Questo appunto contiene un allegato
Pascoli, Giovanni - Vita, temi, opere scaricato 0 volte

Concetti Chiave

  • Pascoli vive in un contesto di fermento politico e culturale dopo l'unificazione italiana, influenzando la sua poesia e visione del mondo.
  • Le esperienze traumatiche nella sua vita, come l'omicidio del padre e la morte di familiari, plasmano la sua poetica e il suo rapporto con la natura.
  • Il concetto di "fanciullino" è centrale nella sua opera, rappresentando la parte infantile che mantiene stupore e meraviglia anche nell'età adulta.
  • La sua poesia combina elementi del simbolismo con una forte connessione alla tradizione classica, utilizzando tecniche espressive come metafore e sinestesie.
  • Le sue opere principali, come "Myricae" e "Canti di Castelvecchio", esplorano temi di natura, famiglia e solitudine, con un linguaggio allusivo e musicale.

Indice

  1. Pascoli e il suo tempo
  2. La vita di Giovanni Pascoli
  3. Le opere
  4. Le opere civili
  5. Il pensiero e la poetica
  6. La poetica del fanciullino
  7. Il poeta veggente
  8. Tra simbolismo e classicismo
  9. Le tecniche espressive
  10. Il lessico e gli aspetti fonici
  11. La metrica
  12. Myricae
  13. La struttura e le forme
  14. I contenuti
  15. Temporale (Myricae)
  16. Lavandare (Myricae)
  17. X Agosto (Myricae)
  18. Canti di Castelvecchio
  19. Struttura e le forme
  20. Contenuti
  21. Il gelsomino notturno (Canti di Castelvecchio)

Pascoli e il suo tempo

Pascoli vive gli anni successivi all’unificazione italiana in Romagna attraversata da fermenti politici e culturali.

La vita di Giovanni Pascoli

  • 1855: nacque in Romagna.
  • 1867: L’omicidio del padre è l’evento che sconvolge la sua vita creando difficoltà economiche alla famiglia.
  • 1871: la famiglia si trasferisce a Rimini. Pascoli abbandona il Collegio degli Scolopi ad Urbino. In questi anni muoiono due fratelli, la madre e la sorella maggiore.
  • 1873: studia Lettere all'università di Bologna, dove ha come maestro Carducci. Si avvicina alle idee socialiste e trascorre alcuni mesi in carcere per aver partecipato ad una manifestazione.
  • 1876: muore il fratello Giacomo e Pascoli diventa il capofamiglia.
  • 1882: si laurea in Letteratura Greca. Conseguita la laurea insegna prima a Matera e poi a Massa dove chiama a vivere con sé le due sorelle Ida e Maria. Ida si sposa contro la volontà del poeta e quindi Pascoli e Maria si trasferiscono a Castelvecchio di Barga.
  • 1895: ottenne la cattedra di Grammatica Greca e Latina presso l’università di Bologna e quella di Letteratura Latina all’università di Messina.
  • 1905: diventa titolare di Letteratura Italiana a Bologna.
  • 1912: muore a Bologna.

Le opere

Grandi raccolte:
  • Myricae
  • Canti di Castelvecchio

Le opere civili

  • Pensieri e discorsi
  • Odi e Inni
  • Canzoni di Re Enzio
  • Miei pensieri di varia umanità
  • La grande Proletaria si è mossa

Il pensiero e la poetica

La visione del mondo di Pascoli si forma a partire da due fondamentali esperienze:
  • I tragici avvenimenti che travolgono la sua famiglia
  • La crisi politica e culturale della seconda metà dell’800.
Da queste due deriva la sua visione del mondo: la poesia ha un fine consolatorio sia per l’autore sia per gli uomini.
  • Funzione morale: la poesia è pura, spontanea e disinteressata, dà voce al fanciullino che è dentro ognuno di noi che promuove bontà e amore.
  • Funzione civile: la poesia contribuisce ad abolire le barriere di classe e la guerra tra i popoli (socialismo umanitario).

La poetica del fanciullino

Il poeta coincide con “il fanciullino”, quella parte infantile che sopravvive in fondo a ogni uomo e che viene ignorata nell’età adulta. Il fanciullino vede tutte le cose con stupore e meraviglia senza percezioni razionali.

Il poeta veggente

Il fanciullino cerca la poesia nelle piccole cose, come un veggente che riesce a guardare oltre le apparenze sensibili.

Tra simbolismo e classicismo

Pascoli rientra nel filone del Simbolismo, anche se la sua poesia rimane legata alla tradizione classica.

Le tecniche espressive

Il linguaggio analogico:
  • Uso della metafora.
  • Accosta realtà tra di loro lontane, eliminando i passaggi logici.
  • Attraverso le sinestesie (descrizione di un'esperienza sensoriale) crea una intensa carica allusiva e suggestiva.

Il lessico e gli aspetti fonici

Pascoli mescola parole dotte e comuni, termini gergali e dialettali, termini tecnici che si riferiscono alla realtà campestre
Grande rilievo hanno gli aspetti fonici, il gioco dei suoni e gli effetti musicali di onomatopee

La metrica

Il verso è frantumato al suo interno mediante l’uso frequente della punteggiatura e degli enjambements.

