Concetti Chiave
- Gabriele D'Annunzio, nato a Pescara nel 1863, dimostra un talento precoce per la letteratura, pubblicando la sua prima raccolta di poesie a soli 16 anni.
- Il suo romanzo "Il Piacere" esplora la vita di un uomo che rappresenta l'alter ego dell'autore, simboleggiando la ricerca del bello e dell'eccellenza.
- Durante la Prima Guerra Mondiale, D'Annunzio si arruola volontario e subisce la perdita di un occhio, diventando un simbolo di eroismo e patriotismo.
- Il poeta ha un rapporto complesso con il fascismo, utilizzato come strumento di propaganda, ma si oppone alla dittatura di Mussolini e alla collaborazione con la Germania nazista.
- La sua villa a Gardone Riviera diventa un museo dopo la sua morte nel 1938, segnando il lascito di un autore che ha influenzato profondamente la letteratura italiana.
In questo appunto di italiano si descrive nel dettaglio la biografia, le opere letterarie e anche il pensiero letterario di un grande poeta della letteratura italiana, Gabriele D'Annunzio. Si descrive la sua formazione, la sua grande genialità dimostrata sin dall'adolescenza in ambito intellettuale. Si fa riferimento non solo alle sue opere letterarie come Il Piacere per esempio.
Gabriele D'Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara nel 1963, in una famiglia molto agiata che lo ricopre di attenzioni e regali. Grazie alla sua situazione benestante, ha potuto studiare in un prestigioso collegio a Prato dove dimostra il suo talento per la letteratura a 16 anni scrivendo “Primo Vere”, una raccolta di poesie dedicate alla famiglia, agli amici ed alle muse che lo ispirano, suscitando molto stupore.Nel 1881 si trasferisce a Roma dove frequenta l’università e prende la laurea in letteratura. Qui inizia a scrivere diverse critiche letterarie per alcuni giornali periodici; lavora anche come cronista mondano (quello che noi ora chiamiamo gossip).
Proprio questo lo avvicina ai salotti aristocratici di Roma, ma si allontana dagli studi, tanto che non avrà mai una laurea.
Il suo carattere lo fa apprezzare da molti, D’Annunzio infatti vuole mettersi in mostra con i suoi eccessi e cercare di essere sempre al centro dell’ attenzione.
Poco dopo scrive il suo primo romanzo “Il Piacere” che parla di un uomo che sembra essere l’ alter ego dello scrittore: vive al di sopra di tutti, ama mettersi in mostra e rappresenta la ricerca del bello e del prefetto in tutto.
Successivamente sposa la principessa Maria Hardouin di Gallese che tradirà diverse volte e da cui avrà tre figli. Alcuni anni dopo avrà poi due figli (tra qui la sua amata “Sirenetta” Renata) da una contessa.
In questo periodo D’Annunzio è al culmine del successo, tutti lo conoscono e lo acclamano e le sue opere sono molto apprezzate; lui sfrutta inoltre tutti i suoi mezzi a disposizione (radio, giornali, pubblicità, ma anche scandali e tradimenti). E’ in questi anni che scrive le opere in prosa Vergini delle rocce, Il trionfo della morte e l’ innocente e Il poema paradisiaco in versi. Dopo alcuni anni di opere teatrali di poco successo (una delle più importanti è stata La figlia di Iorio), ma sono comunque utili al poeta per fare propaganda ai suoi ideali.
Poco dopo il poeta inizia la discussa relazione con l’ attrice Eleonora Duse con la quale si trasferisce in una villa in Toscana arredata con stile decadente ed eccessivo. Qui scrive il romanzo Il Fuoco ispirato alla storia d’ amore tra l’autore ed Eleonora Duse e compone un’ importante opera in versi, Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, in cui l’ autore immagina di recarsi in Grecia e di diventare un mito. D’Annunzio ha intenzione di scrivere un ciclo di sette libri di poesie ma arriva fino a metà e lascia la sua opera incompleta.
Proprio in questo periodo è eletto deputato, all’ inizio di destra, poi di sinistra. E’ poi costretto a scappare in Francia, a Parigi, perché è caduto in povertà a causa di un periodo passato tra viaggi, eccessi e ricchezze. All’ estero lo scrittore rimane comunque molto amato e riesce comunque a vivere in modo eccessivo.
Allo scoppio della Prima Guerra mondiale D’Annunzio torna in Italia e si unisce subito agli interventisti, poiché secondo lui è importantissimo partecipare alla guerra per provare una nuova esperienza e sottomettere gli altri popoli. Successivamente si arruola volontario e partecipa ad imprese in nave ed aereo, perché voleva distinguersi. Durante la guerra perde però un occhio e decide di ritornare a casa.
Tra coloro che pensano che la vittoria della Prima Guerra Mondiale sia una “Vittoria Mutilata” (poiché l’ Italia non aveva ottenuto le terre promesse), c’è anche D’Annunzio, che guida un gruppo di sostenitori fino a Fiume, nell’ attuale Croazia, per conquistarla e renderla territorio italiano. Poco dopo viene dichiarata “città libera” ed il poeta con i suoi uomini è costretto a ritirarsi.
Deluso si ritira nella villa di Gardone Riviera, che arreda con gusto decadente ed eccessivo.
