Concetti Chiave
- Tommaso Moro e Niccolò Machiavelli condividono un interesse per l'ordinamento dello Stato, sebbene le loro opere si differenzino tra un modello utopico e un'azione politica immediata.
- Entrambi gli autori esplorano la relazione tra costumi dei popoli, ordinamenti e l'efficacia delle leggi, sottolineando l'importanza di leggi conformi ai costumi della popolazione.
- Moro considera l'agire politico come un orientamento dei costumi, prima della promulgazione delle leggi, evidenziando un principio comune con Machiavelli.
- L'opera di Moro, Utopia, si fonda su un modello ideale, mentre Il principe di Machiavelli si concentra su strategie politiche pragmatiche.
- La riflessione di Moro sulla proprietà privata è centrale per il suo pensiero e si collega alla sua concezione di leggi e costumi.
Affinità tra Moro e Machiavelli
Sebbene l’opera di Tommaso Moro appaia per molti aspetti distante dalla riflessione politica di Niccolò Machiavelli, è possibile cogliere tra i due autori alcuni elementi di affinità. Alla radice emerge, infatti, il comune interesse per l’ordinamento dello Stato e per i meccanismi del suo funzionamento, che nell’inglese dà vita a un modello utopico, mentre nel Segretario fiorentino alimenta le linee di un’azione politica immediata. Anche Il principe, del resto, proprio per l’aspirazione a fornire, attraverso la razionale analisi politica, un contributo alla creazione di una comunità giusta e ordinata, si configura, in qualche misura, come lo schizzo di un’utopia.
Costumi e leggi: un legame
Un aspetto significativo di contiguità tra il filosofo inglese e Machiavelli risiede nella stretta correlazione stabilita tra costumi dei popoli, loro ordinamenti ed efficacia delle leggi. Tommaso Moro, descrivendo la società degli utopiani, individua un legame diretto tra costumi e leggi vigenti, considerate efficaci solo se conformi ai costumi della popolazione cui si rivolgono. Ancorata a questo ragionamento è anche la riflessione sulla proprietà privata, centrale nell’Utopia.
L'agire politico secondo Moro
Queste righe toccano il tema centrale del “libretto” di Tommaso Moro e mettono in luce il significato che il pensatore inglese attribuisce all’agire politico: esso consiste nell’orientare correttamente i costumi, prima che nella promulgazione delle leggi. La riflessione di Tommaso Moro e quella di Machiavelli appaiono dunque avvicinabili: un principio analogo a quello stabilito da Moro è infatti riconoscibile nella tesi machiavelliana.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale punto di affinità tra Tommaso Moro e Niccolò Machiavelli?
- Come si relazionano costumi e leggi secondo Moro e Machiavelli?
- Qual è il significato dell'agire politico per Tommaso Moro?
Entrambi gli autori condividono un interesse per l'ordinamento dello Stato e il suo funzionamento, sebbene Moro proponga un modello utopico e Machiavelli un'azione politica immediata. L'opera di Machiavelli, in particolare "Il principe", può essere vista come uno schizzo di un'utopia, mirante a creare una comunità giusta e ordinata.
Moro stabilisce una correlazione diretta tra i costumi dei popoli e l'efficacia delle leggi, sostenendo che le leggi sono efficaci solo se conformi ai costumi della popolazione. Questo legame è centrale anche nella riflessione di Machiavelli, che riconosce l'importanza dei costumi nell'agire politico.
Per Moro, l'agire politico consiste principalmente nell'orientare correttamente i costumi della società, prima ancora di promulgare leggi. Questa visione si avvicina a quella di Machiavelli, che riconosce l'importanza di un'azione politica che tenga conto dei costumi e delle necessità del popolo.