Concetti Chiave
- Machiavelli descrive la sua giornata alternando momenti di vita quotidiana nel bosco e all'osteria con riflessioni più profonde nel suo studio.
- Il contrasto tra la vita materiale e le letture classiche evidenzia il dualismo tra uomo d'azione e umanista, che caratterizza la sua esistenza.
- Le interazioni con i taglialegna e i viandanti rivelano un interesse per la varietà delle esperienze umane e delle passioni personali.
- L'uso di un linguaggio sia colto che popolare riflette una ricca alternanza stilistica, rendendo il racconto accessibile e vivace.
- Il ritiro dalla vita politica porta Machiavelli a trarre insegnamenti dai classici, culminando nella scrittura de "Il Principe".
rr.
Mattina nel bosco
1-4 Mi alzo al mattino con il sole e vado (vommene) in un bosco che faccio tagliare, dove sto un paio d’ore a rileggere le cose scritte il giorno prima e a chiacchierare con i taglialegna, che hanno sempre qualche litigio in corso (sciagura alle mane) o tra loro o con i vicini […]. rr. 5-10 Allontanatomi (Partitomi) dal bosco, vado a una sorgente, e da qui in un uccellatoio. Ho un libro in mano, Dante o Petrarca, oppure uno dei poeti minori, come Tibullo, Ovidio ecc.; leggo le loro passioni d’amore e i loro amori, mi ricordo dei miei, mi godo per un po’ (un pezzo) questi pensieri. Poi mi sposto all’osteria sulla strada, parlo con i viandanti, chiedo notizie (nuove) dei loro paesi, ap prendo (intendo) varie notizie, e osservo le diverse nature e passioni degli uomini. […] rr.
Pomeriggio all'osteria
11-16 Dopo pranzo, ritorno all’osteria: di solito (per l’ordinario) qui trovo l’oste, un macellaio (beccaio), un mugnaio, due fornai. In loro compagnia mi trasformo in un popolano (m’ingaglioffo) per tutto il pomeriggio, giocando a cricca, a tric e trac, e da questi giochi nascono mille discussioni (contese) e interminabili ripicche (dispetti) di parole ingiuriose, e il più delle volte si litiga per [la misera posta di] un quattrino e tuttavia (nondimanco) ci sentono gridare fin da San Casciano. Così immerso (rinvolto) in simili, piccole occupazioni (pidocchi) tengo in esercizio (traggo … di muffa) il cervello, e sfogo la mia cattiva sorte […]. rr.
Sera nello studio
17-25 Giunta la sera, torno in casa, e entro nel mio studio (scrittoio) e sulla porta depongo le attività (quella veste) quotidiane, cariche di miseria (fango) e ordinarietà (loto), e indosso abiti ben più decorosi (panni reali e curiali); e rivestito in questa maniera degna (condecentemente), leggo le opere (entro nelle antique corti) di quegli autori antichi, dai quali, ricevuto con affetto, mi nutro di quel cibo che sento come pienamente (solum, lett. “soltanto” in latino) mio, e per il quale sento di essere nato; e così facendo non mi vergogno di colloquiare con loro, di chiedere loro perché agirono in un modo o nell’altro; ed essi mi rispondono, in nome della comune umanità; e per quattro ore non avverto nessun fastidio (noia), mi dimentico ogni sofferenza, non ho paura della povertà, la morte non mi atterrisce (sbigottisce) più; mi trasferisco tutto con l’animo in loro. […] rr. 25-27 Ho messo per iscritto (notato) ciò che ho imparato ( fatto capitale) dalla conversazione con gli antichi, e ho scritto un libretto (opuscolo) Sui principati, nel quale mi addentro (profondo) per quanto riesco a riflettere (nelle cogitazioni) su questo argomento (subbietto).
Riflessioni di Machiavelli
Descrivendo la propria giornata-tipo di uomo d’azione, costretto suo malgrado all’inattività forzata, Machiavelli insiste su due elementi: da una parte egli è un uomo come tutti, che vive tra il «fango» e il «loto» delle occupazioni quotidiane, anche con il gusto d’“ingaglioffarsi” all’osteria; ma dall’altra è l’umanista, che indossa con piacere le vesti della cultura per intrattenersi a colloquio con gli «antiqui uomini» (un’idea che abbiamo già trovato in Petrarca).
All’alternarsi di queste due immagini corrisponde, nel testo, un’alternanza stilistica tra toni seri e altri più ironici e quotidiani: espressioni di saggezza e di superiore distacco («mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui uomini») coesistono con un linguaggio più colorito, più materiale e popolare, come nella descrizione degli avventori dell’osteria («un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m’ingaglioffo per tutto dì giuocando a cricca, a triche-trach»).
L’insieme della lettera compone una sorta di profilo ideale dell’autore. Emerge quell’osservazione curiosa e diretta dei comportamenti umani che caratterizza le pagine più tipiche di Machiavelli; emergono anche il rimpianto di essere stato costretto al ritiro dall’azione politica e la protesta contro la sfortuna, che lo ha esiliato all’Albergaccio. Ma non tutto il male viene per nuocere: raccolto sui libri e sui pensieri degli scrittori antichi, Machiavelli può ricavare dal passato importanti insegnamenti per il presente, insegnamenti condensati nell’opera che sta nascendo: Il Principe.
Domande da interrogazione
- Qual è la routine mattutina di Machiavelli nel bosco?
- Come trascorre Machiavelli il pomeriggio all'osteria?
- Qual è l'importanza della sera per Machiavelli?
- Quali sono i due aspetti della personalità di Machiavelli che emergono nel testo?
- Qual è il significato del ritiro forzato di Machiavelli dalla vita politica?
Machiavelli inizia la sua giornata al mattino nel bosco, dove legge e chiacchiera con i taglialegna, riflettendo sulle loro dispute e sulla vita quotidiana (rr. 1-4).
Nel pomeriggio, Machiavelli si unisce a vari avventori all'osteria, dove gioca e discute animatamente, immergendosi nella vita popolare e mantenendo attivo il suo cervello (rr. 11-16).
La sera, Machiavelli si ritira nel suo studio, indossando abiti decorosi per leggere opere antiche, trovando conforto e ispirazione nella cultura, dimenticando le sue sofferenze (rr. 17-25).
Machiavelli si presenta come un uomo comune, immerso nelle occupazioni quotidiane, e come un umanista che si dedica alla cultura, alternando toni seri e ironici (Riflessioni di Machiavelli).
Il ritiro forzato di Machiavelli gli consente di riflettere e apprendere dai classici, trasformando la sua esperienza in insegnamenti per il presente, come evidenziato nella sua opera "Il Principe" (Riflessioni di Machiavelli).