Dopo la fine della Grande Guerra inizia l’ascesa del fascismo. D’Annunzio si avvicina a questo movimento che rispecchia molti suoi ideali come: l’appoggio della politica coloniale, il disprezzo di masse e borghesi, il disprezzo per l’ altruismo, ecc…
Mussolini utilizza il poeta come propaganda e lo indica come guida da seguire . Il Duce fa diventare D’Annunzio principe di Montenevoso, anche se sarà poi messo in disparte ed allontanato dal fascismo.
Negli ultimi anni della sua vita, il poeta è isolato dal mondo e scrive la sua ultima opera: “Notturno”.
Muore a Garda il 1° marzo 1938 e la sua villa diventa un museo chiamato “Villa Vittoriale degli Italiani”.
per ulteriori approfondimenti su Gabriele D'Annunzio vedi anche qua

D'Annunzio e fascismo
Il rapporto di D’Annunzio con il fascismo fu molto complesso. Il poeta non aderì mai ufficialmente al fascismo (anche se all’ inizio aveva aderito ai Fasci di combattimento), ma nonostante ciò molti suoi motti e simboli utilizzati a Fiume, vengono usati dai fascisti per celebrare D’Annunzio come uno dei più importanti e fecondi scrittori Italiani.Nel 1919 Mussolini decide di finanziare l’Impresa di D’Annunzio a Fiume e riesce a raccogliere ingenti somme di denaro. Una parte cospicua della somma raccolta non viene però consegnata al poeta e Mussolini viene accusato di aver utilizzato il denaro restante per finanziare il proprio partito, poiché sono vicine le elezioni italiane del 1919 e lo squadrismo. D’Annunzio decide così di inviare una lettera a Mussolini in cui ne attesta l’ autorizzazione e spiega che parte del denaro raccolto per la sua impresa sarebbe stata utilizzata per finanziare lo squadrismo a Milano. Scrive infatti:
« Mio caro Benito Mussolini, chi conduce un'impresa di fede e di ardimento, tra uomini incerti o impuri, deve sempre attendersi d'essere rinnegato e tradito "prima che il gallo canti per la seconda volta". E non deve adontarsene né accorarsene. Perché uno spirito sia veramente eroico, bisogna che superi la rinnegazione e il tradimento. Senza dubbio voi siete per superare l'una e l'altro. Da parte mia, dichiaro anche una volta che — avendo spedito a Milano una compagnia di miei legionari bene scelti per rinforzo alla vostra e nostra lotta civica — io vi pregai di prelevare dalla somma delle generosissime offerte il soldo fiumano per quei combattenti. Contro ai denigratori e ai traditori fate vostro il motto dei miei "autoblindo" di Ronchi, che sanno la via diritta e la meta prefissa.
Fiume d'Italia, 15 febbraio 1920 Gabriele D'Annunzio. »
Il Duce incomincia però ad avere timore della popolarità e del carisma del poeta, perciò decide di ricoprirlo di onori. In questo modo D’Annunzio non può esternare il proprio disprezzo per la trasformazione del movimento fascista in un regime dittatoriale. D’Annunzio, tre mesi prima della marcia su Roma cade dalla finestra della sua villa e rischia di morire e si pensa che sia stato un attentato da parte di Nitti oppure dai fascisti.
Tempo dopo D’Annunzio si oppone all’ alleanza italiana con la Germania nazista e definisce Adolf Hitler “pagliaccio feroce”. A partire da questo momento il poeta comincia propagandare l’irredentismo ed incomincia una nuova “impresa fiumana” sulla Dalmazia. Mussolini decide di controllarlo, non fidandosi delle sue iniziative. Durante i suoi funerali di Stato, voluti da regime fascista, la partecipazione popolare è imponente.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza della formazione di Gabriele D'Annunzio nella sua carriera letteraria?
- Come si è evoluta la vita personale di D'Annunzio nel corso degli anni?
- Quali opere significative ha scritto D'Annunzio durante il suo periodo di massimo successo?
- In che modo D'Annunzio ha interagito con il fascismo?
- Qual è stata l'eredità di D'Annunzio dopo la sua morte?
D'Annunzio, nato in una famiglia agiata, ha potuto studiare in un prestigioso collegio, dove ha dimostrato il suo talento per la letteratura già a 16 anni con "Primo Vere", segnando l'inizio della sua carriera letteraria.
D'Annunzio ha sposato la principessa Maria Hardouin di Gallese, da cui ha avuto tre figli, ma ha avuto anche relazioni con altre donne, tra cui Eleonora Duse, con cui ha vissuto una intensa storia d'amore.
Durante il suo apice, D'Annunzio ha scritto opere come "Il Piacere", "Vergini delle rocce", "Il trionfo della morte" e "Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi", che hanno consolidato la sua fama.
Sebbene D'Annunzio non aderisse ufficialmente al fascismo, il regime utilizzò i suoi motti e simboli per la propaganda, e lui stesso si avvicinò al movimento per via di ideali condivisi, ma mantenne una posizione critica verso alcune sue trasformazioni.
Dopo la sua morte nel 1938, la sua villa a Gardone Riviera è diventata un museo, "Villa Vittoriale degli Italiani", e la sua figura continua a suscitare interesse per il suo contributo alla letteratura e alla cultura italiana.