Concetti Chiave
- Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896, incorporò nei suoi testi elementi del paesaggio ligure e di Monterosso, dove visse esperienze significative.
- Montale scrisse opere importanti come “Ossi di seppia” e “Le occasioni”, esplorando temi di aridità e indifferenza esistenziale attraverso figure femminili come Clizia.
- Il poeta firmò il manifesto degli intellettuali antifascisti, mantenendo però una posizione schiva nei confronti del fascismo e evitando esplicite esposizioni politiche.
- “Ossi di seppia” si distingue per uno stile semplice e diretto, con una metrica caratterizzata da ritmi rotti e vocaboli comuni, riflettendo una condizione vitale impoverita.
- Le figure femminili nella poesia di Montale, come Annetta e Mosca, rappresentano amori distanti e simboli di una ricerca di significato in un contesto di aridità emotiva.
La Vita di Eugenio Montale
Eugenio Montale nacque nel 1896 e morì nel 1981; era originario di Genova, spesso, infatti, nei suoi testi ricorre il riferimento al paesaggio ligure. Nell’esperienza di Montale fu molto presente anche Monterosso, dove Montale andò in vacanza e incontrò anche una donna, Anna, che diventa Annetta.
Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.
Troviamo anche riferimenti alla Divina Commedia di Dante.
Montale non ebbe una formazione tradizionale; era anche un ragioniere e si diplomò all’istituto tecnico. Studiò anche canto. Inoltre è opportuno ricordare che Montale collaborò anche con il corriere della sera.
Le Donne di Montale
Montale canta anche di un'altra donna, Clizia, una studiosa americana, e poi anche di Mosca, il nomignolo della moglie di Montale.
Il Rapporto con il Fascismo
Per quanto riguarda il rapporto con il fasciamo, Eugenio Montale fu firmatario del manifesto degli intellettuali antifascisti (redatto da Benedetto Croce). Nel 1905 scrisse una raccolta, cioè “Ossi di seppia”, successivamente “Le occasioni” (seconda raccolta di poesie di Eugenio Montale), viene pubblicata nel 1939 e comprende cinquanta componimenti. Il tema cambia rispetto alla raccolta precedente e ci si concentra qui su una figura femminile, chiamata Clizia, che sta a simboleggiare una figura amata e lontana.
Ossi di Seppia: Temi e Significato
Il titolo ci rimanda a Pascoli con le cose comuni introdotte nella poesia, anche ai crepuscolari, ma è possibile fare anche un confronto con i vociani e con il pensiero di Schopenhauer.
Questa raccolta fu pubblicata nel 1925 anno in cui Montale firmò il manifesto; nei confronti del fascismo conserva sempre una posizione schiva, non si espone.
Gli ossi di seppia indicano l'aridità e la condizione vitale impoverita, resa scarna e impossibile, quindi indicano dei residui, dei resti di quello che viene sbattuto dalle onde (significato che va oltre il significato superficiale). I residui calcarei delle seppie indicano l'aridità e il prosciugamento, la condizione vitale che diventa inconsistente. La scelta del titolo deriva anche dall’impossibilità nel provare sentimenti, quindi dall’indifferenza e dallo stato d'animo in cui si vive.
Stile e Forma di Ossi di Seppia
Anche nella forma e non soltanto nei temi troviamo gli ossi di seppia, forma priva di ornamenti e non elaborata.
Si tratta di contenuti visti come detriti cioè qualcosa di povero e banale come: “una pozzanghera”, anche a livello lessicale, uso di vocaboli comuni, e siccome c’è questo senso di disarmonia, sul piano ritmico ci suoni aspri, ritmi rotti non lineari, antimusicali; nella metrica abbiamo l'endecasillabo, la quartina, assonanza e l'idrometro cioè una sillaba in più dopo la rima.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del paesaggio ligure nella poesia di Montale?
- Come si manifesta il rapporto di Montale con il fascismo?
- Quali sono i temi principali della raccolta "Ossi di seppia"?
- In che modo si caratterizza lo stile di "Ossi di seppia"?
Il paesaggio ligure è un elemento ricorrente nei testi di Montale, riflettendo le sue origini genovesi e le esperienze vissute a Monterosso, dove incontrò anche una donna che ispirò la sua poesia.
Montale firmò il manifesto degli intellettuali antifascisti e mantenne una posizione schiva nei confronti del fascismo, evitando di esporsi pubblicamente, come evidenziato nella sua raccolta "Ossi di seppia".
"Ossi di seppia" esplora l'aridità e la condizione vitale impoverita, utilizzando immagini di residui e resti, simboli di indifferenza e di una vita inconsistente, come indicato dal titolo stesso.
Lo stile di "Ossi di seppia" è privo di ornamenti e si distingue per l'uso di vocaboli comuni e ritmi aspri, con una metrica che include endecasillabi e quartine, creando un effetto di disarmonia e povertà espressiva.