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Concetti Chiave

  • Ludovico Ariosto, nato nel 1474 a Reggio Emilia, si dedica inizialmente agli studi giuridici prima di orientarsi verso la letteratura, influenzato da Pietro Bembo e dall'ambiente culturale degli Este.
  • Dopo la morte del padre, Ariosto affronta difficoltà economiche accettando incarichi dagli Estensi, pur sentendo che queste responsabilità lo distolgono dalla sua vera vocazione.
  • La prima edizione dell'Orlando Furioso viene pubblicata nel 1516, seguita da edizioni successive che mostrano revisioni linguistiche e narrative significative, aumentando il successo dell'opera.
  • Ariosto utilizza la tecnica dell'entrelacement per intrecciare diversi fili narrativi, creando una narrazione complessa, caratterizzata da una ricerca di oggetti di desiderio che spesso si rivelano deludenti.
  • La struttura narrativa del Furioso offre una visione del mondo labirintica e complessa, dove l'ordine emerge dalla molteplicità dei racconti, riflettendo una concezione laica della fortuna e del destino.

Infanzia e Studi di Ariosto

Ludovico Ariosto nasce l’8 settembre del 1474, primo di dieci tra fratelli e sorelle. Egli nasce a Reggio Emilia e dall’84 il padre, con la famiglia, si stabilisce a Ferrara. Tra i quindici e i vent’anni egli studia all’Università di Ferrara, compiendo degli studi giuridici. Lascia questi per cominciare quelli a lui graditi: quelli sulla letteratura e sulle liriche latine (per sua disgrazia non apprenderà mai il greco). A Ferrara, tra il 1497 e il 1499 prima e tra il 1501 e il 1505 dopo, egli farà amicizia con Pietro Bembo, il quale influenzerà con la sua opera (“Le prose della volgar lingua”) il poema del Furioso di Ariosto. Comincia, in quegli anni, a frequentare la corte degli Este, dove era presente il Duca Ercole I.

Difficoltà Familiari e Servizio agli Estensi

Nel 1500, Niccolò Ariosto muore, lasciando il primogenito in una situazione scomoda: Ludovico si ritrova a dover gestire il patrimonio familiare e inoltre deve prendere sotto la sua ala di protezione i fratelli minori e deve accasare le sorelle. Per far fronte alle difficoltà economiche accetta degli incarichi da parte degli Estensi. Nel 1503, entra al servizio del cardinale Ippolito, figlio di Ercole I. Come il poeta stesso afferma nelle Satire, egli trova disdicevole il fatto che gli siano affidati compiti che lo possano distrarre dalla sua vera vocazione, ovvero la letteratura. Come tanti altri letterati prima di lui, assume anche la veste di chierico in modo da incrementare le entrate. Scrisse “La Cassaria” (1508) e “I Suppositi” (1509).

Relazioni a Roma e Matrimonio

Tra il 1509 e il 1510, lo scrittore viene mandato a Roma dal Duca Alfonso I, il quale non è in buoni rapporti con il Papa Giulio II. Durante questo periodo, Ludovico stringe rapporti con persone di ambiente fiorentino: tra queste vi era il figlio di Lorenzo “Il Magnifico”, ovvero il cardinale Giovanni de’ Medici. Quando questa figura diviene Papa sotto il nome di Leone X, nel 1513, Ariosto crede di poter sfruttare quell’amicizia per poter andarsene da Ferrara e trasferirsi, grazie all’appoggio del Papa, a Roma. Tuttavia, questo non accade ed egli deve rimanere a Ferrara con un magro beneficio in più. Sempre a Firenze, conosce Alessandra Benucci che sposa dopo la morte del marito.

Pubblicazione dell'Orlando Furioso

Nel 1516, egli pubblica la prima edizione dell’Orlando Furioso, che dedica al cardinale Ippolito, il quale, come lo stesso poeta afferma nel proemio, non era molto interessato alla letteratura in quanto preferiva la caccia e le donne. Nel 1517, rifiutandosi all’imposizione del cardinale di seguirlo fino in Ungheria, passa al servizio del Duca Alfonso I. nel 1521, esce la seconda edizione dell’Orlando Furioso. Nel 1522, il nobile affidò al letterato la carica di governatore della Garfagnana (Lucca), zona difficile da gestire a causa di banditi. Tuttavia, Ludovico dimostra di avere eccellenti abilità politiche ma nonostante ciò vuole tornare a Ferrara per dedicarsi alla letteratura (1525). Scrive altre commedie come “La Lena” e “Il Negromante”.

Revisione e Successo del Furioso

Nel 1532, viene pubblicata la terza edizione dell’Orlando Furioso. Nel 1533, ammalatosi di enterite, muore.

Quali sono la Struttura e i Temi del Furioso?

Nel 1505, Ariosto cominciò a scrivere l’Orlando Furioso. Questo poema cavalleresco è una continuazione dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo; infatti, la narrazione del Furioso riprende esattamente la storia dell’Innamorato. Nel 1516, uscì la prima edizione a Ferrara.

