggiore di personaggi e l'uso di effetti speciali, mentre le confraternite iniziano a dedicarsi alla drammatizzazione liturgica, svincolandosi dalle strutture ecclesiastiche.

  15. Quali sono le differenze tra dramma liturgico e dramma sacro?
  16. Il dramma liturgico, inizialmente semplice, si evolve nel dramma sacro, caratterizzato da un numero maggiore di personaggi e effetti speciali, con la recita che si sposta all'esterno della chiesa e coinvolge confraternite che si dedicano alla drammatizzazione.

  17. Qual è il ruolo del teatro laico nel Medioevo?
  18. Il teatro laico, caratterizzato da temi quotidiani e carnevaleschi, si differenzia da quello religioso per la mancanza di testi codificati, basandosi sull'improvvisazione di giullari e attori, e affrontava la Chiesa con satira e critica, suscitando reazioni avverse.

  19. Qual è il rapporto tra il teatro laico e la Chiesa nel Medioevo?
  20. Il teatro laico, che trattava temi quotidiani e satirici, era mal visto dalla Chiesa, che reagiva con scomuniche e proibizioni, creando una continua tensione tra giullari e attori da un lato e l'istituzione ecclesiastica dall'altro.

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