Concetti Chiave
- Il latino classico era utilizzato per l’amministrazione nell'Impero Romano, ma variava notevolmente nelle diverse regioni, portando a differenze tra latino scritto e parlato.
- Le invasioni barbariche del V secolo hanno portato influenze linguistiche dalle popolazioni germaniche, accentuando le differenze tra i vari tipi di latino.
- Le lingue neolatine, come italiano e francese, si sono sviluppate dal latino parlato, che differiva notevolmente da quello scritto, anche a causa dell'influenza del cristianesimo.
- Il “giuramento di Strasburgo” del 842 è riconosciuto come il primo documento ufficiale in lingua neolatina, evidenziando la transizione dal latino al volgare.
- In Italia, il volgare si afferma più tardi rispetto ad altri stati, in parte a causa dell’importanza del latino e della mancanza di un potere politico centrale che promuovesse un’unica lingua volgare.
Qual è l'evoluzione del Latino nell'Impero Romano?
Nei primi secoli d.C. dell’impero romano si parlavano diversi tipi di latino; il latino classico era utilizzato per l’amministrazione dell’impero, ma, in ogni regione veniva parlato in maniera differente. Nel III secolo oltre alla caduta di Roma , aumenta sempre di più la differenza fra latino scritto e lingua parlata.
Influenze Barbariche e Cristianesimo
Inoltre, la diffusione della dottrina cattolica introduce delle novità nel latino volgare. Con le invasioni barbariche del 5° secolo le popolazioni germaniche influenzano i varii latini con le loro lingue , accentuando così le differenze linguistiche.
Formazione delle Lingue Neolatine
Durante i secoli del latino parlato si formano le lingue neolatine , o Romanze, o ancora dette “volgari”, quali l’italiano, il francese , il provenzale il rumeno e lo spagnolo. Il latino parlato si differenziava molto da quello scritto, nel parlato infatti erano in uso termini che servivano ad evitare la confusione con altre che si pronunciavano nello stesso modo ma si scrivevano in maniera diversa. Anche il cristianesimo influenza il latino parlato, cambiando i significati di molte parole.
Tentativi di Ritorno al Latino Classico
Sotto Carlo Magno, intorno al 9° secolo si tenta di riportare la lingua al latino dell’origine, però la distanza fra latino classico e volgare è troppa, quindi nel Concilio di Tours nell’ 813 d.C. si prende atto del bilinguismo; quindi gli esponenti del Clero devono utilizzare un latino più colto, ma la predicazione religiosa dovrà essere in tedesco e in francese per essere anche più comprensibile. Trent’anni dopo Carlo il Calvo e Ludovico il germanico, sovrani dell’impero carolingio e delle regioni occidentali, pronunciarono un giuramento di alleanza, sia in tedesco che in francese. Il “giuramento di Strasburgo”- 14 febbraio 842- è il primo documento ufficiale in lingua neolatina.
Affermarsi del Volgare in Italia
In Italia il volgare si afferma tardi rispetto agli altri stati, ciò è dovuto all’importanza datasi al latino sia dalla Chiesa che dalla tradizione romana, ma anche alla mancanza di un potere politico centrale che favorisse la diffusione di un’unica lingua volgare.
Primi Documenti in Lingua Volgare
Il passaggio tra latino e volgare ci è testimoniato dell’Indovinello Veronese, che risale alla fine dell’ 8° secolo o all’inizio del 9° ; esso fu inserito da un copista veronese in un codice della Spagna Araba. Il primo documento scritto in volgare italiano è invece il “placito capuano”, risalente al 960. Questa è una sentenza emessa dal giudice di Capua per risolvere una contesa fra il monastero di Montecassino e un uomo di Aquino. Fu scelto il volgare perché esprimeva chiaramente i contenuti della sentenza ed era di facile comprensione poiché non tutti conoscevano il latino.
Letterature Romanze: Francia e Italia
Per le letterature romanze i primi furono i francesi, La letteratura francese si affermò nel )à secolo in netto anticipi rispetto all’Italia, dove la produzione letteraria inizia del duecento. In Francia inoltre si affermano la letteratura in lingua d’oc e in lingua d’oil, quella in lingua d’oc era lirica e provenzale, l’altra epica e narrativa.
Domande da interrogazione
- Quali erano le differenze tra il latino classico e il latino parlato nell'Impero Romano?
- In che modo le invasioni barbariche hanno influenzato il latino?
- Quali lingue si sono formate dal latino parlato?
- Qual è stato il tentativo di ritorno al latino classico sotto Carlo Magno?
- Quando e quale fu il primo documento ufficiale in lingua neolatina?
Nei primi secoli d.C., il latino classico era utilizzato per l'amministrazione, mentre il latino parlato variava notevolmente da regione a regione, accentuando le differenze linguistiche, specialmente nel III secolo con la caduta di Roma.
Le popolazioni germaniche, durante le invasioni del 5° secolo, hanno influenzato il latino volgare, accentuando ulteriormente le differenze linguistiche e introducendo novità nel linguaggio.
Dal latino parlato si sono sviluppate le lingue neolatine, o romanze, tra cui l'italiano, il francese, il provenzale, il rumeno e lo spagnolo, caratterizzate da differenze significative rispetto al latino scritto.
Sotto Carlo Magno, si tentò di riportare la lingua al latino classico, ma la distanza tra le due forme era troppo grande, portando al riconoscimento del bilinguismo nel Concilio di Tours nel 813 d.C.
Il primo documento ufficiale in lingua neolatina è il "giuramento di Strasburgo", pronunciato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il germanico, in tedesco e francese, evidenziando l'importanza del volgare.