Genius 13144 punti

Siddharta e il buddismo

Siddharta (560-480 a.C.) all’età di ventinove anni abbandonò la famiglia e la casa per dedicarsi alla vita dell’asceta mendicante; secondo la tradizione, dopo sette anni, mentre meditava all’ombra di un albero, ebbe un’illuminazione, ovvero Buddha, che significa“l’illuminato”.

I canoni del buddismo sono contenuti nel dicorso che Siddharta tenne a cinque asceti suoi primi discepoli: si tratta del cosiddetto Discorso di Benares, dal nome della città sacra dove fu pronunciato. Il buddhismo si ispirava all’antica tradizione indiana (vedica) che vedeva l’esistenza in una luce decisamente negativa: “ Nascere è soffrire, essere ammalato è soffrire, avere contatto con ciò che non si ama è soffrire, separarsi da ciò che si ama è soffrire: in breve, tutta l’esistenza corporale è sofferenza: ”La causa di questa universale sofferenza è ciò che Buddha chiamava “la sete di rinascita” connaturata alla anime: un desiderio che le tormenta e le costringe a cercare sempre nuove rinascite nel ciclo dell’esistenza. Come fare per interrompere questo tormento? A differenza del jainismo e delle altre filosofie ascetiche, il buddismo non suggerisce di compiere una vita di totale mortificazione, ma piuttosto di seguire una via mediana: astenersi da una vita ignobile dedita alle passioni e agli istinti, ma anche da un’esistenza penosa, di rinunce e di ascesi. Il Buddha indica, come alternativa, “l’ottuplice sentiero”: retta azione, retta vita, retta parola, retta fede, retta decisione, retto ricordo, retta concentrazione, retto sforzo. L’insieme di questi comportamenti condurrà all’eliminazione del dolore dalla vita e quindi al Nirvana, ossia all’eterna pace.

Il buddismo si affermò largamente in India e per qualche tempo divenne anche la religione della dinastia regale (per esempio con Ashoka); centinaia di migliaia di monaci popolavano i monasteri in tutta la penisola indiana. In seguito, si diffuse oltre i confini dell’India per opera di monaci vaganti e mise radici in tutto l’Oriente: dal Tibet a Ceylon, sino in Cina e in Giappone. Esso costituì in definitiva un sistema di pensiero internazionale che contribuì a dare un volto unitario ad alcuni aspetti dell’arte e della filosofia orientali.

Tuttavia, proprio la patria del buddismo fu la prima a rigettarlo: la religione brahminica, infatti, a partire dall’VIII secolo d.C. tornò ad affermarsi tra le masse popolari, segnando un rapido declino della diffusione del buddismo.

Hai bisogno di aiuto in Religione?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017