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Concetti Chiave

  • La concezione spaziale nell'Orlando Furioso è orizzontale e labirintica, riflettendo una dimensione terrena e un movimento ciclico, a differenza della verticalità simbolica di Dante.
  • Il tempo è rappresentato come non lineare e "aggrovigliato", con digressioni che provocano oscillazioni temporali senza significato simbolico, ma solo reale.
  • La polifonia nell'opera consente ai personaggi di avere voci autonome e pari diritti all'autore, generando discussioni esistenziali senza una prevalenza di idee.
  • La ricerca dell'oggetto del desiderio è caratterizzata da un approccio laico e profano, con una ciclicità che porta a inchieste inconcludenti, come nel caso di Angelica.
  • L'intreccio si sviluppa attraverso le ricerche di oggetti o persone, evidenziando la follia umana e le limitazioni imposte dalla natura, con situazioni che si sovrappongono e si interrompono.

La concezione spaziale nell'Orlando Furioso

La concezione spaziale all'interno dell'Orlando Furioso è complessa e si riallaccia alle tematiche introspettive ed esistenziali trattate da Ludovico Ariosto.

Lo spazio è orizzontale e non verticale come in Tasso e in Dante. A differenza di Dante nella cui commedia lo spazio è verticale in relazione alla contrapposizione tra basso-alto come peccato-salvezza, nell'Orlando Furioso è del tutto orizzontale, in una dimensione perennemente terrena. Il viaggio di Astolfo sulla luna non è un'eccezione perché essa è il complemento della terra, il suo rovescio speculare.

Lo spazio è anche labirintico perché rispecchia emblematicamente la realtà terrena. Si assiste a un movimento circolare e plurimo in quanto a differenza di Dante che non può deflettere mai dal suo cammino di ascesa lineare perché voluto da Dio, l'Orlando Furioso presenta una realtà del tutto immanente il cui movimento è ciclico e ritorna sempre su se stesso perché la ricerca è inconcludente.

La concezione dei personaggi è laica, l'esistenzialismo ariostesco porta tutto a vertere sulla figura umana.

La fortuna è capricciosa e imprevedibile, il fato è girovago e domina gli essere umani, non esiste così il libero arbitrio.

Assente è anche il concerto di provvidenza che si riallaccia alla visione laica di Ariosto.

Il tempo e la visione laica

Il tempo invece non è lineare in quanto le digressioni e l'enterlacement provocano oscillazioni sulla linea del tempo.

Non ha un significato simbolico ma esclusivamente reale ed è "aggrovigliato".

Spazio e tempo si inquadrano in un'ottica perseguita da Ariosto per creare omologia tra contenuti e forma.

Polifonia e dialogismo

Uno studio interessante in merito alla materia trattata nell'Orlando Furioso è stato condotto dal critico letterario russo Michail Michajlovič Bachtin.

Bachtin evidenzia il concetto di polifonia, dal greco "canto a più voci".

La tecnica della polifonia verrà impiegata molto più tardi da Dostoevskij nei Fratelli Karamazov e in Delitto e castigo.

Le idee dei personaggi dell'Orlando Furioso sono del tutto autonome: ciasciuto di essi è concepito con una propria visione del mondo. Il personaggio non è solo l'oggetto della parola dell'autore ma l'integro e legittimo portatore della sua parola.

I personaggi hanno pari diritti all'autore a cui possono ribellarsi. Il dialogismo tra le voci genera discussioni di carattere esistenziale coinvolgendo anche il lettore. Non prevale un'idea sull'altra, vi è confronto.

In Ariosto l'uso della parola è anche oggetto del personaggio. Come nel 900 farà Svevo con la sua opera la Coscienza di Zeno, monologo interiore del personaggio, Ludovico Ariosto conferisce un'impostazione soggettiva alla sua opera e il lettore è abile a percepire l'inattendibilità dell'autore.

L'Orlando Furioso appare in quest'ottica antitetico rispetto ai Promessi Sposi, romanzo monologico il cui autore è del tutto onnisciente. Manzoni compie una discriminazione tra i personaggi non concedendo per esempio a Don Rodrigo e Attilio di prendere la parola.

La ricerca dell'oggetto del desiderio

Ciò che muove le vicende e suscita le imprese dei cavalieri è la ricerca di un oggetto del desiderio.

Nei romanzi arturiani l'oggetto del desiderio prende il nome di "Queste" ed è carico di sensi mitico-religiosi come per esempio il Sacro Graal. Nell'Orlando Furioso l'oggetto del desiderio ha un carattere del tutto laico e profano in quanto molto spesso coincide con la donna o l'uomo amato, un elmo, una spada o un cavallo.

L'inchiesta è fallimentare e inconcludente. Ne è l'emblema Angelica che sfugge i cavalieri svanendo grazie al suo anello magico che la rende invisibile.

Nel palazzo di Atlante i paladini sono attratti dal mago col miraggio ingannevole dei loro oggetti del desiderio e bramante per tutto il poema insegue l'uomo amato ma quando lo raggiunge questi si dilegua.

L'inchiesta è anche intesa come movimento circolare in quanto non si conclude mai e ritorna sempre su se stessa.

La ciclicità della ricerca, come è stato del critico americano Carne-Ross, trova espressioni in formule del tipo "di qua di là", "di su di giù", "or quinci or quindi".

Le trame si interrompono e si sovrappongono con l'entrelacement.

Ariosto in questo modo vuole far capire che la follia umana si imbatte in una ricerca affannosa di cose o persone che però non porta a nulla a causa del limite umano imposta dalla natura.

L'inchiesta si legga anche all'intreccio perché durante la ricerca del loro oggetto o persona del desiderio, i personaggi imbattono in altre situazioni che li conducono ad altre ricerche.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale nella concezione spaziale tra l'Orlando Furioso e le opere di Dante e Tasso?
  2. A differenza di Dante, dove lo spazio è verticale e simbolico di peccato e salvezza, l'Orlando Furioso presenta uno spazio orizzontale e terreno, con un movimento ciclico e immanente, come evidenziato nel testo.

  3. Come si caratterizza il tempo nell'Orlando Furioso?
  4. Il tempo nell'Orlando Furioso non è lineare ma "aggrovigliato", con digressioni e intrecci che creano oscillazioni temporali, riflettendo una visione laica e reale, come descritto nel testo.

  5. In che modo la polifonia influisce sulla narrazione dell'Orlando Furioso?
  6. La polifonia consente ai personaggi di avere visioni autonome e di interagire tra loro, creando un dialogismo che coinvolge il lettore e genera discussioni esistenziali, come sottolineato nel testo.

  7. Qual è il significato dell'oggetto del desiderio nell'Orlando Furioso?
  8. L'oggetto del desiderio, che può essere una persona o un oggetto, ha un carattere laico e profano, e la sua ricerca è spesso inconcludente, come dimostra la figura di Angelica, come indicato nel testo.

  9. Come si riflette la follia umana nella ricerca dei personaggi dell'Orlando Furioso?
  10. La follia umana si manifesta nella ricerca affannosa di oggetti o persone desiderate, che non porta a risultati concreti, evidenziando i limiti imposti dalla natura umana, come descritto nel testo.

Domande e risposte

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