Myricae

La composizione:
  • È la raccolta più significativa di Pascoli ed è caratterizzata dalla continua sperimentazione.
  • Le fasi di elaborazione di Myricae corrispondono all’evoluzione e alla definizione della poetica dell’autore, che procede da una scrittura di tipo descrittivo ad una di tipo simbolico.

La struttura e le forme

  • Gli schemi metrici sono gli stessi della tradizione, ma rinnovati dall’interno attraverso continue pause, enjambements e fratture che ne spezzano il ritmo.
  • Il lessico è preciso.
  • Il linguaggio è allusivo e simbolico, attento ai valori musicali della parola.
  • Le liriche hanno come oggetto l’osservazione della natura.

I contenuti

  • Aspetti quotidiani del paesaggio.
  • Temi legati ai ricordi, alla famiglia, al “nido” distrutto, allo stretto rapporto che lega i vivi e i morti.
  • Tema della morte.

Temporale (Myricae)

Pascoli racconta l’avvicinarsi di un temporale attraverso suoni descritti dalle onomatopee e i colori:
  • Il rosseggiare dell’orizzonte verso il mare.
  • Il nero delle nuvole sui monti.
  • Sullo sfondo nero biancheggia un solitario casolare.
  • Quest’ultimo è il simbolo della solitudine dell’uomo dominato dalle forze della natura.

Lavandare (Myricae)

In un campo c’è un aratro senza i buoi abbandonato, in lontananza si sente lo sciacquare dei panni delle lavandaie che viene accompagnato da canti melanconici e una donna si lamenta per la mancanza del suo uomo che è partito e non è ancora ritornato; ella si sente come l’aratro che è stato abbandonato in mezzo ai campi.
L’aratro lasciato in mezzo al campo evoca l’idea della solitudine e dell’abbandono.

X Agosto (Myricae)

Il testo presenta un parallelo tra una rondine che non torna dai suoi piccoli a causa del cacciatore e il padre di Pascoli che non ritorna a casa dopo essere stato ucciso. Entrambi, rondine e padre, non torneranno da coloro che li aspettano. Pascoli esprime il dolore di un mondo pieno di male, rivolgendosi al cielo.
Il pianto delle stelle simboleggia il pianto del cielo, che serve a purificare la terra dal Male.

Canti di Castelvecchio

Composizione:
Castelvecchio è un paese nei pressi di Barga in Lucca, dove Pascoli acquista una villetta, in cui si trasferisce con la sorella Maria e in cui cerca di coltivare il suo “nido”. Qui compone i canti ed è la raccolta poetica della maturità pascoliana, per quanto riguarda sia l’aspetto tematico sia quello tecnico-linguistico.

Struttura e le forme

Le poesie sono organizzate attorno a due nuclei lirico-biografici:
  • Canti di Castelvecchio.
  • Il ritorno a San Mauro.
Pascoli sviluppa una più ampia ricerca di effetti tecnico-linguistici utilizzando combinazioni originali di:
  • Linguaggi comuni.
  • Lingue straniere.
  • Gerghi e linguaggi specializzati.

Contenuti

  • Natura e vita della campagna.
  • Nido familiare.
  • Amore per le piccole cose quotidiane.
  • Mistero e ignoto.

Il gelsomino notturno (Canti di Castelvecchio)

La poesia è dedicata all’amico Gabriele Briganti nel giorno del suo matrimonio con l’allusione in modo delicato e sottile alla vita notturna del fiore e alla prima notte di nozze dei due giovani sposi.
Ritorna il tema del nido come luogo di protezione e di unità familiare.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali eventi tragici hanno influenzato la vita e la poetica di Giovanni Pascoli?
  2. La vita di Pascoli è segnata da eventi drammatici, come l'omicidio del padre nel 1867 e la morte di diversi familiari, che hanno profondamente influenzato la sua visione del mondo e la sua poesia, rendendola consolatoria e riflessiva.

  3. Qual è la funzione della poesia secondo Pascoli?
  4. Pascoli considera la poesia come una forma di espressione morale e civile, capace di promuovere bontà e amore, e di abbattere le barriere di classe e la guerra tra i popoli, come evidenziato nel suo socialismo umanitario.

  5. In che modo Pascoli utilizza il concetto di "fanciullino" nella sua poetica?
  6. Il "fanciullino" rappresenta la parte infantile e meravigliosa presente in ogni uomo, che il poeta riscopre per vedere il mondo con stupore, cercando la poesia nelle piccole cose e superando le apparenze sensibili.

  7. Quali sono le caratteristiche distintive della raccolta "Myricae"?
  8. "Myricae" è la raccolta più significativa di Pascoli, caratterizzata da una continua sperimentazione stilistica e da una transizione da una scrittura descrittiva a una simbolica, con un forte focus sull'osservazione della natura e sui temi legati alla famiglia e alla morte.

  9. Come si esprime il tema della solitudine nelle opere di Pascoli?
  10. La solitudine è un tema ricorrente nelle opere di Pascoli, come evidenziato in "Lavandare" e "X Agosto", dove l'abbandono e la perdita sono rappresentati attraverso immagini evocative, come l'aratro lasciato in un campo e la rondine che non torna, simboleggiando il dolore e la mancanza.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community