Questa presenta una struttura ampia, di quaranta canti con centinaia di versi (600-700) in ottave. Nel 1521, uscì la seconda edizione che, rispetto alla prima, era stata revisionata dal punto di vista linguistico. Entrambe ebbero un enorme successo: si contano 17 ristampe solo tra il 1517 e il 1531.

Nel 1532, fu pubblicata un terza edizione. Questa presentava una ancor più radicale revisione linguistica. Le edizioni precedenti presentavano una lingua fiorentina che aveva delle sfumature latineggianti, come nel Boiardo. La revisione, invece, seguiva dal punto di vista linguistico, il modello e i canoni fissati da Pietro Bembo, nel 1525, ne “Le prose della volgar lingua”. Bembo afferma che se non esiste una lingua comune, bisogna trovare una lingua comprensibile da tutti i dialetti. Quindi, asserisce che bisogna osservare i grandi autori come modelli. Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa. Alighieri non viene preso in considerazione a causa dei numerosi vocaboli volgari che vengono utilizzati nell’Inferno e nel Purgatorio. Questi modelli prevarranno per quattro secoli (‘500, ‘600, ‘700, ‘800). Inoltre, vi è un ampliamento dal punto di vista narrativo: vi è un’ aggiunta di sei canti. Quest’edizione verrà regalata a Carlo V in persona.

Ariosto, continuando l’opera del Boiardo, riprende quel romanzo cavalleresco che aveva avuto un enorme successo in Italia. Vengono uniti i personaggi del ciclo carolingio con il tema amoroso del ciclo bretone. Inoltre il tema dell’amore viene portato all’estrema conseguenza: nel Boiardo, Orlando cade preda dell’amore; nell’Ariosto, diventa pazzo per amore.

Il poeta, nel 1528, chiede al Doge di Venezia che la sua opera venga pubblicata con la protezione da opere non autorizzate, in quanto è pensata come opera di intrattenimento per cortigiani e persone colte. Nonostante sia concepito come un racconto da diffondere a viva voce, il poema è un’opera scritta per essere diffusa attraverso la stampa. Ciò significa che il poema era diffuso non più solo nell’ambiente cortigiano in cui era nato ma anche nel resto della penisola.

Tecniche Narrative e Profezie

Come già nell’Innamorato, Ariosto usa la tecnica dell’entralecement. Questo procedimento di stesura del poema consiste nell’intrecciare più fili narrativi, interrompendoli in un punto cruciale e riprendendoli in seguito. Inoltre, sono inserite delle novelle, raccontate da vari personaggi.

Sono dei racconti nel racconto, simili a quelli presenti nel Decameron con la cornice. Sono presenti anche profezie, che possono far introdurre passi encomiastici nei confronti dei signori del poeta. Ogni canto, alla fine, presenta delle considerazioni morali che sono rivolte, come nelle Satire, a ipotetici destinatari.

Nuclei Narrativi Principali

Le vicende sono molto intrecciate. I nuclei narrativi principali sono:

- la guerra tra paladini cristiani e i saraceni (guerra scatenata da parte di Agramante contro Carlo Magno per vendicare la morte del padre saraceno);

- l’amore di Orlando per Angelica;

- la vicenda amorosa tra Ruggiero (saraceno) e Bradamante (cristiana), questo tema è definito encomiastico in quanto, sposandosi, i due personaggi daranno vita alla casaì degli Este, signori di Ariosto.

Propositio e Inchiesta

Propositio: presentazione. Invocatio: invocazione della donna che lui ama (molto probabilmente la Benucci) anziché la musa; la invoca perché spera di trovare il tempo per completare l’opera. Dedicatio: la terza e la quarta ottava del proemio sono dedicate al cardinale Ippolito.

Recentemente si è notato che sia nel Furioso sia nei romanzi cavallereschi precedenti vi è la ricerca di un oggetto di desiderio che muove l’intera vicenda. Questo oggetto viene definito inchiesta. L’unica differenza con i romanzi arturiani è che l’inchiesta, che prima era una queste, un oggetto carico di simboli mistico-religiosi, assume un valore più profano. Ma questo desiderio è vano perché nei poemi con il tema dell’inchiesta gli oggetti ricercati risultano sempre deludenti.

Un esempio chiaro del carattere deludente dell’inchiesta è la figura stessa di Angelica nel romanzo del Furioso. Questo tema viene presentato sin dall’inizio, nel canto I. un altro emblema del tema dell’inchiesta è l’episodio del palazzo d’Atlante in cui vari cavalieri (Orlando, Ruggiero, …) sono attirati dal mago col miraggio degli oggetti che bramano di più. Il motivo dell’inchiesta domina sia il Furioso chele vicende amorose presenti nel poema.

