Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il sonetto presenta una donna infedele che cerca di rassicurare il marito Aldobrandino riguardo le voci sulla sua infedeltà.
  • Pilletto è descritto come un giovane amante educato che ha avuto un rapporto con la donna, dimenticando il suo farsetto nel letto coniugale.
  • L'ironia emerge dal linguaggio allusivo e disinvolto, suggerendo al lettore la verità dei fatti mentre la donna minimizza l'accaduto.
  • L'effetto comico è creato tramite un discorso persuasivo e situazioni paradossali, simili a quelle delle novelle di Boccaccio.
  • Il linguaggio combina termini quotidiani e riferimenti alla letteratura cortese, contribuendo a un tono umoristico e ironico che coinvolge il lettore.

Oi dolce mio marito Aldobrandino,

rimanda ormai il farso suo a Pilletto,

ch’egli è tanto cortese fante e fino

che creder non déi ciò che te n’è detto.

E no star tra la gente a capo chino,

ché non se’ bozza, e fòtine disdetto;

ma sì come amorevole vicino

con noi venne a dormir nel nostro letto.

Rimanda il farso ormai, più no il tenere,

ch’e’ mai non ci verrà oltre tua voglia,

poi che n’ha conosciuto il tuo volere.

Nel nostro letto già mai non si spoglia.

Tu non dovéi gridare, anzi tacere:

ch’a me non fece cosa ond’io mi doglia.

Rimanda il farsetto a Pilletto

Oh Aldobrandino, dolce mio marito,

restituisci pure il farsetto a Pilletto;

Il comportamento di Pilletto

è un giovane tanto educato e perfetto amante

che non devi credere a ciò che è stato detto di lui.

E non te ne stare in mezzo alla gente con la testa bassa [per la vergogna]

perché non sei cornuto e te ne faccio smentita [te lo dimostro];

egli, come un vicino di casa pieno di premure,

venne a dormire con noi nel nostro letto.

Ormai, rimanda indietro il tuo farsetto, non lo tenere più,

poiché [Pilletto] non verrà più [nel nostro letto] contro il tuo desiderio,

dal momento che egli ha conosciuto la tua volontà.

Nel nostro letto non si spoglierà mai più!

Tu non devi adirarti [gridare per l’ira], anzi devi tacere,

perché a me non fece alcuna cosa di cui mi debba lamentare.

La questione amorosa toscana

Il sonetto è un esempio tipico di descrizione di una questione amorosa nella lirica di tipo realistico-giocoso che ha caratterizzato la Toscana nel XIII e XIV secolo.

Non è il poeta che parla, bensì la donna infedele che si rivolge al marito cornuto, Aldobrandino per convincerlo che le dicerie sulla sua infedeltà sono false.

Effetto comico e linguaggio

Il sonetto ha un notevole effetto comico, ottenuto tramite un discorso molto disinvolto e persuasivo che ci fa pensare ad una novella del Boccaccio. Il giovanotto intraprendente ha avuto un rapporto sessuale con la donna ed ha dimenticato il farsetto, un indumento che di solito non si toglie quando si fa visita a qualcuno e la cui presenza costituisce una prova dell’accaduto.

Il linguaggio ha un significato letterale ed allusivo. Il primo è rivolto al marito affinché si tranquillizzi e non dia retta alle dicerie che corrono. Il secondo, costruito sui doppi sensi, è rivolto al pubblico il quale, col progredire della lettura del sonetto, capisce bene come sono andate le cose. Infatti, il lettore arriva a convincersi che il fatto è successo nel letto della coppia, e che il giovanotto è molto esperto nell’arte amatoria (altro che amorevole vicino), e con ironia, apprendiamo che egli pensava che Aldobrandino non avesse nulla in contrario.

Ironia e consenso della donna

La frase finale pronunciata dalla donna ”a me non fece cosa ond’io mi doglia” è particolarmente realistica ed ironica perché il giovanotto non ha arrecato nulla alla donna di cui essa si possa lamentare, il che significa che ciò che il giovanotto ha fatto ha sempre avuto il consenso della donna e le ha creato piacere.

Lo stile comico ed umoristico deriva dall’uso di termini concreti tratti dalla vita quotidiani: farso, bozza, amorevole, vicino, letto, spoglia e dallo’uso ironico di termini tradizionali che ci riportano alla letteratura cortese come fino, cortese fante

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema principale del sonetto?
  2. Il sonetto affronta una questione amorosa in modo realistico e giocoso, con la donna che cerca di convincere il marito Aldobrandino della sua infedeltà, sostenendo che le dicerie su di lei sono false.

  3. Come si caratterizza il linguaggio utilizzato nel sonetto?
  4. Il linguaggio è sia letterale che allusivo; il primo si rivolge al marito per tranquillizzarlo, mentre il secondo, ricco di doppi sensi, coinvolge il pubblico nel comprendere la verità dietro le parole della donna.

  5. Qual è l'effetto comico del sonetto?
  6. L'effetto comico deriva da un discorso disinvolto e persuasivo, simile a una novella del Boccaccio, in cui la donna giustifica la presenza del farsetto dimenticato dal giovane amante, suggerendo un incontro amoroso.

  7. In che modo la donna cerca di rassicurare il marito?
  8. La donna rassicura Aldobrandino dicendo che non deve vergognarsi e che il giovane Pilletto non verrà più nel loro letto, sottolineando che non ha subito alcun torto da parte sua.

  9. Qual è il significato dell'ironia finale del sonetto?
  10. L'ironia finale, in cui la donna afferma che il giovane non le ha fatto nulla di cui lamentarsi, implica che le sue azioni erano consensuali e piacevoli, rivelando un sottile gioco di complicità tra i personaggi.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community