Indice

  1. Infanzia e ambiente familiare
  2. Formazione e prime opere
  3. Conversione letteraria e amicizie
  4. Delusioni e cambiamenti
  5. Viaggi e ultimi anni

Infanzia e ambiente familiare

Giacomo Leopardi nacque il 29 giugno 1798 a Recanati (paese delle Marche che ai tempi si trovava sotto il controllo dello Stato Pontificio) da una famiglia della nobiltà terriera in cattive condizioni economiche. Il padre era il conte Monaldo Leopardi: un uomo rigido, acculturato ma profondamente contrario alle nuove idee diffuse dalla Rivoluzione Francese. La madre, la marchesa Adelaide Antici, era una donna dura, severa e bigotta che si occupava dell’amministrazione economica dei beni di famiglia al posto del marito.

Formazione e prime opere

Nonostante l’ambiente chiuso e conservatore, Leopardi ebbe la possibilità di studiare con precettori ecclesiastici fino all’età di dieci anni. Si dimostrò sin da subito un bambino prodigio, tanto da non aver più bisogno dei precettori, e continuò a studiare nella biblioteca del padre dal 1809 al 1815. Questo periodo, da lui definito “sette anni di studio matto e disperatissimo”, lo indebolirono fisicamente dato che lui era già cagionevole di salute.

Era dotato di un’ intelligenza straordinaria. Imparò velocemente il greco e il latino, si occupò di studi filologici ed eruditi e sin da giovane iniziò a comporre poesie, odi, sonetti, canzonette e tragedie. La sua cultura è di stampo antico, con modelli arcadici e illuministi, tipica del luogo provinciale e arretrato in cui viveva.

Conversione letteraria e amicizie

Tra il 1815 e il 1816 vi fu quella che Leopardi definì la sua conversione letteraria (dall’erudizione al bello): abbandonò l’interesse per gli studi filologici ed eruditi lasciando spazio ai grandi poeti (come Omero, Virgilio e Dante), scrittori moderni (come Rousseau, Goethe, Alfieri e Foscolo) e alla cultura romantica. Fondamentale durante questi anni fu per Leopardi l’amicizia con Pietro Giordani: apprezzatissimo intellettuale dell’epoca di idee laiche e democratiche con il quale intratteneva un fitto rapporto epistolare. Rappresentava per lui sia uno stimolo intellettuale sia un confidente.

Delusioni e cambiamenti

Nell’estate 1819 tentò la fuga dalla casa paterna ma venne scoperto per colpa del cocchiere di casa Leopardi. Seguì un periodo di frustrazione dovuto al fallimento della fuga e ad un problema agli occhi che gli impediva di leggere. Questo lo fece sprofondare in una crisi e in uno stato di malinconia. Vi fu così il secondo passaggio: dal “bello” al “vero”: dalla poesia legata all’immaginazione e alla filosofia a quella legata al pensiero e alla realtà. A questo periodo appartengono gli Idilli, le Canzoni e diverse note contenute nello Zibaldone.

Viaggi e ultimi anni

Nel 1822 visitò Roma, ospite dello zio, ma ne fu profondamente deluso: l’ambiente era troppo grande e meno fiorente di come lo aveva immaginato. L’anno successivo tornò a Recanati e scrisse le operette morali. Nel 1825 iniziò a lavorare per l’editore Stella e coi soldi guadagnati soggiornò a Milano, Bologna, Firenze e Pisa.

Nel 1828 tornò a Recanati a causa delle sue gravi condizioni di salute. Ma, due anni dopo, degli amici gli offrirono un assegno mensile per un anno a Firenze e luì accettò. Qui, frequento circoli letterari a casa della nobildonna Fanny Targioni Tozzetti e migliorò i suoi rapporti sociali. Nel 1833 uno dei suoi amici, Antonio Ranieri, decise di ospitarlo a Napoli sperando che il clima potesse avere effetti positivi sulla sua salute. Proprio a casa sua, Leopardi morirà il 14 giugno 1837.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le condizioni familiari di Giacomo Leopardi durante la sua infanzia?
  2. Leopardi nacque in una famiglia nobile in difficoltà economiche, con un padre rigido e una madre severa, che influenzarono profondamente il suo ambiente di crescita.

  3. Come si sviluppò la formazione di Leopardi nonostante l'ambiente conservatore?
  4. Leopardi studiò con precettori ecclesiastici fino a dieci anni e, nonostante la salute cagionevole, si dedicò intensamente allo studio nella biblioteca paterna, diventando un bambino prodigio.

  5. Quale fu il significato della sua "conversione letteraria"?
  6. Tra il 1815 e il 1816, Leopardi abbandonò l'erudizione per dedicarsi alla poesia e alla cultura romantica, influenzato da grandi poeti e dall'amicizia con Pietro Giordani.

  7. Quali eventi segnarono la vita di Leopardi dopo il tentativo di fuga dalla casa paterna?
  8. Dopo il fallimento della fuga nel 1819, Leopardi attraversò un periodo di crisi e malinconia, che lo portò a una nuova fase creativa, caratterizzata da opere come gli Idilli e le Canzoni.

  9. Come influenzarono i viaggi e le relazioni sociali gli ultimi anni di vita di Leopardi?
  10. I viaggi a Roma e in altre città, insieme a nuove amicizie e circoli letterari, arricchirono la sua vita sociale, ma la sua salute rimase precaria fino alla morte a Napoli nel 1837.

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