L’inchiesta si traduce in un movimento circolare per indicare il suo carattere ossessivo e ripetitivo. Il moto circolare e l’azione ripetitiva, che trovano espressioni in formule “or quinci, or quindi” nel poema, sottolineano il carattere inappagante ed inutile della ricerca. Inoltre, questa futile ricerca, porta il protagonista a commettere un errore, che può essere inteso in senso materiale (allontanarsi da una battaglia), morale (inseguendo Angelica, Orlando non svolge il suo dovere di paladino) e intellettuale (Orlando diviene folle per amore).

Spazio e Tempo nel Furioso

A causa del tema dell’inchiesta, lo spazio geografico nel poema è molto vasto: dalla Francia, all’Africa, al Nord Europa, all’Oriente.

In Alighieri abbiamo uno spazio in verticale: il viaggio avviene dal basso verso l’alto e, dato che è voluto da Dio, il percorso non può essere deviato da nessuno. Lo spazio del Furioso, invece, è in orizzontale poiché avviene interamente sul globo e non anche in Cielo; quando Astolfo compie il viaggio sulla Luna, anche questa fa parte della Terra in quanto è il completamento di essa.

Mentre in Alighieri vi è il senso di trascendenza (ascesa all’Ultraterreno), nel Furioso vi è una concezione totalmente laica. In Alighieri vi è un’unica direzione, invece, nei poemi ariosteschi vi è una grande quantità di possibilità e di scelte che devono compiere i personaggi, tanto che non raggiungono mai l’oggetto desiderato: il movimento è quindi circolare. Quello del Furioso è quindi uno spazio aperto, dominato dalla Fortuna e non dalla Provvidenza Divina. L’uomo inoltre non si impone sulla Fortuna, come accadeva nel Boiardo, ma ne diventa lo zimbello. Costituisce una metafora sensibile di questo spazio la selva. Luogo tenebroso e intricato, fa da sfondo al canto I e anche ad altri episodi: un mondo intricato e labirintico, pieno di insidie e di realtà che si mescolano.

Mentre in Alighieri, l’organizzazione del tempo è lineare, nell’Ariosto è molteplice e labirintico in quanto vi sono molti intrecci: l’autore, infatti, riprende fili narrativi lasciati incompleti precedentemente. Inoltre, Ariosto fa uso anche dell’entrelacement, ovvero l’intrecciarsi fra loro di varie narrazioni.

Struttura narrativa e visione del mondo

Struttura Narrativa e Visione del Mondo

Dall’organizzazione spaziale e temporale, da questa struttura narrativa emerge l’immagine di un reale labirintico. L’impressione che il poema rende, però, è tutt’altro che disordinata: l’immagine che si ricava è quella di un cosmo perfettamente ordinato. Nonostante vi sia l’entrelacement non vi è mai un senso di ordine casuale.

Il poeta stesso afferma nel corso della narrazione il suo principio dell’unità che vi deve essere nella molteplicità di fili narrativi. Vi è un concetto di armonizzazione concertante. Inoltre, nel poema, si instaura una simmetria. Essa si nota principalmente tra le due inchieste principali: Orlando che ricerca Angelica e Bradamante che ricerca Ruggiero. Mentre Orlando piomba nella follia, Bradamante viene colta dalla gelosia (altra forma di follia); Orlando e Rodomonte, i guerrieri più forti dei rispettivi eserciti, cadono in preda alla follia per il rifiuto delle loro donne amate, venendo meno ai loro doveri.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le origini e il percorso formativo di Ludovico Ariosto?
  2. Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia nel 1474 e studia giurisprudenza all'Università di Ferrara, ma si dedica poi alla letteratura e alle liriche latine, influenzato da Pietro Bembo e dalla corte degli Este.

  3. Come influiscono le difficoltà familiari sulla carriera di Ariosto?
  4. Dopo la morte del padre nel 1500, Ariosto si trova a gestire il patrimonio familiare e accetta incarichi dagli Estensi, trovando disdicevole il tempo sottratto alla sua vera vocazione, la letteratura.

  5. Qual è il significato della pubblicazione dell'Orlando Furioso?
  6. L'Orlando Furioso, pubblicato per la prima volta nel 1516, rappresenta una continuazione dell'Orlando Innamorato e combina elementi del ciclo carolingio e bretone, ottenendo un enorme successo con numerose ristampe.

  7. Quali tecniche narrative utilizza Ariosto nel Furioso?
  8. Ariosto impiega l'entrelacement, intrecciando più fili narrativi e inserendo novelle, profezie e considerazioni morali, creando una struttura complessa e labirintica che riflette la ricerca di un oggetto di desiderio.

  9. Come si differenzia la concezione dello spazio e del tempo nel Furioso rispetto ad altre opere?
  10. A differenza di Dante, che presenta uno spazio verticale e trascendente, Ariosto adotta uno spazio orizzontale e labirintico, con un tempo molteplice e intrecciato, evidenziando una visione del mondo dominata dalla Fortuna piuttosto che dalla Provvidenza.

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