Concetti Chiave
- Rustico Filippo, poeta fiorentino attivo tra il 1230 e il 1300, si distingue per l'uso del dialetto e forme popolari nelle sue opere.
- Le sue poesie contengono satira contro i guelfi e critiche a figure politiche attraverso descrizioni esagerate dei personaggi.
- Il sonetto di Aldobrandino presenta un tradimento con ironia, in cui la moglie induce il marito a restituire un indumento all'amante.
- L'ironia emerge nel testo, dove il tradimento è paragonato a un atto di gentilezza, ridicolizzando il marito per la sua vergogna.
- La moglie appare manipolativa, cercando di tranquillizzare il marito e minimizzare lo scandalo legato al tradimento.
Rustico Filippo e il contesto storico
Questo testo è di Rustico Filippo, un poeta vissuto a Firenze intorno al 1230-1300. Non sappiamo nulla di lui, se non che era un ghibellino di una famiglia borghese di Firenze. Il suo linguaggio ricorre spesso al dialetto e anche alle forme popolari.
Satira e tradimento
In alcune sue poesie troviamo delle invettive contro i guelfi oppure con la sua satira si scaglia contro personaggi politici che non sono chiaramente identificabili. Di solito descrive i suoi personaggi in forme decisamente esagerate. In questo caso è una satira contro un personaggio che non sappiamo bene chi sia. La moglie riesce a tradirlo con grande disinvoltura e addirittura lo manda dall’amante a riportargli un indumento che l’amante ha dimenticato a casa sua. Notiamo che si tratta di un sonetto, quindi anche lo schema metrico scelto è quello tipico della poesia stilnovistica.
Il sonetto di Aldobrandino
Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso(1) suo a Pilletto,
ch’egli è tanto cortese fante e fino(2)
che creder non déi ciò che te n’è detto(3).
Il corpetto di Pilletto
O mio dolce marito Aldobrandino, restituisci ormai il suo corpetto a Pilletto, poiché egli è un giovane tanto cortese e gentile,
che non devi credere a ciò che ti si dice di lui.
1. Farso: è un indumento che si indossava sopra la camicia, e di solito si toglieva solo quando ci si spogliava.
2. Fino: rimanda in maniera satirica all’amore fino, che raffina, della poesia provenzale. È la parodia dell’amore cortese. Là c’era l’amore che raffinava l’uomo: nessuno poteva pensare qualcosa di malvagio di fronte alla donna, qua è l’amante ad essere fine.
“cortese fante e fino” è un iperbato: si sottolinea la grande intelligenza e gentilezza dell’amante rispetto al marito, anche se alcuni critici alludono invece alle sue qualità amatorie.
3. “creder… detto”: qui è la moglie che parla e vuole indurre il marito a non credere ad un suo tradimento con Pilletto e addirittura a restituirgli il corpetto dimenticato.
Vergogna e ironia
E no star tra la gente a capo chino,
ché non se’ bozza(4), e fòtine disdetto;
ma sì come amorevole(6) vicino
co noi venne a dormir nel nostro letto(5).
E non andare in mezzo alla gente con il capo chino (per la vergogna),
perché tu non sei cornuto, e io te ne faccio smentita; ma Pilletto venne a dormire con noi nel nostro letto come un vicino affezionato
4. Bozza: non sei cornuto, non hai le bozze, i bernoccoli sulla testa
5. “Venne … letto”: l’espressione potrebbe essere intesa come venne a farci visita (probabilmente era un modo di dire popolare), ma contiene un evidente doppio senso
6. Amorevole: anche quest’aggettivo presenta un doppio senso).
Gentilezza o tradimento?
Rimanda il farso ormai, più no il tenere,
ch’e’ mai non ci verrà oltre tua voglia,
poi che n’ha conosciuto il tuo volere.
Restituisci ormai il corpetto, non tenerlo più, dato che egli non verrà più qui contro la tua voglia, ora che ha conosciuto la tua volontà.
La donna presenta il tradimento quasi come una gentilezza che Pilletto ha voluto fare ad Aldobrandino, e che egli non ha saputo apprezzare.
Silenzio e ironia finale
Nel nostro letto già mai non si spoglia.
Tu non dovéi gridare, anzi tacere:
ch’a me non fece cosa ond’io mi doglia.
Non si spoglierà più nel nostro letto.
Tu non dovevi gridare, anzi "dovevi" tacere, poiché Pilletto non mi ha fatto nulla di cui io possa lamentarmi.
Prima lo rimprovera per lo scandalo inutilmente sollevato, poi c’è un’ultima allusione ironica: Pilletto non le ha fatto nulla di cui si possa lamentare.
Domande da interrogazione
- Chi era Rustico Filippo e qual è il suo contesto storico?
- Qual è il tema principale delle poesie di Rustico Filippo?
- Qual è il significato del sonetto dedicato ad Aldobrandino?
- Come viene rappresentato il tradimento nella poesia di Rustico Filippo?
- Qual è l'atteggiamento della moglie nei confronti del marito e del tradimento?
Rustico Filippo era un poeta fiorentino vissuto tra il 1230 e il 1300, noto per il suo linguaggio che incorpora dialetto e forme popolari. Era un ghibellino di una famiglia borghese, ma di lui si conosce poco altro.
Le poesie di Rustico Filippo affrontano temi di satira e tradimento, spesso prendendo di mira i guelfi e personaggi politici non identificabili, utilizzando esagerazioni per descrivere i suoi soggetti.
Il sonetto è una satira in cui la moglie di Aldobrandino lo esorta a restituire un indumento all'amante Pilletto, cercando di minimizzare il tradimento e presentandolo come un gesto di cortesia.
Il tradimento è presentato con ironia e ambiguità, dove la moglie descrive l'amante come un "cortese fante", suggerendo che il tradimento possa essere visto come un atto gentile piuttosto che disonorevole.
La moglie sembra minimizzare la situazione, esortando il marito a non vergognarsi e a tacere, affermando che Pilletto non le ha fatto nulla di cui lamentarsi, evidenziando un'ironia profonda nel suo discorso.