Concetti Chiave
- Il latino classico era la lingua della cultura nell'Impero Romano, mentre il latino volgare era parlato dal popolo e ha dato origine alle lingue romanze.
- I primi documenti in volgare, come il Placito Capuano, segnano l'inizio della scrittura in una lingua diversa dal latino, con elementi di linguaggio quotidiano.
- Dante Alighieri ha contribuito significativamente al volgare letterario, dimostrando che può esprimere concetti complessi attraverso opere come la Divina Commedia.
- Pietro Bembo ha proposto il fiorentino trecentesco come lingua unitaria, segnando un passaggio verso una lingua italiana "alta" e distinta dai volgari regionali.
- Dopo l'unità d'Italia, si è affermata la necessità di una lingua comune, portando a una diffusione dell'italiano e a un declino progressivo dei dialetti.
Indice
Evoluzione del latino nell'impero romano
•Latino classico: lingua della cultura e dell’amministrazione nell’Impero Romano.
•Latino volgare: lingua parlata quotidianamente dal popolo, base delle lingue romanze.
•Caduta dell’Impero (476 d.C.): il latino rimane lingua scritta, ma il popolo parla volgari differenti.
•Pluralità linguistica: nascono diversi volgari regionali (toscano, veneto, siciliano, ecc.).
•Uso orale: il latino resta lingua scritta fino al XII secolo.
•Progressiva comparsa dei volgari anche nei documenti scritti.
Primi documenti in volgare
•Placito Capuano (960-963): primo documento giuridico con frase in volgare (“Sao ko kelle terre…”).
•Indovinello veronese (VIII-IX sec.): uno dei primi testi con elementi di volgare.
•Altri testi: Ritmo bellunese, Ritmo cassinese, Ritmo di Sant’Alessio.
•Nata alla corte di Federico II di Svevia.
•Usa il volgare per la poesia lirica, ispirata alla tradizione provenzale.
•Giacomo da Lentini: inventore del sonetto.
•Volgare artificiale e colto, trascritto poi in toscano.
•Movimento poetico nato a Firenze e Bologna.
•Tema centrale: amore spirituale e figura angelicata della donna.
•Linguaggio raffinato: uso di un volgare elevato.
•Poeti principali: Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri.
Dante e il volgare letterario
•De vulgari eloquentia: trattato in latino che teorizza un volgare letterario comune a tutta Italia.
•Divina Commedia: capolavoro in volgare fiorentino, ricco di registri e lessico.
•Dante dimostra che il volgare può esprimere concetti alti come il latino.
Petrarca e Boccaccio
•Petrarca: scrive in latino e in volgare (Canzoniere), contribuendo al modello poetico.
•Boccaccio: autore del Decameron, in volgare fiorentino.
•Entrambi fondamentali per la formazione del modello dell’italiano letterario.
Dibattito sulla lingua unitaria
•Ritorno al latino classico come lingua della cultura.
•Il volgare continua ad essere usato per opere non accademiche.
•Diffusione crescente tra ceti borghesi e popolari.
•Grande dibattito su quale volgare adottare come lingua letteraria unitaria.
•Pietro Bembo (Prose della volgar lingua, 1525): propone il fiorentino trecentesco di Petrarca e Boccaccio.
•Affermato il modello di lingua “alta”, separata dai volgari regionali.
•Italiano usato nella letteratura e nella scienza.
•Dialetti ancora predominanti nell’uso quotidiano.
•Accademia della Crusca (1583): pubblica il primo vocabolario della lingua italiana.
Affermarsi dell'italiano come lingua nazionale
•Dopo il 1861 si impone l’esigenza di una lingua comune.
•Problema dell’analfabetismo: pochi sanno leggere e parlare l’italiano.
•Lingua nazionale costruita sul modello del fiorentino colto.
•Scuola dell’obbligo, stampa, radio e TV (RAI) favoriscono la conoscenza dell’italiano.
•Declino progressivo dei dialetti.
•Si afferma un italiano medio, comprensibile a tutti.
•Lingua ufficiale dello Stato e della scuola.
•Coesistenza con dialetti e lingue regionali.
•Influenze da inglese e linguaggi dei media.
•Lingua in evoluzione, ma con solide basi letterarie.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra latino classico e latino volgare nell'Impero Romano?
- Quali sono i primi documenti scritti in volgare e la loro importanza?
- Come ha contribuito Dante alla legittimazione del volgare come lingua letteraria?
- Quali fattori hanno portato all'affermarsi dell'italiano come lingua nazionale dopo il 1861?
Il latino classico era la lingua della cultura e dell’amministrazione, mentre il latino volgare era la lingua parlata quotidianamente dal popolo, che ha dato origine alle lingue romanze.
Il Placito Capuano (960-963) è considerato il primo documento giuridico con frase in volgare, segnando l'inizio della scrittura in volgare e la sua progressiva affermazione.
Con il suo trattato "De vulgari eloquentia" e la "Divina Commedia", Dante dimostra che il volgare può esprimere concetti elevati, contribuendo a stabilire un volgare letterario comune.
L'esigenza di una lingua comune, la diffusione dell'istruzione e dei media, e la costruzione di un italiano basato sul fiorentino colto hanno favorito l'affermazione dell'italiano, nonostante la coesistenza con dialetti e lingue regionali.