Concetti Chiave
- L'epica catalana presenta tracce di composizioni storiche perdute, evidenziando il fenomeno della "prosificazione" dei cantari.
- In Castiglia, il Cid emerge come capolavoro dell'epica, con caratteristiche specifiche e una fioritura indipendente dalla tradizione francese.
- Il "Cantar de mio Cid" è composto da tre gesta, che narrano l'esilio dell'eroe, le sue imprese e gli eventi familiari, riflettendo l'intolleranza cristiana.
- Altri cantari significativi includono il "Cantar de Sancho II" e il "Cerco de Zamora", che trattano eventi antecedenti al Cid.
- I soggetti epici come i "Siete infantes de Sales" e Bernardo del Carpio sono noti per le loro tematiche di crudeltà e orgoglio castigliano.
L'epica catalana e la prosificazione
L’epica nella penisola iberica. Sguardo d’insieme: in Catalogna, dove la lingua romanza di cultura fu a lungo il provenzale, vi sono tracce di composizioni epiche perdute, su temi di storia contemporanea, rilevate nelle opere di quei cronisti che sono la prima gloria della prosa catalana; è il fenomeno della “prosificazione” dei cantari epici.
L'epopea castigliana e il Cid
In Castiglia, invece, ebbe luogo una vera e propria affermazione dell’epica: trapianto precoce di quella oitanica. Si pervenne via via ad identificare nel Cid il capolavoro superstite di una fioritura parallela a quella francese, fioritura però perduta. Dai frammentari dati in nostro possesso, possiamo dedurre che l’epopea castigliana sia stata folta, che abbia conservato tratti arcaici della tradizione francese, che sia stata però sostanzialmente indipendente da quella francese e che abbia avuto i suoi caratteri specifici.
Il tesoro dell’epopea castigliana si riduce a due testi quasi completi, il “Cantar de mio Cid” e le “Mocedades de Rodrigo”.
Quali sono le gesta del Cantar de mio Cid?
Il “Cantar de mio Cid”: un solo codice trecentesco, oggi a Madrid, ci ha tramandato il testo di questo cantare. Si compone di tre parti, o gesta, e ha delle mutilazioni non gravi. L’inizio presenta il Cid e la sua masnada, esiliati da re Alfonso. Il cantare primo o del destierro (esilio) narra le imprese dell’eroe specie a danno dei mori, e del suo progressivo acquisto di fortuna e potere. E’ da ricordare che, in tempi di riconquista, il poema è portavoce dell’intolleranza cristiana.
Gli altri due cantari, de las bodas (nozze delle figlie del Cid) e della afrenta de Corpus (dell’offesa), benché contengano ancora episodi d’arme, vertono piuttosto su episodi della vita familiare; delle nozze con gli Infantes de Carriòn, esponenti dell’antica nobiltà avversa al Cid e al loro successivo sfregio sulle spose.
Il Cid, nella sua ascesa sociale fuori dai confini, può ricordare Guillaume d’Orange.
Altri cantari e soggetti epici
Il Cantar de Sancho II (successivo) e il Cerco de Zamora evocavano eventi precedenti al Cid.
Cantari su temi diversi: il soggetto che dispone di maggior fascino è quello dei “Siete infantes de Sales” (forse dell’inizio dell’XI secolo), rappresentazione di grande crudeltà, fondata sull’orrore del sangue. Menèndez Pidal ricostruì, a partire dalle prosificazioni più fedeli, circa 550 versi di una redazione tarda.
Altro soggetto attraente è quello di Bernardo del Carpio, eroe dell’orgoglio casigliano, sia che esso originariamente si battesse a fianco di Carlomagno contro i musulmani, sia che si opponesse all’invasione francese.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della prosificazione nell'epica catalana?
- Qual è il capolavoro dell'epica castigliana e quali sono le sue caratteristiche?
- Quali sono le tre parti del "Cantar de mio Cid" e i loro temi principali?
- Quali altri cantari epici sono menzionati e quali temi trattano?
La prosificazione nell'epica catalana si riferisce al fenomeno in cui le composizioni epiche, originariamente in forma di cantari, vengono trasformate in prosa. Questo processo è evidenziato nelle opere dei cronisti catalani, che rappresentano la prima gloria della prosa catalana.
Il capolavoro dell'epica castigliana è il "Cantar de mio Cid", che, insieme alle "Mocedades de Rodrigo", rappresenta il tesoro dell'epopea castigliana. Questa epica ha tratti arcaici della tradizione francese, ma è sostanzialmente indipendente e presenta caratteri specifici.
Il "Cantar de mio Cid" si compone di tre parti: il cantare del destierro, che narra le imprese dell'eroe in esilio; il cantare delle bodas, che si concentra sulle nozze delle figlie del Cid; e il cantare della afrenta de Corpus, che tratta dell'offesa subita. Mentre il primo è incentrato sulle battaglie, gli altri due si focalizzano sulla vita familiare.
Oltre al "Cantar de mio Cid", si menzionano il "Cantar de Sancho II" e il "Cerco de Zamora", che evocano eventi precedenti al Cid. Inoltre, il soggetto dei "Siete infantes de Sales" e quello di Bernardo del Carpio sono evidenziati, con temi di grande crudeltà e orgoglio castigliano, rispettivamente.