Concetti Chiave
- Il sonetto di Rustico Filippi, scritto nel XIII secolo, introduce uno stile comico-realistico che sfida le convenzioni della poesia cortese.
- Il tema centrale è il disprezzo della carne e la caducità della bellezza umana, rovesciando l'idealizzazione femminile tipica dell'epoca.
- L'autore enfatizza gli aspetti repellenti della vecchia, creando un effetto di repulsione che provoca il fuggi generale delle persone attorno a lei.
- Il carattere comico si basa sul ribaltamento dei sensi, focalizzandosi sull'odorato invece che sulla vista, come avviene nelle opere di Dante e Cavalcanti.
- La conclusione del sonetto allude all'astuzia delle volpi, trasformando la vecchia in un simbolo del bestiario medievale attraverso il suo odore nauseabondo.
Dovunque tu vada [sembra che tu porti] un cesso con te,
o sudiciona vecchia puzzolente,
che chiunque ti si avvicina
si tappa il naso e scappa via subito
Nelle gengive, i tuoi denti producono tanto tartaro
da intasare l’alito fetido;
i sedili dei cessi sembrano fatti di aromatico legno di cipresso
se paragonati al tuo fetore, da tanto che è puzzolente
Tanto che sembra che si scoperchino mille tombe
quando apri bocca; perché non crepi
o ti rinchiudi, affinché la gente non senta più il tuo puzzo?
Perché tutto il mondo ha paura di te:
io credo che in corpo ti figlino le volpi
da tanto lezzo che ne esce fuori, o sozza cavalla.
Indice
Che cosa caratterizza lo Stile di Rustico Filippi?
Il sonetto è stato scritto nella seconda metà del XIII secolo. L’autore, Rustico Filippo era figlio di Filippo di Rustico. Ai suoi tempi, egli era una persona in vista, politicamente un ghibellino, tanto è vero che Brunetto Latino gli dedicò una sua opera. Egli mette a punto uno nuovo stile poetico: il comico-realistico che in seguito avrà un grande sviluppo. Basti pensare all’uso che ne farà Dante nella tenzone con Forese Donati oppure nello stesso Inferno nei passi più grotteschi.
Temi del Sonetto
Il tema del sonetto potrebbe apparire come tipicamente medioevale poiché si configura come disprezzo della carne e riflessione sulla caducità della bellezza umana, che per altro, si ritrova anche in Ovidio e Giovenale. Tuttavia, essendo stato scritto nel Duecento esso può essere interpretato anche come un rovesciamento consapevole della bellezza femminile, uno dei temi fondanti della letteratura cortese.
Rovesciamento della Bellezza
In questo ritratto di vecchia, l’autore insiste molto sugli aspetti più repellenti; essa puzza terribilmente e provoca repulsione in chiunque incontri per strada (in questo aspetto è molto chiaro il ribaltamento rispetto alle dame celebrate dai poeti del dolce Stil Novo). Lo scrittore vive nell’epoca della civiltà cortese e del fin’amor provenzale; per questo motivo egli ha in mente questo tipo di donna, di cui vuole intenzionalmente rovesciare l’immagine. D’altra parte, la poesia cortese non ci dà mai ritratti particolareggiati della donna amata e cantata dai suoi poeti; è una poesia che descrive soprattutto gli effetti che la presenza della donna amata crea nel cuore del poeta-amante. Questo è ciò che accade, ma alla rovescia, nel sonetto di Rustico Filippi. Non si tratta della descrizione dettagliata dell’aspetto repellente della donna, quanto piuttosto dell’effetto che essa suscita intorno a lei. Ovviamente non è un effetto di meraviglia o di incanto come la donna nella letteratura cortese, ma un effetto di schifo che porta ad un fuggi generali di tutti coloro che casualmente le si avvicinano (e forse anche la morte, per questo, non le si avvicina).
Carattere Comico e Sensi
Il carattere comico del componimento si basa anche sul rovesciamento dei sensi rispetto al modello positivo della donna nella letteratura provenzale o del dolce Stil Novo. In Dante o in Cavalcanti il senso per eccellenza coinvolto è la vista ed è attraverso gli occhi che Amore scaglia le sue frecce e spesso si parla di “apparizione” della donna. In questo caso, invece, il senso coinvolto è l’odorato perché il ritratto è tutto costruito sul puzzo emanato dalla donna il cui corpo è in disfacimento (molti termini appartengono al campo semantico dell’odorato: puzzolente, turarsi il naso, alito putente, fragor, repente, senta, lezzo
Allusione alla Volpe
Alla fine del sonetto, il poeta scrive che la vecchia puzza tanto da far credere che nel corpo si annidi una volpe. Questa affermazione deve essere spiegata perché per noi moderni è incomprensibile. Nel Medio Evo, come del resto anche in epoca moderna, le volpi sono molto astute. Nel Medio Evo pero, si credeva che l’animale, nella sua astuzia, era solito sporcarsi con ciò che restava delle carogne degli altri animali per assumerne l’odore nauseabondo e quindi far credere che era morta. Questa allusione trasforma la vecchia in una sorta di elemento del bestiario medioevale.
1) Che effetto provoca la vecchia nei confronti di chi le sta vicino?
2) Perché nella seconda terzina il poeta scrive che sembra che nel corpo della donna si annidino le volpi?
3) Quali sono i termini che appartengono alla sfera semantica dell’olfatto?
4) Fornire la spiegazione delle similitudini presenti, rispettivamente alla fine della seconda quartina e all’inizio della prima terzina.
Domande da interrogazione
- Qual è l'effetto che la vecchia provoca in chi le si avvicina?
- Perché il poeta menziona le volpi nel corpo della donna?
- Quali termini nel sonetto appartengono alla sfera semantica dell'olfatto?
- Qual è il significato delle similitudini presenti nel sonetto?
- In che modo il sonetto di Rustico Filippi rovescia la concezione della bellezza femminile?
La vecchia provoca repulsione in chiunque le si avvicini, tanto che le persone si tappano il naso e scappano via subito, a causa del suo alito fetido e del suo odore nauseabondo.
Il poeta allude alle volpi per sottolineare l'astuzia e la sporcizia dell'animale, suggerendo che la vecchia puzza così tanto da far credere che nel suo corpo si annidino volpi, un'immagine che trasforma la donna in un elemento del bestiario medievale.
I termini che appartengono al campo semantico dell'olfatto includono "puzzolente", "alito fetido", "lezzo" e "turarsi il naso", evidenziando il forte odore emanato dalla vecchia.
Alla fine della seconda quartina, la similitudine con le tombe scoperchiate evidenzia l'orribile puzzo della vecchia, mentre all'inizio della prima terzina si sottolinea l'idea che la sua presenza provoca un effetto di schifo, rovesciando l'immagine idealizzata della donna nella poesia cortese.
Il sonetto rovescia la concezione della bellezza femminile descrivendo in modo dettagliato gli aspetti repellenti della vecchia, contrastando con l'idealizzazione delle donne nella letteratura cortese, e creando un effetto di schifo anziché di meraviglia.