Concetti Chiave
- L'arte medievale è vista come un mezzo per avvicinarsi a Dio, riflettendo la bellezza divina attraverso le bellezze terrene.
- Esiste una corrente di pensiero che considera l'arte incompatibile con i principi cristiani, negandole ogni valore educativo.
- L'arte può avere valore se promuove contenuti morali, fungendo da strumento per l'educazione al bene, pur partendo da una concezione edonistica.
- Con la laicizzazione della letteratura, emergono tematiche profane come politica e amore, ampliando il pubblico e le finalità dell'arte.
- Petrarca e Boccaccio vedono l'arte come un mezzo di consolazione e conoscenza, contribuendo alla gloria profana e all'immortalità laica, ma sempre in tensione con l'etica cristiana.
Indice
Le idee estetiche medievali
Le idee estetiche durante il Medioevo possono essere ricondotte a tre filoni:
1) L’arte era una sorta di scala che conduceva verso Dio. L’arte era contemplazione delle cose belle che troviamo in natura che a loro volta costituiscono un mezzo per accedere alla bellezza del Creatore, visto che ogni bellezza terrena non è altro che il riflesso di quella divina.. Questa è una concezione che si ispira ai principi del misticismo neoplatonico, una corrente filosofica del III secolo d.C.
2) L’arte è incompatibile con gli insegnamenti della religione cristiana, una concezione molto rigorista che nega ogni valore all’arte. Essa si ispira al pensiero di Platone secondo il quale i poeti non hanno alcun diritto di far parte della sa repubblica delle idee.
L'arte come educazione morale
3) L’arte può avere un valore se presenta contenuti morali ed edificanti, cioè delle tematiche tali da fornire insegnamenti morali ai fedeli, anche tramite raffigurazioni allegoriche. Questa è un concetto che assegna all’arte lo scopo di educare al bene, fondato, però, su di una nozione edonistica secondo cui l’arte, di per sé, è piacere. Infatti, il punto di partenza è l’idea secondo la quale l’arte è irrazionale e con un valore negativo perché si allontana dall’etica cristiana. Tuttavia, essa può acquistare una rilevanza positiva purché lo scopo sia edificante.
La terza teoria era la più diffusa nel Medioevo. In pratica l’arte era vista come una sorta di attrattiva in grado di rendere accettabile ad un pubblico che della filosofia non ha alcuna cognizione, un insegnamento morale molto severo. Per spiegare meglio questa teoria, gli studiosi ricorrono all’immagine della tazza il cui bordo e cosparso di miele, ma che contiene une medicina molto amara, ma utile per guarire il malato (ossia il peccatore).
La laicizzazione della letteratura
Fintanto che la cultura rimase dominata dalla Chiesa, non ci furono alternative a queste tre teorie. La situazione cambia verso il basso Medioevo quando il pubblico si amplia, gli intellettuali non sono più soltanto chierici e si diffonde meno rigorismo. Quando compare la prima letteratura volgare, gli scrittori si rivolgono alla letteratura con un atteggiamento differente assegnando ad esso non più soltanto uno scopo edificante.
Ricompaiono allora le tematiche profane come la politica, la guerra e soprattutto l’amore, presenti in ogni genere letterario.
Il genere che prima di ogni altro testimonia questo processo tematico di laicizzazione è la lirica con il tema dell’amor cortese e con la novelle nasce qualcosa di simile. Un esempio molto significativo ci è fornito dal Novellino, il cui autore non esita a precisare che pur ponendosi lo scopo di edificare lo spirito secondo gli insegnamenti cristiani, si pone anche l’obiettivo di rallegrare il corpo.
Nel Novellino, l’autore di prefigge scopi diversi dai soliti a cui si era abituati. Il quadro culturale di riferimento è sempre costituito dall’etica cristiana, ma ora, il narratore, nel pensare che ciò non dispiaccia a Dio si propone non solo di edificare, ma anche di rallegrare il corpo, ossia di raggiungere il benessere fisico ridendo e divertendosi. Pertanto, il lettore può essere intrattenuto piacevolmente e nel contempo impartirgli insegnamenti profani quali il sapersi comportare bene in società, il saper parlare bene.
Il ruolo dell'arte secondo Petrarca e Boccaccio
Più tardi, Petrarca e il Boccaccio arriveranno ad affermare che l’arte può avere anche il ruolo di consolare gli afflitti per poter proporre un momento di sollievo alle consuete preoccupazioni del vivere quotidiano. Boccaccio cerca di raggiungere questo scopo con il riso, mentre Petrarca ricorre ad una forma poetica particolare e ad uno stile armonioso.
L’arte è anche vista come mezzo per conoscere l’uomo nella sua dimensione interiore (Petrarca) o nei suoi rapporti sociali come fa Boccaccio nel Decameron; a questo si aggiunge l’idea dell’arte come strumento per conquistare la gloria profana e l’immortalità laica, proprio come già avevano pensato gli antichi. Esistono tuttavia momenti di tormento causati dalla presenza continua dell’etica cristiana, in contrasto col desiderio di fama terrena, come avviene nel Secretum del Petrarca.
L'arte verso l'autonomia
In sintesi, si può affermare che, anche se alla fine del Medioevo, l’arte non è ancore del tutto autonoma nel senso che è fine a se stessa, in molti casi gli scrittori si avviano in direzione moderna che prevede l’opera artistica meno legata ad una funzione etica e più vista come ricerca del bello in sé.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'arte secondo le idee estetiche medievali?
- Come veniva percepita l'arte in relazione alla religione cristiana?
- Qual era la funzione educativa dell'arte nel Medioevo?
- Come si è evoluta la letteratura nel basso Medioevo?
- Qual è la visione di Petrarca e Boccaccio riguardo all'arte?
Durante il Medioevo, l'arte era vista come una scala verso Dio, un mezzo per accedere alla bellezza divina attraverso la contemplazione delle bellezze naturali, ispirata al misticismo neoplatonico.
Alcuni pensatori ritenevano che l'arte fosse incompatibile con gli insegnamenti cristiani, negando ogni valore all'arte, in linea con il pensiero di Platone che escludeva i poeti dalla "repubblica delle idee".
L'arte poteva avere valore se presentava contenuti morali ed edificanti, servendo a educare al bene, anche se inizialmente era considerata irrazionale e con un valore negativo rispetto all'etica cristiana.
Con la laicizzazione della cultura, la letteratura ha iniziato a includere tematiche profane come politica, guerra e amore, con autori come il Novellino che cercavano di intrattenere e al contempo educare il lettore.
Petrarca e Boccaccio vedevano l'arte come un mezzo per consolare e offrire sollievo, esplorando la dimensione interiore dell'uomo e i suoi rapporti sociali, mentre cercavano anche la gloria profana e l'immortalità laica.