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Concetti Chiave

  • Le Città del Silenzio celebra il declino di città italiane, come Ferrara, che un tempo erano vivaci ma ora sono avvolte dal silenzio.
  • La bellezza di Ferrara è definita “deserta”, evocando un senso di malinconia e trascuratezza, paragonata a una donna che cerca conforto nel ricordo.
  • Il poeta richiama figure femminili storiche legate a Ferrara, come Eleonora d’Este, senza specificare quale intenda celebrare, ma sottolineando la loro nobiltà.
  • L'usignolo simboleggia l'impeto della passione, collegato a Torquato Tasso, e il suo canto esprime il fervore dell'amore e della poesia.
  • Le strade e i palazzi di Ferrara sono paragonati a fiumi che conducono all'infinito, rappresentando un passato raffinato e scomparso, in attesa di un rumore.

Le Città del Silenzio

Una sezione del secondo volume delle Laudi (Elettra) è dedicata alle città del silenzio cioè a quelle città italiane che fra il XV e il XVII secolo furono grandi e piene di vita e sulle quali, invece, nei tempi moderni, è calato il silenzio e il deserto. Fra di esse, il poeta inserisce Ferrara.

Il componimento si articola in tre strofe di nove versi ciascuna di misura variabile. Le rime sono distribuite liberamente.

Fascino della Decadenza

L’opera si inserisce nel languore decadente dell’epoca in cui riscosse molto successo Bruges la morta di Georges Rodenbach, A rebours di Huysmansm la lirica Languore di Verlaine. La descrizione di una Venezia fatiscente e carica di memorie ne Il fuoco risente della stessa atmosfera languida. L’atteggiamento comune è la presenza di una sensibilità quasi morbose attratta dalla contemplazione di una realtà in via di disfacimento, che viene definito “fascino della decadenza

O deserta bellezza di Ferrara,

ti loderò come si loda il volto

di colei che sul nostro cuor s'inclina

per aver pace di sue felicità lontane;

e loderò la chiara

sfera d'aere ed'acque

ove si chiude la mia malinconia divina

musicalmente

E loderò quella che più mi piacque

più delle altre

delle donne morte

e il tenue riso ond'ella mi delude

e l'alta immagine ond'io mi consolo

nella mia mente.

Loderò i tuoi chiostri ove tacque

l'uman dolore avvolto nelle lane

placide e cantò l'usignolo

ebro furente.

Loderò le tue vie piane,

grandi come fiumane,

che conducono all'infinito, chi va solo

col suo pensiero ardente,

e quel loro silenzio ove stanno in ascolto

e quel loro silenzio con le porte hce sembrano voler ascoltare

tutte le porte

se il fabro occulo batte su l'incude,

e il sogno di voluttà che sta sepolto

sotto le pietre nude con la tua sorte.

Bellezza Deserta di Ferrara

Nei primi versi la bellezza dei monumenti di Ferrara è definita “deserta”, un aggettivo che può avere diversi significati e che suggerisce una bellezza trascurata, solitaria e malinconica. Essa è paragonata ad una donna che si adagia sul petto dell’amante e che cerca conforto, rimpiangendo la felicità scomparsa per sempre. La città si ripiega quindi su se stessa e che, con amara nostalgia, pensa al passato con un atteggiamento voluttuoso. Con la poesia, il poeta intende celebrare la luminosità del cielo e delle acque che circonda e ad avvolge, quasi come una musicalità la malinconica bellezza.

Memorie Femminili di Ferrara

Nella seconda strofa compare il ricordo delle figure femminile che hanno vissuto a Ferrara come Eleonora ed Isabella d’Este o Laura Malatesta. Tuttavia, il poeta non indica quale di queste donne morte intende celebrare. Sottolinea soltanto che la donna vagheggiata nella sua mente unisce alla nobiltà del suo aspetto un tenue sorriso che ha qualcosa di sfuggente come se volesse deludere il poeta. Intende lodare anche i chiostri dei conventi cittadini in cui tanti uomini illustri trovarono serenità nel rivestire il saio (= lane placide). Nell’ultimo verso della seconda strofa compare l’immagine dell’usignolo che cantando esprime l’impeto della sua passione e che, quindi, è definito “furente”. Esso potrebbe richiamare Torquato tasso, vissuto proprio a Ferrara nel convento di s. Francesco. A supporto di questa interpretazione possiamo richiamare Carducci che nella sua poesia Alla città di Ferrara, definisce il Tasso un “usignolo” per la dolcezza della sua poesia.

Strade e Palazzi di Ferrara

Nell’ultima strofa, il poeta passa a lodare le strade ed i palazzi. La vie sono paragonate a fiumi che conducono verso l’infinito. Vengono celebrati il loro silenzio e le porte dei palazzi che aprendosi su di esse, sembrano essere in attesa di un rumore, come quello di un fabbro che, chiuso nella sua officina sta battendo il ferro sull’incudine. La lode si conclude ricordando la raffinatezza (= voluttà) presente alla corte degli Estensi, un periodo storico che può essere soltanto contemplato nel sogno perché ormai scomparso ed i suoi protagonisti giacciono ormai sotto nude pietre sepolcrali e scomparsi per sempre col mutare della tua storia (= con la tua sorte)

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del termine "deserta" in riferimento alla bellezza di Ferrara?
  2. Il termine "deserta" suggerisce una bellezza trascurata, solitaria e malinconica, paragonata a una donna che cerca conforto per la felicità perduta, riflettendo un atteggiamento nostalgico verso il passato.

  3. Quali figure femminili vengono evocate nella poesia e quale significato hanno?
  4. Vengono menzionate figure storiche come Eleonora ed Isabella d’Este e Laura Malatesta, simboli di nobiltà e bellezza, ma il poeta non specifica quale di esse intenda celebrare, lasciando un alone di mistero e nostalgia.

  5. Come vengono descritte le strade e i palazzi di Ferrara nella poesia?
  6. Le strade sono paragonate a fiumi che conducono verso l'infinito, mentre i palazzi sono descritti con un silenzio attento, come se aspettassero un rumore, evocando un senso di attesa e contemplazione.

  7. Qual è il tema centrale del "fascino della decadenza" presente nell'opera?
  8. Il "fascino della decadenza" si manifesta attraverso una sensibilità morbosa che attrae alla contemplazione di una realtà in disfacimento, come evidenziato nella descrizione di Venezia e Ferrara.

  9. In che modo il poeta celebra la malinconia di Ferrara?
  10. Il poeta celebra la malinconia di Ferrara attraverso lodi alla sua bellezza, al cielo e alle acque che la circondano, creando un'atmosfera musicale che avvolge la città e riflette il suo passato glorioso.

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