Concetti Chiave
- Dante e Virgilio intraprendono un viaggio verso l'Inferno, con Dante che teme l'entrata a causa della storia di Lucifero, l'angelo ribelle.
- La porta dell'Inferno è descritta come enorme e orrida, con un'iscrizione che invita a lasciare ogni speranza a chi entra.
- Nel vestibolo dell'Inferno si trovano gli ignavi, puniti per la loro pigrizia, costretti a rincorrere un'insegna mentre vengono punti da vespe.
- La pena degli ignavi rappresenta il contrappasso, in quanto la loro mancanza di azione in vita si traduce in un'eterna corsa senza sosta.
- Nonostante la vista sconvolgente degli ignavi, Virgilio incoraggia Dante a proseguire nel loro cammino attraverso l'Inferno.
L'inizio del viaggio
Dante e Virgilio camminarono tutto il giorno. Dante aveva paura di entrare all’ inferno perché sapeva che un tempo il più bello degli angeli, Lucifero, si ribellò a Dio ed egli lo scaglio giù sulla terra. La terra si rifiutò di riceverlo e una voragine a forma di imbuto si aprì in essa. Intanto Lucifero precipitando si trasformò in un essere bruttissimo, il primo fra i diavoli, e precipitò in fondo alla voragine conficcandosi in essa. La voragine si riempì di spiriti malvagi, che in vita commisero peccati senza mai pentirsi.
Al tramonto ( che precedeva la notte del venerdì santo, poiché tutto il viaggio di Dante si svolge durante il periodo della Pasqua) Dante e Virgilio si trovarono davanti alla porta d’Ingresso dell’Inferno, enorme e orrida, sulla quale c’era una scritta che terminava con queste parole: Lasciate ogni speranza voi ch'entrate.
Il vestibolo dell'Inferno
Dante ebbe paura, ma Virgilio lo incitò a proseguire. La porta cigolò sui cardini e si intravide un buio totale con dei vapori grigi che si alzavano nell’aria. Fuori era già diventata notte. Quando i due passarono dalla porta essa si richiuse alle loro spalle e c’era una puzza e un rumore insopportabile. Si sentivano anche sospiri, pianti e lamenti in lingue strane. Virgilio spiegò che si trovavano nel vestibolo nell'inferno dove venivano puniti gli ignavi, cioè i pigri, coloro che nella vita non avevano mai preso posizione nella loro vita limitandosi a guardare il mondo scorrere. Essi non sono stati giudicati degni nemmeno di entrare nell’inferno e per questo se ne stanno nell’anticamera di esso. La loro punizione eterna è quella di dover rincorrere continuamente un’insegna mentre sono nudi e vengono punti da uno sciame di vespe. Per terra ci sono dei vermi che si cibano del loro sangue e sudore.
Nella descrizione che Dante fa dell’inferno ogni peccatore subisce una pena simile oppure opposta alla sua colpa (contrappasso) : visto che gli ignavi non hanno mai fatto nulla nella vita ora sono costretti a correre in continuazione senza mai fermarsi pungolati dagli insetti. Virgilio disse a Dante di non curarsi di loro, ma di passare avanti, anche se Dante fu sconvolto da questa vista.
Domande da interrogazione
- Qual è la ragione della paura di Dante nell'entrare all'Inferno?
- Chi sono gli ignavi e quale punizione subiscono nell'Inferno?
- Che significato ha il concetto di "contrappasso" nella punizione dei peccatori?
Dante teme di entrare all'Inferno perché è consapevole della ribellione di Lucifero contro Dio, che portò alla creazione della voragine infernale, riempita di spiriti malvagi che non si sono mai pentiti (testo).
Gli ignavi sono coloro che nella vita non hanno mai preso posizione e, per questo, sono relegati nel vestibolo dell'Inferno, costretti a rincorrere un'insegna mentre vengono punti da vespe, senza mai fermarsi (testo).
Il "contrappasso" implica che ogni peccatore subisce una pena simile o opposta alla sua colpa; nel caso degli ignavi, la loro punizione di correre incessantemente riflette la loro vita passiva e priva di azione (testo).