Concetti Chiave
- La creazione di Messerin da parte di Dio rappresenta un'ironia, poiché il risultato suscita stupore per le deformità anziché per la bellezza.
- Il sonetto capovolge le convenzioni poetiche dell'epoca, descrivendo l'aspetto deforme di Messerin in contrasto con la celebrazione della bellezza femminile.
- Messerin è descritto con caratteristiche di animali come un anatroccolo, una giraffa e un corvo, evidenziando le sue deformità e limitate capacità intellettuali.
- La struttura del sonetto è circolare e simmetrica, iniziando e concludendosi con Dio, mentre la parte centrale si concentra sulla descrizione di Messerin.
- Il termine "meraviglia" ha un duplice significato, riferendosi sia alla bellezza che all'orribile, accentuando l'ironia nella rappresentazione di Messerin.
Indice
La creazione di messer Messerin
Quando Dio messer Messerin fece
ben si credette far gran maraviglia,
ch’ucello e bestia ed uom ne sodisfece,
ch’a ciascheduna natura s’apiglia:
ché nel gozzo anigrottol contrafece,
e ne le ren giraffa m’asomiglia,
ed uom sembia, secondo che si dice,
ne la piagente sua cera vermiglia.
Ancor risembra corbo nel cantare,
ed è diritta bestia nel savere,
ed uomo è sumigliato al vestimento.
Quando Dio il fece, poco avea che fare,
ma volle dimostrar lo suo potere:
sì strana cosa fare ebbe in talento.
Descrizione di messer Messerin
Quando Dio creò il signor Messerino,
pensò di fabbricare una cosa tale da destare stupore;
perché con lui, dette soddisfazione a tre nature: l’uccello, le bestie, l’uomo
in quanto partecipa alla natura di tutti e tre (Questo significa che l’uomo era un miscuglio di elementi diversi)
perché nel gozzo [Dio] imitò l’anatroccolo (Messerino aveva un gozzo degno della peggiore caricatura tale da sembrare un’imitazione esagerata di quella di un anatroccolo)
e nei fianchi assomiglia ad una giraffa (Quindi, l’uomo era esageratamente alto)
ha le sembianze di un uomo, stando a quello che si dice,
ma solo nel volto, paonazzo come quello degli ubriachi (Il verso “ne la piagente sua cera vermiglia” richiama il tono della poesia amorosa tipica della scuola siciliana ed è l’aggettivo finale “vermiglia” che trasforma la frase in una presa di giro. Nella letteratura cortese, la “piagente cera vermiglia” è un attributo della donna amata che invece, qui, con un tono a parodia è posto in relazione col colore paonazzo degli alcolizzati)
Inoltre, quando canta è simile ad un corvo (= la sua voce è sgradevole e gracchiante)
e per quanto riguarda le capacità intellettuali è, senza mezzi termini, una vera e propria bestia,
e nel modo di vestire assomiglia ad un uomo.
Quando Dio lo creò, pur non avendo nulla da fare,
volle dimostrare la sua potenza;
ebbe l’idea di voler creare una cosa così strana.
Ironia e struttura del sonetto
Pare che il sonetto si riferisca ad un certo Albizzo de’ Caponsacchi, che veniva chiamato signor Messerino.
Il sonetto si incentra tutto sull’aspetto deforme dell’uomo, capovolgendo così la tendenza della poesia dell’epoca, tesa a descrivere la bellezza e la delicatezza della donna. Tutto il sonetto costituisce un’ironia: Messerino appare una “meraviglia” (cfr.1) ma questo termine ha un duplice significato: può riferirsi a cosa estremamente bella ed armonia e che, quindi, risulta meravigliosa agli occhi di chi la osserva, ma si può rapportare anche a qualcosa di orribile e di raccapricciante e che questo, desta stupore.
Il sonetto, dal punto di vista formale, è circolare e simmetrico: si apre con la figura di Dio che sta creando Messerino e si chiude sempre con l’immagine di Dio, intento a creare Messirino con l’obiettivo di dimostrare quanto era in suo potere. La parte centrale è riservata la descrizione della figura di Messerino e delle sue deformazioni che, con le similitudini, è avvicinato agli animali (il corvo, la giraffa, l’anatroccolo), con riferimento, però all’esaltazione tipica della letteratura cortese; ed è da questo che nasce la comicità. Da notare anche come nei versi centrali, troviamo lo stesso concetto della somiglianza che si ripete più volte, ricorrendo a termini che si somigliano quali: m’assomiglia, , è somigliato, sembia, risembra, il tutto accentuato da figure retoriche come la similitudine e il chiasmo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della creazione di Messerin da parte di Dio?
- In che modo il sonetto di Messerin capovolge le convenzioni poetiche dell'epoca?
- Quali elementi caratterizzano l'aspetto fisico di Messerin?
- Come viene utilizzata l'ironia nel sonetto?
- Qual è la struttura formale del sonetto e il suo significato?
La creazione di Messerin rappresenta un mix di tre nature: uccello, bestia e uomo, evidenziando la potenza divina e l'assurdità della sua forma (come descritto nel testo).
Il sonetto rovescia la tendenza a celebrare la bellezza femminile, presentando invece un personaggio deformato e grottesco, suscitando ironia e stupore (come indicato nel testo).
Messerin ha un gozzo simile a un anatroccolo, fianchi che ricordano una giraffa e un volto paonazzo, che lo rendono una figura comica e parodistica (come descritto nel testo).
L'ironia emerge dal termine "meraviglia", che può riferirsi sia a qualcosa di bello che a qualcosa di orribile, creando un contrasto tra l'aspettativa e la realtà di Messerin (come spiegato nel testo).
Il sonetto ha una struttura circolare e simmetrica, iniziando e finendo con Dio, e riservando la parte centrale alla descrizione di Messerin, accentuando la comicità attraverso similitudini e ripetizioni (come evidenziato nel testo).